• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Trump e il Medio Oriente: il ridisegno economico dell’Occidente

Nel Medio Oriente la questione non è soltanto militare. Il nodo reale riguarda l’assetto che emergerà dopo un eventuale cambio di regime in Iran. In questo scenario la linea politica di Donald Trump introduce un elemento di forte discontinuità rispetto alla tradizionale strategia americana. La sua impostazione non è centrata sulla costruzione di equilibri multilaterali ma su una logica transazionale che lega politica estera, energia e competizione economica tra blocchi occidentali. Il precedente venezuelano è utile per comprendere lo schema operativo. La rimozione di Nicolás Maduro non ha determinato una vera trasformazione strutturale del sistema di potere. Il vertice politico è cambiato, ma l’apparato politico, militare ed economico rimasto al controllo del paese è sostanzialmente lo stesso che aveva guidato il collasso dell’economia venezuelana. Parallelamente si è riaperto il capitolo energetico e il petrolio venezuelano è rientrato nei circuiti negoziali internazionali. Il risultato è stato un riassetto geopolitico più che una transizione politica.

di Piero Terracina | 6 Marzo 2026

Nel Medio Oriente la questione non è soltanto militare. Il nodo reale riguarda l’assetto che emergerà dopo un eventuale cambio di regime in Iran. In questo scenario la linea politica di Donald Trump introduce un elemento di forte discontinuità rispetto alla tradizionale strategia americana. La sua impostazione non è centrata sulla costruzione di equilibri multilaterali ma su una logica transazionale che lega politica estera, energia e competizione economica tra blocchi occidentali.

Il precedente venezuelano è utile per comprendere lo schema operativo. La rimozione di Nicolás Maduro non ha determinato una vera trasformazione strutturale del sistema di potere. Il vertice politico è cambiato, ma l’apparato politico, militare ed economico rimasto al controllo del paese è sostanzialmente lo stesso che aveva guidato il collasso dell’economia venezuelana. Parallelamente si è riaperto il capitolo energetico e il petrolio venezuelano è rientrato nei circuiti negoziali internazionali. Il risultato è stato un riassetto geopolitico più che una transizione politica.

Applicare una logica simile all’Iran significherebbe operare su una scala incomparabilmente più ampia. L’Iran è una potenza regionale con una capacità di influenza diretta sul sistema energetico globale. Lo stretto di Hormuz rappresenta uno dei principali choke point del commercio petrolifero mondiale. Qualunque intervento che modifichi l’assetto politico di Teheran ridisegna automaticamente il controllo delle rotte energetiche e gli equilibri economici del Medio Oriente.

In questo contesto la strategia di Trump appare coerente con una visione più ampia. La sua politica economica ha sempre considerato l’Europa non come un partner strategico ma come un concorrente industriale. Le tensioni commerciali, i dazi minacciati o applicati e la critica costante alla struttura economica dell’Unione Europea rientrano in un disegno di riequilibrio dei rapporti economici occidentali a favore degli Stati Uniti.

Il Medio Oriente diventa quindi una leva strategica. Un riassetto del potere in Iran consentirebbe di ridefinire il sistema di controllo delle risorse energetiche regionali e delle relative catene di approvvigionamento. In questo scenario Washington rafforzerebbe la propria posizione negoziale sulle rotte petrolifere mentre l’Europa verrebbe progressivamente marginalizzata dai principali meccanismi decisionali che regolano l’energia mediorientale.

Il modello operativo sarebbe relativamente semplice. Rimozione del vertice politico più esposto, conservazione di parte dell’apparato amministrativo e militare e successiva rinegoziazione dei rapporti energetici. Un cambio di leadership che permette di ridefinire gli equilibri economici senza affrontare l’instabilità totale di una rivoluzione interna.

Se un simile schema venisse applicato all’Iran, il risultato non sarebbe necessariamente la nascita di un nuovo sistema politico democratico. Piuttosto emergerebbe un Medio Oriente riorganizzato attorno a nuovi rapporti energetici nei quali gli Stati Uniti rafforzano il proprio controllo strategico mentre l’Europa perde progressivamente capacità di influenza.

Il punto centrale non è quindi soltanto la caduta o la sopravvivenza del regime iraniano. La posta in gioco riguarda la redistribuzione del potere economico all’interno dell’Occidente. In questa prospettiva l’operazione non rappresenterebbe semplicemente un intervento regionale ma un tentativo di ridisegnare l’architettura energetica globale rafforzando la centralità americana e riducendo il peso strategico europeo.

Occhio, speriamo bene e che le mid term lo mettano seduto.

Piero Terracina

Pubblicato in : Editoriale, Esteri, Non sanno quello che dicono

Info Piero Terracina

Mi chiamo Piero Terracina, ho 70 anni, lavoro nel campo delle chitarre dal 1979 e sono un punto di riferimento per molti musicisti.

Ma questa è solo una parte di ciò che sono.

Sono ebreo, panteista, visionario. Non appartengo a nessuna corrente politica, assolutamente apartitico.

Da cinquant’anni studio storia, politica ed economia. Non per mestiere, ma per necessità. Perché capire il mondo non è un passatempo: è un dovere. Scrivo per onestà intellettuale, per rimettere ordine dove il pensiero si è fatto confuso, omologato, pigro.

Non ho mai accettato verità impacchettate né morali a comando.
Credo nella responsabilità personale, nel dubbio, nella tradizione, nella libertà del pensiero critico.
Non appartengo a nessuno. E non scrivo per piacere: scrivo perché tacere, a volte, è peggio che sbagliare.

Da me troverai solo lavori fatti con le mani e idee scolpite con la testa.

Senza slogan. Senza bandiere. Solo ciò che penso. Solo ciò che faccio.

A settembre 2026 ho fondato il sito Volo Radente (www.voloradente.eu) dove pubblico i miei articoli riprodotti anche su Pensalibero.it

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti