
Non accenna a placarsi lo scontro a distanza tra la Casa Bianca e il Vaticano. Il presidente statunitense Donald Trump è tornato a colpire duramente Papa Leone XIV, sollevando una nuova ondata di polemiche internazionali sulla gestione della crisi in Medio Oriente. Durante le sue ultime dichiarazioni pubbliche, legate agli sviluppi del conflitto con l’Iran, il leader americano ha usato parole estremamente perentorie nei confronti del Pontefice.
L’attacco si inserisce in una serie di critiche che Trump rivolge da settimane alla massima autorità della Chiesa cattolica, accusata di non comprendere la reale entità della minaccia nucleare. Nello specifico, il presidente degli Stati Uniti ha affermato:
«Il Papa deve capire che l’Iran non può avere un’arma nucleare. Qualcuno gli spieghi che se Teheran ottenesse l’atomica, ogni singolo Paese, compresa l’Italia dove risiede il Pontefice, si troverebbe in un pericolo mortale».
Secondo Trump, la posizione pacifista espressa dal Papa – originario di Chicago e fermo oppositore delle soluzioni militari – rappresenterebbe un atteggiamento debole in politica estera, capace di mettere a repentaglio la vita di milioni di persone, inclusi moltissimi cattolici nel mondo.
La risposta della Santa Sede non si è fatta attendere, con i vertici della Segreteria di Stato che hanno definito «non corrette» e «singolari» le ricostruzioni arrivate da Washington. Lo stesso Papa Leone XIV ha precisato di non aver mai sostenuto la legittimità del riarmo atomico iraniano, invitando i suoi critici a basarsi sulla verità dei fatti e ribadendo la necessità di una risoluzione diplomatica per porre fine alla guerra.
Nonostante la durezza delle sue stesse parole, Trump ha successivamente tentato di smorzare i toni personali, dichiarando di non avere «nulla contro il Papa» in sé, pur confermando l’assoluta fermezza della linea strategica statunitense: l’Iran non otterrà mai lo status di potenza nucleare.
La tensione tra i due leader si colloca in uno scenario mediorientale fortemente instabile: Le operazioni belliche e i raid contro gli obiettivi legati a Teheran proseguono. L’amministrazione USA mantiene una pressione massima per imporre un nuovo e più rigido accordo.
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ribadito che gli Stati Uniti restano pronti a intensificare le azioni militari se necessario.
Mentre la Casa Bianca prosegue nella sua dottrina della fermezza militare, la diplomazia vaticana continua a chiedere l’immediato cessate il fuoco, evidenziando la distanza incolmabile tra la realpolitik di Washington e la linea umanitaria della Santa Sede.
Giuseppe Basilico

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