
Nella sostanza è stato molto tempestivo l’articolo su Pensa Libero di Raffaele Romano, che ha messo in luce il discorso fatto a fine luglio all’ONU dal Primo Ministro dell’Autorità Nazionale Palestinese.
E’ stato il discorso con cui Mohammad Mustafa ha chiesto ad Hamas, senza giri di parole, di “deporre le armi, rilasciare gli ostaggi e rinunciare al controllo di Gaza”. Richiesta che, fatta dal Primo Ministro dell’ANP, è un evento eccezionale. La conferma pratica che Hamas occupa la Palestina contro i palestinesi, che ha preso apposta gli ostaggi per usarli quale mezzo di ricatto, che ricorre alle armi indebitamente.
Per di più Mustafa nel suo discorso ha fatto un’aggiunta perfino di maggior rilievo. “Dobbiamo ricostruire Gaza con e per il nostro popolo, porre fine all’occupazione, raggiungere l’indipendenza palestinese e attuare la soluzione dei due Stati, in cui Palestina e Israele vivano fianco a fianco, in pace e sicurezza, per raggiungere la pace, la sicurezza e la prosperità nella regione“.
Il discorso del Premier dell’ANP non ha citato in modo espresso che gli statuti di Hamas, di Hezbollah , che quanto detto dall’Iran da Khomeini in poi , hanno nelle loro premesse esplicite la distruzione dello Stato di Israele. Eppure il Premier ANP ha svolto considerazioni derivate dalla chiara consapevolezza che i fatti sono questi. Vale a dire che l’eccidio del 7 ottobre non è stato un eccesso casuale ma il passo accurato di un progetto esistente da sempre. Da qui, la guerra di Israele quale risposta esistenziale.
L’articolo di Pensa Libero sottolinea giustamente che sul discorso di Mohammad Mustafa i mezzi di comunicazione italiani hanno sorvolato (ed hanno fatto altrettanto sulle finalità perseguite negli statuti di varie entità medio orientali, nascoste da sempre agli italiani).
Al contrario, da qualche tempo gli stessi mezzi parlano in modo frenetico del fatto che a Gaza ci sarebbe un genocidio (circostanza senza dubbio tragica) di continuo imputato alla volontà di Israele di distruggere i palestinesi. In tal modo omettono che Israele fa la guerra per difendersi dalle dichiarate intenzioni di certi suoi vicini. Un’omissione in cui è caduto pure il Presidente Mattarella, per questo criticato con pacatezza dal suo omologo israeliano, che gli ha risposto “Israele non uccide in modo indiscriminato, vuol vivere in pace e in sicurezza”.
In. un quadro simile, il discorso del Primo Ministro dell’ANP è un richiamo alla realtà. Se non si è mai attuatala soluzione “due Popoli , due Stati” non è per colpa dello Stato di Israele, è conseguenza del persistente rifiuto trentennale di certe associazioni arabe (oltretutto dedite al terrorismo) di rinunciare alla distruzione di Israele per poter arrivare a quella soluzione (non per caso Hamas rifiuta ancor oggi il disarmo prima della pace). Quanti fanno grande scena sul procedere riconoscere subito la Palestina (addirittura tirando in ballo lo spirito dell’Occidente, sbaglio molto grave) fingono di non rendersi conto che Israele sta combattendo una lotta per non essere distrutto (che potrà finire solo se prima sparisce la minaccia di distruggerlo).
Oltretutto, il rifiuto di diverse associazioni islamiche di abbandonare l’obiettivo distruggere Israele inceentiva la pretesa della destra religiosa ortodossa israeliana di annettere una parte della Cisgiordania, la Giudea e la Samaria. Pretesa che, infatti, è stata di recente approvata in Parlamento a larghissima maggioranza, 71 voti a favore contro 13 (mentre l’opposizione a Netanyahu sfiora i 60).
Oggi dobbiamo augurarci che il discorso realistico del Premier dell’ANP contagi a fondo anche il dibattito sui mezzi di comunicazione in Italia. Inducendoli intanto a smettere di perseguire il politicamente corretto (riconoscere subito lo Stato della Palestina in mano ad Hamas, usa la demagogica illusione di soddisfare così l’aspirazione di pace, dimenticando il proposito di eliminare Israele).Poi a trattare i fatti concreti per come sono. Altrimenti sarà impossibile passare dalle riforme parolaie alle riforme realizzate che davvero sciolgono i nodi. A partire da quello dei ”due Popoli, due Stati”. Che saranno tali solo se liberi nella loro autonomia e reciprocamente rispettosi nel loro convivere.
Raffaello Morelli

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