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UCRAINA: una poesia a settimana: Lesja Ukrainka

Sorprende l’ essenza della profondità in questa breve poesia che indica già un percorso e un destino della vita come dedicata al sacrificio di patriottica vestale al “Risveglio” del popolo e del suo Paese. di Enrico Martelloni

di Enrico Martelloni | 3 Luglio 2022

Lesja Ukrainka, pseudonimo di Larysa Petrivna Kosač-Kvitka, era nata a Novohrad- Volyns’kyj, in Ucraina, nel febbraio 1871. Già ad età giovanissima, ebbe un grande successo come poetessa e poi  patriota contro l’imperialismo russo. Il suo impegno, la sua poesia, stimolò il popolo ucraino a scollarsi di dosso l’apatia e il compromesso con l’impero moscovita che per lungo tempo l’ aveva condizionato. Qui di seguito riportiamo il suo debutto poetico. ” Nadija”  ,speranza, costituì il suo primo successo. Sorprende l’ essenza della profondità in questa breve poesia che indica già un percorso e un destino della vita come dedicata al sacrificio di patriottica vestale al “Risveglio” del popolo e del suo Paese.  Seguirono ,tra le altre, poesie e poemi, quali ” Blakytna troyanda” e ” Contra spem”, che le dettero gran fama anche all’estero. Cosa rilevante, da autodidatta e poliglotta, fu il suo impegno nella traduzione in ucraino delle opere di Gogol sia pure lui ucraino che scrisse sempre in russo per i divieti degli zar. Lesja aderì nel 1909 al ” Club ucraino” del musicista Lysenko, di cui parleremo in un’altra occasione, e tra i quali partecipò anche Franko.

Malata di tubercolosi, visse anche in Italia a Sanremo. Morì a Surami in Georgia nel 1913 pochi anni prima della nascita della prima repubblica indipendente di Ucraina. La sua effigie è presente sulla banconota da 200 Grivnie ucraine.

                 Speranza

Non ho il destino né la libertà,

mi resta solo un po’ di speranza:

Speranza di tornare ancora in Ucraina,

Veder la mia terra sentirla vicina ..,

Vedere ancora una volta il Dnieper –

e non mi importa se morro’  o vivrò;

Vedere le tombe, nelle steppe andare..

Per l’ultima volta amor ricordare …

Non ho né il destino né la  libertà,

mi resta solo un po’ di speranza.

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, estero, italia, poesia, prima repubblica, repubblica, speranza

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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