• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Un metodo in tale follia

Ci sono tutti gli elementi per confermare la tesi che un giornalista di grande qualità, Massimo Gaggi, avanza sulla presidenza Trump nella sua storia di ieri per il Corriere della Sera. Dalla richiesta della Groenlandia, alla costruzione di “una flotta dorata”, sospettare una crisi di megalomania alla Casa Bianca, potrebbe ancora essere poco. Il capo dello Staff, Susie Wiles, su Vaity Fair ha parlato di Trump che agisce come un alcolizzato. Senza contare il giudizio “tecnico” di Mark Montgomery.  L’ammiraglio ora in pensione, sul Wall Street Journal, ha detto che una flotta d’oro non servirebbe all’America ma solo a soddisfare l’ego e il gusto estetico del presidente. Come si direbbe in gergo, tutte le mele in una sola cesta.

di Riccardo Bruno | 24 Dicembre 2025

Ci sono tutti gli elementi per confermare la tesi che un giornalista di grande qualità, Massimo Gaggi, avanza sulla presidenza Trump nella sua storia di ieri per il Corriere della Sera. Dalla richiesta della Groenlandia, alla costruzione di “una flotta dorata”, sospettare una crisi di megalomania alla Casa Bianca, potrebbe ancora essere poco. Il capo dello Staff, Susie Wiles, su Vaity Fair ha parlato di Trump che agisce come un alcolizzato. Senza contare il giudizio “tecnico” di Mark Montgomery.  L’ammiraglio ora in pensione, sul Wall Street Journal, ha detto che una flotta d’oro non servirebbe all’America ma solo a soddisfare l’ego e il gusto estetico del presidente. Come si direbbe in gergo, tutte le mele in una sola cesta.

Personalità autorevoli, competenti, che conoscono direttamente e a fondo il presidente ne forniscono un profilo inquietante, lo stesso dato dal famoso romanzo di Bret Easton Ellis, American Psyco. E il personaggio di Ellis, ispirato da Trump, non sapeva nulla del caso Epstein. Quello che però dovrebbe colpire i più solerti censori di Trump è che il romanzo di Ellis è del 1991 e che Trump è all’onore delle cronache statunitensi al punto di essere riprodotto in grandezza naturale al museo delle cere di New York, dall’inizio degli anni 2000. Verrebbe spontaneo pensare che se Trump è un alcolizzato mitomane, l’America lo ha seguito passo passo nella sua epopea. Sempre al Corriere della Sera abbiamo Galli della Loggia. La settimana scorsa il professore ha rilasciato un’intervista per cui Trump è pazzo, oppure, sotto ricatto.

Appurati tutti gli elementi della follia, varrebbe per lo meno la pena di valutare en passant quelli dell’ipotetico ricatto. Poche ore fa il presidente Trump ha detto che l’America non butterà più soldi per l’Ucraina come faceva quello scriteriato di Biden, e Biden è stato fatto fuori dal suo stesso partito da presidente in carica, per andare allo sbaraglio con Kamala Harris. Trump venderà le armi alla Nato. Perché Trump non ha detto all’Europa? La Nato è una creatura americana. Quando parliamo di Nato, non è che parliamo dell’Inghilterra, parliamo dell’alleanza che l’America ha costruito in Europa, di cui è il principale referente. Trump, o non sa di che parla, è pazzo, oppure è sotto ricatto del popolo americano che non vuole altre spese per l’Ucraina. Non fosse che l’America che vende armi alla Nato, le vende principalmente a se stessa. Non è il governo americano a pagarle, è la Nato. Scusate, per un folle psicopatico, questa è una accortezza che Biden non aveva.

La Groenlandia, che Trump vuole occupare sradicando gli orsi polari. In Groenlandia l’America può contare su una base Nato. Il problema della Nato è che i paesi che ne fanno parte vincolano l’America alle loro decisioni politiche. Durante la guerra del Kippur tutti i paesi dell’Alleanza furono contrari a mettere a disposizione le loro basi per rifornire Israele. Nixon dovette ricorrere all’Iran. Poiché al Dipartimento di Stato la storia se la ricordano bene, magari noi meno, al Corriere della Sera pensano che c’era ancora Nasser durante la guerra del Kippur, potrebbero aver fatto un’ipotesi di questo genere. Nel caso in cui l’America dovesse fare un’operazione di guerra nell’Artico e la Danimarca si opponesse, come la mettiamo con la base Nato in Groenlandia? Può essere che la sicurezza americana debba dipendere dalle decisioni del governo danese?

Perché la guerra. Ma perché Trump è un folle, da mesi dice si rischia la terza guerra mondiale e può darsi che tutti i suoi piani di pace vadano all’aria e davvero ci si ritrovi in guerra. Chi andrebbe a combattere? Macron, l’onorevole Meloni? E allora ci si stupisce che faccia non solo una flotta dorata, ma anche nuovi caccia bombardieri e abbia iniziato una produzione di un nuovo modello di missile ipersonico, di cui pure in teoria, non avrebbe bisogno, ma come si sa, il poverino è pazzo, amici miei.

Tanti difetti in un presidente americano sono difficili da trovare. Roosevelt regalò a Stalin mezza Europa, inclusa Berlino e i russi ancora stanno a Kaliningrad e il pazzo è Trump che vuole dargli il Donetsk per evitare una guerra mondiale. Tutti contro Zelensky. Figuratevi cosa si sarebbe detto di Trump se avesse minacciato Putin di bombardare Mosca per liberare la celebre città di Pokrovsk.

Qualche lacuna ce l’abbiamo anche noi europei. Gaggi ci spiega che non servono a niente portaerei, non corazzate, e pazienza e che le bombe atomiche si affidano ai sottomarini da decenni. Infatti, da decenni i sottomarini nucleari vanno in avaria e non quelli russi, troppo ovvio, quelli inglesi di ultima generazione. Ma Trump appunto è pazzo, cosa ci possiamo fare, se non cercare un metodo in tale follia.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti