• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Trump tratta bene gli amici: gli fa fare miliardi con la borsa e li protegge dai dazi

In un video, che sta facendo il giro del mondo, si vede Trump che nello studio ovale si vanta, indicandolo, di aver fatto guadagnare, con le sue giravolte tariffarie, al finanziere Charles Schwab, “due miliardi e mezzo” in un sol giorno. E poi aggiunge, parlando dell’imprenditore Roger Penske: “Lui 900 milioni di dollari. Non è male”.

di Enrico Rossi | 13 Aprile 2025

In un video, che sta facendo il giro del mondo, si vede Trump che nello studio ovale si vanta, indicandolo, di aver fatto guadagnare, con le sue giravolte tariffarie, al finanziere Charles Schwab, “due miliardi e mezzo” in un sol giorno. E poi aggiunge, parlando dell’imprenditore Roger Penske: “Lui 900 milioni di dollari. Non è male”.

Invece, per gli amici delle Big Tech, che in borsa hanno perso non poco, ieri Trump ha deciso di fare marcia indietro sui dazi su telefonini, chip, computer, in gran parte fabbricati in Cina, anche se progettati da aziende americane, come Apple, Microsoft, Amazon, Nvidia, Intel ecc.

I dazi avevano colpito duramente l’export cinese verso gli USA. Togliendoli, Trump consente alla Cina di riprendere a esportare senza penalizzazioni.

Pechino può presentare questo passo come una ritirata americana, un riconoscimento implicito della forza industriale e un risultato delle sue dure reazioni al protezionismo americano.

Quello di Trump è apertamente e senza mediazioni politiche il governo di una cricca di gigamiliardari delle multinazionali high tech e di ricchissimi speculatori della finanza.

Mai come oggi la definizione marxiana del governo come “comitato d’affari della borghesia” è stata così calzante: lo Stato ridotto a strumento di classe che serve a difendere il profitto.

Anche in Italia la destra al governo, nel suo piccolo e nel solco di una tradizione di solidissimi rapporti che il fascismo ebbe con il capitalismo italiano, non si lascia certo indietro nel lavoro di servizio alle imprese.

Non solo Meloni è intenzionata a spendere oltre una ventina di miliardi, tolti da altri investimenti ambientali, sanitari e sociali, per aiutare le imprese a far fronte ai dazi trumpiani. Ma i nostri governanti addirittura vorrebbero convincere gli italiani che i dazi in fondo sarebbero anche giusti e farebbero persino bene.

Meloni infatti si accinge a inchinarsi per l’ennesima volta di piedi di Trump con la proposta di cancellare le tasse europee sulle multinazionali americane e di togliere le restrizioni su prodotti d’oltreoceano dannosi per la salute e per l’ambiente. Si sentono riecheggiare le idee dell’amico Musk, espresse in una videoconferenza, al congresso della Lega, in risposta alle domande di Salvini, che ovviamente si diceva d’accordissimo su tutto con il miliardario americano.

Persino un giornale filogovernativo come il corriere della sera, oggi, con la penna di Aldo Grasso, mostra qualche segno di indignazione su questo servilismo della destra.

Scrive infatti il giornalista e critico televisivo: “il mantra dei tg di questi giorni continua a ripetere che il disastro dei dazi di Trump è una buona occasione per liberarci dei dazi e degli autodazi europei… il problema è diventato ancora una volta l’Europa e non è più Trump… l’obiettivo ora è il Green Deal, che per quanto correggile, riguarda il futuro dei nostri figli mentre i dazi americani sono ingiunzioni predatorie”.

Così, in un colpo solo, il governo di destra tradisce gli interessi nazionali, quelli dell’Europa e quelli delle future generazioni.

Un piccolo comitato di affari per la più retriva imprenditoria italiana, il quale si comporta come un vassallo e si adegua con zelo all’imperatore americano.

Enrico Rossi

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: apple, borsa, capitalismo, cina, corriere della sera, enrico rossi, fascismo, futuro, governo, il corriere della sera, italia, lavoro, lega, meloni, mondo, tasse, usa

Info Enrico Rossi

Enrico Rossi è un politico italiano, presidente della Regione Toscana dal 2010 al 2020. È membro del Comitato europeo delle regioni (CoR) dal 26 gennaio 2015; dall’ottobre 2019 è vicepresidente del gruppo socialista al CoR. Sindaco di Pontedera dal 1990 al 2000, assessore regionale alla Sanità dal 2000 al 2010. Nel 1999 viene chiamato a Roma da Walter Veltroni per assumere l’incarico di vice responsabile nazionale dell’area economica dei Democratici di Sinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti