
Un uomo armato ha aperto il fuoco all’Hilton di Washington durante un evento pubblico, a cui partecipavano Trump e Vance. E questo è un fatto, uno di quei fatti che, fino a pochi anni fa, non lasciavano spazio a interpretazioni.
A vedere le immagini un dubbio in effetti mi ha sfiorato la mente. Subito però rimosso, pensando che fosse solo un riflesso condizionato dell’avversione profonda che provo verso il presidente americano.
Poi, stamani, l’articolo di fondo su il Corriere della Sera che dice:
“Staged, è la parola che rimbomba ovunque sui media: un attentato costruito a tavolino per distrarre l’attenzione degli americani dai guai del presidente — la guerra in Iran, Epstein — e fargli recuperare almeno parte della popolarità perduta. È un’onda che parte da X, la rete di Elon Musk (sedicente sacerdote di un’assoluta libertà d’espressione, falsità comprese) e arriva, attenuata ma insinuante, fino ai grandi giornali.”
Qualche breve verifica conferma che in effetti questo si racconta negli USA. Persino i grandi giornali riportano questa versione che circola sui social, dal New York Times al Washington Post.
Trump è vittima, egli stesso, delle sue continue bugie, dei suoi paradossi, della continua alterazione della verità, dell’uso spregiudicato dei media. Dubitare di un siffatto presidente é giusto e doveroso.
Ma, a ben vedere, ad essere moribonda è la stessa democrazia americana.
Per anni è stata costruita una narrazione in cui tutto può essere falso, manipolato, rovesciato. I “fatti alternativi” sono diventati un metodo. Delegittimare le fonti, insinuare sempre un secondo livello, trasformare ogni evento in un possibile complotto: è così che si disgrega la realtà.
É un piano su cui molto ha lavorato, e lavora per costruire il suo consenso politico, il populismo nero estremista.
E quando la realtà dei fatti non esiste più, la democrazia resta senza fondamenta e si desgrega perché il confronto non è più possibile.
Bisogna che la politica rifletta su questo punto cruciale. Sbaglieremmo se pensassimo che noi non siamo coinvolti e interessati.
Enrico Rossi

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