Il Nord chiude. Va in quarantena. E se il Nord chiude, si ferma tutta l’ Italia. Mentre a Roma era in corso il ” colpaccio ” di Conte di creare una nuova maggioranza, escludendo Italia Viva, sostituendola con una pattuglia di cosiddetti ” responsabili “, e Renzi si preparava ad andare all’ opposizione con Calenda e la Bonino, la politica viene letteralmente travolta dal corona virus. Tutto si blocca. Mentre qualcuno, fino a qualche giorno fa, sottovalutava il problema e nascondeva la possibile emergenza, il contagio esplode, mostrandoci un Paese sorpreso ed impaurito. Mai si erano chiuse le scuole, le università. i teatri, i musei, i cinema, mai si erano sospese tutte le attività sportive, compreso il campionato di calcio. Nelle città del Nord i supermercati vengono presi d’ assalto per fare provviste. La situazione è grave. Non solo per un evidente problema sanitario, ma anche per un immediato riscontro negativo sulla nostra economia. A Milano, la moda, nella sua settimana più importante, sfila senza compratori. Salteranno esposizioni come quella della calzatura. L’ esportazione sta già subendo un grave colpo. In questa settimana migliaia di lavoratori non potranno recarsi al lavoro. Ma da Roma le risposte non arrivano. Il governo balbetta. Il cerino della politica si sta lentamente spegnendo. Invece, proprio di fronte a queste difficoltà, servirebbero scelte condivise e senza esitazioni. Qualcuno ha proposto un governo di unità nazionale e non sarebbe una brutta idea. Purtroppo, ahimè, si vivacchia tra mille polemiche.
Roberto Caputo

Pare che la politica non ce la faccia a non strumentalizzare una situazione di per se già seria. In queste condizioni il “governo di unità nazionale” appare come una chimera. Il coronavirus passerà. Purtroppo sopravviverà questo modo saccente e mediocre di fare politica.