Cari amici. E poi si schiusero le porte del paradiso, tra le nuvole, tra quelle bianche, candide nuvole, apparse così d’emblée, nel cielo terso di Roma; quello dell’attico più vicino a Dio. ” Ah.. Sei tu figli di un c… mio?” proruppe dall’empireo una voce triangolare. ” Sì, son’ io: i’ tu figliolo..” ” rispose il porporato, addiacciato, immobile, all’istante, dall’alto del su’ attico di 700 mq, mentre faceva jogging sulla terrazza. “Ho saputo che tu hai preso questo sito co’ quattrini dei bambini del mi figlio…” ” No, no, non è vero, posso spiegarti tutto, Signore!” Si affannò a rispondere l’alto prelato, sentendosi inquisito, almeno per un attimo, sorpreso dall’evento, nel mentre appena si era ripreso, grazie alla sua pellaccia dura e dallo stomaco setoso di anni d’allenamento dalla vita quotidiana che rinnegava speranza e amore. “ Vengo a sapere da molti giornali che tu l’hai comprato, con i soldi destinati ai bambini degli orfanotrofi e a quelli malati.” “ Ma no, che dice Onnipotente; anche più del bosone di Higss.” Quelli sono dei venduti al nemico: falsi, farisei. I più sono Gobbi, o tifano Roma, insomma sparano cazzate da buoni prezzolati.” “ Non farmi infuriare che ti conosco troppo bene !” Tuonò iddio. “ Tu ricevi un attico di settecento metri quadri e non sai chi te l’ha pagato?…Ma fammi il piacere!” “ Allora andrò in un convento, mi ritirò lì per un po’, tranquillo a meditare… “ Ti garberebbe…Vero? Nicchisse . No. Per nulla. Ganzi voi… per duemila anni vi siete fatti i meglio posti al mondo.” “ Chiamaci bischeri…” Abbozzo un sorriso il cardinale, pensando di buttarla sullo scherzo. “ Ah…Davvero? Due stanzucce in montagna con bella vista. oppure al mare, con un bel tramonto suggestivo, servito, mangiare e bere. No guarda, nemmeno ti manderei in una bidonville a stare per un po’, così mi passi per vittima.” “ Ma noo!…” “ Saresti capacissimo”. “Ora tu scendi da lì e tu vai in periferia: al decimo piano di un palazzo in cemento armato, con ascensore rotto, in due stanze con affitto esoso, e con l’obbligo di presiedere a tutte le riunioni condominiali senza prendere per le mele il prossimo!” “AHHHH….Nooooo!! Non voglio!…No, noo…” In quell’attimo tormentato, l’alto prelato si svegliò di colpo tra le lenzuola bagnate di sudore. Il silenzio regnava nella stanza. Egli scese dal letto e si affacciò lentamente nell’immensa terrazza a guardare, bellissimo, il cielo notturno di Roma “ Per fortuna.” Mormorò tra sé, scrutando il cielo “ Dio, non c’è”.


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