Ma davvero è in atto una manovra per deviare su un binario morto la vicenda Unipol? E quali sono le contropartite per chi appoggia il disegno?
A sentire il senatore dell’Unione Democratica Roberto Manzione, esponente del micropartito cui hanno dato vita ex della Margherita delusi dal PD, “quello che accade nella Giunta delle Autorizzazioni del Senato è veramente ignobile”. Secondo Manzione “appare sempre più chiaramente che è stato consumato un mega accordo fra maggioranza ed opposizione per governare politicamente tutte le questioni rilevanti”.
Secondo Manzione l’accordo prevederebbe: “1) di non decidere sulla vicenda Forleo prima di fine ottobre, sperando che la Corte Costituzionale risolva il problema; 2) di mettere in frigorifero la vicenda di Mirella Giai, candidata in America Meridionale dell’Unione, che lamenta di non essere stata proclamata senatore soltanto per un errore materiale commesso dall’Ufficio Centrale dell’Estero di Roma (circostanza questa certificata dagli uffici della Giunta); 3) di procedere a rigettare tutti i ricorsi della Rnp e connessi per evitare di aggravare il quadro di ingovernabilità dell’aula”.
La dichiarazione di Manzione è stata diffusa dopo che la Giunta del Senato aveva dedicato una seduta alla audizione del senatore Nicola Latorre, dalemiano, coinvolto nelle intercettazione telefoniche relative al caso Unipol. La riunione avrebbe fatto emergere, per Manzione, tutta una serie di atteggiamenti dilatori, tali da far pensare al peggio.
Se così fosse però, a nostro avviso, le contropartite dovrebbero essere ben altre che quelle individuate da Manzione.
Un disegno per insabbiare Unipol?
Lo denuncia il senatore Manzione che ipotizza un mega accordo per governare politicamente tutte le questioni più importanti.

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