Nonostante tutto questo fosse previsto, il pubblico è accorso più numeroso di quanto si potesse immaginare.
Il Fidelio di Beethoven, che ha inaugurato la 78° edizione del Maggio Musicale, è stato realizzato in una forma semiscenica, a causa dello sciopero di alcuni tecnici del teatro vicini alla CGIL, che ancora non si sentono pienamente garantiti per il loro futuro nel passaggio alla ALES, società del Ministero dei Beni culturali. Dunque sul palcoscenico dell’Opera di Firenze i cantanti erano in costume e recitavano, ma la scena sullo sfondo (quella del carcere del secondo atto) era fissa, i giochi di luce erano inesistenti e, soprattutto, mancavano quelle proiezioni multimediali, che avrebbero costituito una parte molto rilevante della regia predisposta da Pier’Alli.
Nonostante tutto questo fosse previsto, il pubblico è accorso più numeroso di quanto si potesse immaginare, spinto dal desiderio di ascoltare le note della splendida opera beethoveniana, rappresentata l’ultima volta a Firenze dodici anni fa. E considerando la direzione di Zubin Mehta, si può affermare che ne sia valsa sicuramente la pena; il maestro indiano, infatti, ha saputo restituire con bravura l’ambivalenza espressiva dell’opera, evidenziandone il carattere leggero e tardo settecentesco del primo atto, in contrasto con la vibrante drammaticità del secondo.
Di particolare pregio è risultata l’esecuzione della Leonora III, l’ampio brano strumentale tradizionalmente inserito prima della scena conclusiva, nel quale Mehta ha saputo effondere un’intensa energia musicale, raggiungendo anche momenti di notevole poeticità. Fra i cantanti ha offerto una prova di grande sicurezza vocale e di forte impatto drammatico il soprano lituano Ausrine Stundyte, nei panni della protagonista Leonore/Fidelio, ma non meno efficace e tecnicamente dotata è apparsa Anna Virovlansky, alias Marzelline, in perfetta sintonia con il convincente Karl Michael Ebner nel ruolo di Jaquino. Buona anche la prova del tenore Burkhard Fritz (Florestano), protagonista assoluto nella cupa scena di apertura del secondo atto, mentre le voci di Manfred Hemm (Rocco) e di Evgeny Nikitin (Don Pizarro) hanno palesato qualche discontinuità.
Nel finale, applausi calorosi dal pubblico, soprattutto all’indirizzo di Mehta, degli orchestrali e del coro. Le prossime repliche (domenica 3 e martedì 5 maggio) dovrebbero essere rappresentate nella loro veste integrale, con tanto di sopratitoli elettronici, anch’essi non pervenuti in questa grigia “prima” del 78° Maggio Musicale Fiorentino.

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