Fu inflessibile difensore delle istituzioni democratiche da ogni tentativo di involuzione autoritaria. Nato nel 1896 e frequentato il Liceo fu arruolato nell’esercito allo scoppio della prima guerra mondiale. Dopo il corso allievi ufficiali fu Tenente nei reparti di Artiglieria alpina,, fu ferito e meritò una Medaglia di Bronzo e due Croci di Guerra. Una volta congedato studiò alla Bocconi e si laureò in Economia, seguendo i corsi di Luigi Einaudi. Divenne nel 1920 segretario della Società Umanitaria e poco dopo iniziò a collaborare alla rivista Rivoluzione Liberale fondata e diretta da Piero Gobetti, nel desiderio di creare dei cittadini consapevoli dei propri diritti ma anche dei propri doveri. Nel 1924 fondò la rivista Il Caffè che diresse con Ferruccio Parri. Pochi mesi dopo fu aggredito da un gruppo di squadristi mentre partecipava al funerale di Anna Kuliscioff. Nel 1926 fu arrestato e condannato dal Tribunale Speciale al confino prima a Ustica e poi a Lipari dove, con altri, collaborò alla fuga di Carlo Rosselli. Dopo la fondazione del movimento Giustizia e Libertà a Parigi da parte di Carlo Rosselli fu Bauer a raccogliere adesioni di giovani a Torino e altrettanto fece Ernesto Rossi a Milano ,avvertendo gli aderenti del rischio di arresto in modo che la eventualità non li cogliesse di sorpresa. Arrestato nel 1930 con Ferruccio Parri e altri venti dirigenti di Giustizia e Libertà fu processato nel 1931 chiamato a render conto dal Tribunale Speciale della sua attività a favore di GL, concluse con le seguenti parole : “ -. Qualunque possa essere il mio destino, so di aver seguito la voce del dovere.” Condannato a venti anni di carcere, li vide trasformati nel confino nell’isola di Ventotene ove restò fino alla caduta del fascismo nel 1943. Fu poi fra i quadri dirigenti del Partito d’Azione che rappresentò nel CLN. Nel 1944 fondò la rivista Realtà Politica con Ugo La Malfa e Ferruccio Parri a sostenere la validità di una sinistra liberaldemocratica nel rifiuto deciso di ogni totalitarismo. Fu fra i deputati del Partito d’Azione alla Consulta dal 25 giugno 1945 al 15 marzo 1946. “Perché la libertà non è un abito che può essere confezionato e indossato al momento opportuno, ma è educazione dell’uomo, è potenziamento del più geloso patrimonio umano. Essa è nell’uomo, non nelle cose, per cui possa secondo certi criteri essere data, ritolta, condizionata, estesa col dare, togliere, condizionare, estendere degli istituti giuridici”. Abbandonata la politica attiva si dedicò alla educazione morale e civile dei cittadini attraverso la Società Umanitaria e la LIDU ( Lega Italiana diritti dell’Uomo), quest’ultima fondata nel 1919 da Ernesto Nathan, ebbe presidente anche il mazziniano Giuseppe Tramarollo. Secondo Norberto Bobbio “Bauer era una inscindibile unione di realismo pratico e di idealismo etico”. In occasione del 40° anniversario della morte la Società Umanitaria ha collaborato alla pubblicazione del volume “Riccardo Bauer. Un ideale che diventa destino. Lettere 1926-1982” a cura di Claudio C. Colombo e di Alberto Jannuzzelli. E’ quindi giusto e opportuno ricordare un intellettuale e politico che diceva di appartenere a quella esigua minoranza che al demagogico andazzo generale oppone un costante richiamo al profondo buon senso di una rigorosa applicazione del gioco democratico.
Mario Barnabé

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