
Conferenza stampa congiunta con Netanyahu. “Io e Netanyahu abbiamo collaborato molto bene insieme. Non parlo solo di Gaza. Tutto si sta risolvendo. Oggi è un giorno storico per la pace. Con Netanyahu abbiamo parlato di come porre fine alla guerra a Gaza nel quadro più grande di una pace eterna nel Medio Oriente. Tutti i paesi che circondano Israele hanno apprezzato i nostri principi per la pace”. Così il presidente americano Donald Trump nel corso della conferenza stampa congiunta con il premier israeliano Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca. E’ stato pubblicato il piano del presidente americano in 20 punti per porre fine al conflitto di Gaza. Questi i tratti salienti: entro 72 ore dall’accettazione dell’accordo da parte di Israele, tutti gli ostaggi, vivi e deceduti, saranno restituiti. Secondo il piano di Trump, Gaza sarà governata da un comitato palestinese temporaneo tecnocratico, sotto la guida di un nuovo “Consiglio per la Pace” internazionale presieduto dal Presidente Trump, tra i cui membri figura l’ex Primo Ministro britannico Tony Blair.
“Molti Paesi europei amici” hanno “scioccamente” riconosciuto lo Stato palestinese, ma “lo hanno fatto perché sono stanchi di quanto sta accadendo da troppi decenni”. Lo ha detto Donald Trump nella conferenza stampa alla Casa Bianca con Benjamin Netanyahu. “Sento che anche Hamas lo vuole”. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump parlando in conferenza stampa dopo l’incontro con Benjamin Netanyahu a proposito del piano concordato per far finire il conflitto a Gaza. “Se Hamas non accetta, sosterrò pienamente Bibi nel fare quello che deve”, ha aggiunto. Trump ha ringraziato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, per aver accettato il suo Piano per la Striscia di Gaza.”Questo è un giorno molto, molto importante, potenzialmente uno dei più grandi giorni di sempre per la civiltà”, ha detto Trump in conferenza stampa congiunta alla Casa Bianca con Netanyahu, che ha ringraziato “per essersi impegnato davvero e aver fatto un buon lavoro”.
“L’Autorità Nazionale Palestinese non può svolgere alcun ruolo a Gaza senza subire cambiamenti radicali”. Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in conferenza stampa con Donald Trump alla Casa Bianca. “Gaza avrà una amministrazione civile pacifica”, ha aggiunto.
L’ex primo ministro britannico Tony Blair accoglie con favore la proposta degli Stati Uniti di porre fine alla guerra di Gaza, che lo vede membro di un comitato consultivo internazionale presieduto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che supervisionerà un governo di transizione di tecnocrati palestinesi responsabili dell’amministrazione diGaza dopo la guerra. Lo riportano diversi media internazionali. “Il presidente Trump ha elaborato un piano coraggioso e intelligente che, se approvato, può porre fine alla guerra,portare sollievo immediato a Gaza, la possibilità di un futuro migliore e più luminoso per il suo popolo, garantendo al contempo la sicurezza assoluta e duratura di Israele e il rilascio di tutti gli ostaggi”, afferma Blair nella sua prima dichiarazione pubblica sulla questione. Il team negoziale di Hamas “studierà la proposta di Trump” su Gaza in “buona fede”. Lo riferisce una fonte diplomatica ad Al Jazeera dopo che Qatar ed Egitto hanno consegnato il piano di Trump al team negoziale del gruppo palestinese. “Nessuno sarà costretto a lasciare Gaza, e coloro che lo desiderano saranno liberi di farlo e di tornare.” Una volta liberati gli ostaggi, Israele rilascerà 250 ergastolani più 1.700 cittadini di Gaza detenuti dopo il 7 ottobre 2023, comprese tutte le donne e i bambini. Per ogni ostaggio israeliano rilasciato, Israele rilascerà i resti di 15 cittadini di Gaza deceduti. Se le parti accetteranno la proposta di Donald Trump per Gaza gli ostaggi nelle mani diHamas saranno liberati entro 72 ore, vivi o morti. Lo si legge nel piano del presidente americano pubblicato dalla Casa Bianca. Almeno 33 palestinesi sono stati uccisi negli attacchi israeliani lanciati nella Striscia di Gaza dall’alba, secondo quanto riferito ad Al Jazeera da fonti negli ospedali del territorio. Almeno 24 delle vittime sono state uccise a Gaza City, dove l’esercito israeliano afferma di voler intensificare la sua offensiva. “Quasi mezzo milione di palestinesi sono intrappolati in un’area di non più di otto chilometri quadrati a Gaza”, ha dichiarato Adnan Abu Hasna, portavoce dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, al canale qatariota al Jazeera, mentre Israele intensifica la sua offensiva su Gaza City, causando sfollamenti forzati.
Per finire nei campi di concentramento? Ammucchiati come bestie, da mesi. Ma fino a quando potrete tenere una generazione dietro il filo spinato primo ministro Benjamin Netanyahu?
Giuseppe Basilico

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