Una prima considerazione può riguardare le modifiche apportate alla Legge elettorale proporzionale, con la riduzione da quattro ad una sola preferenza, alla successiva combinazione del 75% maggioritario e 25% proporzionale e, infine, al proporzionale senza preferenze, con premio di maggioranza.
Nel 1993, alcuni politici, che addebitarono alla legge elettorale i mali presenti nella società e, di conseguenza, l’impossibilità per loro, di arrivare alle alte cariche dello Stato, pensarono bene di porre in essere le citate modifiche. Tutto ciò, fu, inconsciamente, condiviso da tanti bravi e ingenui cittadini.
Nei dieci anni successivi al 1993, i risultati delle illogiche modifiche e delle false accuse al passato recente, sono state prive d’ogni beneficio reale e hanno avviato un periodo di tale confusione che nessuno capisce più niente e cosa fare per porre qualche rimedio.
La legge elettorale, da modificare al più presto, fu il pretesto per annientare definitivamente i partiti politici colpiti da Tangentopoli. Gli eventi dettero ragione ai falsi moralizzatori. Scomparvero la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista Italiano, il Socialdemocratico, il Liberale e il Repubblicano. Dal terremoto politico di Tangentopoli, il Partito Comunista non fu colpito. Ciò, può considerarsi il gran miracolo di quella Magistratura, risultata, in seguito, sfacciatamente di sinistra.
La presenza, nello scenario politico del tempo, del solo Partito Comunista, con tutte le sue caratteristiche ideologiche in politica economica ed estera, non poteva reggere a lungo.
Il Movimento Sociale Italiano, da solo non era in grado di controbilanciare il Partito Comunista. I poteri forti, i segretari degli onorevoli della prima repubblica, i miracolati della vecchia classe politica, capirono che era il loro momento favorevole e si dedicarono alla politica, inventandosi nuovi partiti e movimenti vari, per entrare a pieno titolo nell’agone politico. Si formarono due schieramenti: destra e sinistra. Entrambi gli schieramenti mirarono a ridurre il numero dei partiti sulla scena politica, a creare omogeneità nella propria area politica e ad assicurare maggiore stabilità governativa.
Il risultato scaturito, da tanta agitazione politica, è noto a tutti. Non c’è bisogno d’alcun commento. La gran rivoluzione politica ha evidenziato le debolezze umane e le paurose lacune culturali e professionali di tanti improvvisati politici con il compito di moralizzare la vita pubblica.
Oggi, e la cosa è veramente allucinante, sono gli stessi rivoluzionari a proporre il ritorno alla vecchia legge elettorale proporzionale, commettendo un altro grande errore, quello dello sbarramento. Il bipolarismo italiano, formato da forze politiche eterogenee, prive di un denominatore comune, sta mortificando la nostra immagine nel mondo. Si difetta in politica estera e nei provvedimenti economici, per assenza di principi guida. Si bisticcia nel settore della giustizia per la presenza d’irriducibili giustizialisti. Si minacciano azioni irresponsabili per l‘attribuzione di un posto di potere e si trascurano i veri, assillanti problemi della povertà che investono aree sempre più ampie della società.
Dopo le illogiche manipolazioni alla legge elettorale, si prende di mira il settore della pubblica amministrazione e si riducono gli amministratori, scelti e votati dalla popolazione, a semplici spettatori dei propri funzionari e dipendenti ai quali la legge ha riservato il vero potere esecutivo. Solo uno scambio di funzioni e di potere reale. Per i cittadini non c’è stato nessun miglioramento. Prima, ricorrevano ai politici, poi, con gli stessi comportamenti e mezzi, ai funzionari o agli impiegati. Sulla scia delle riforme sbagiate, si è arrivati alla modifica del Capitolo V° della Costituzione, per merito del centrosinistra. Da ultimo, la legge, del centrodestra, di riforma della II^ parte della Costituzione, il referendum e il giudizio popolare.
Da tutto ciò, la vera modifica da tutti recepita è l’insofferenza dei cittadini, la quale si è trasformata in un tifo da stadio, pro o contro di qualcuno, ritenuto, a ragione o a torto, il responsabile dei propri guai.
Lo spettacolo offerto dai Poli, in un bipolarismo anomalo, non può essere diverso, perché, è il frutto di un coacervo d’idee e d’interessi che nulla hanno a che vedere con la politica delle ideologie e dei problemi quotidiani della gente senza lavoro, dei giovani disoccupati, dell’economia a pezzi, della sicurezza sociale incerta, della delinquenza minorile e organizzata, della mancanza di una chiara politica estera e d’alleanze internazionali.
Il fallimento delle modifiche costituzionali, fatte e in corso d’effettuazione, è strettamente legato alla presenza di un bipolarismo anomalo.
Tali anomalie si eliminerebbero con una nuova legge elettorale, a sistema proporzionale puro, l’unica capace di promuovere alleanze omogenee e l’unica capace di scoraggiare le tante ambizioni personali, perché non troverebbero spazio per compromessi finalizzati al voto in più per vincere le elezioni. Si determinerebbe, in tal modo, la possibilità di realizzare una forza socialdemocratica di sinistra e una popolare d’ispirazione cattolica di destra.
Domenico Civitano

Domenico siamo in perferra sintonia.
Le riforme le possono fare “solo” i veri riformisti. Dal 1993, non ce ne sono!