
Il presidente Donald Trump dice che Netanyahu non è stato consultato perché no ha voce in capitolo, hanno riferito alcune fonti americane. “Se vuole che ci occupiamo di Gaza, lo faremo a modo nostro. Che si concentri sull’Iran e lasci a noi il compito di gestire Gaza”, ha aggiunto spiegando che gli Stati Uniti stanno facendo un “favore” a Netanyahu. Se il piano “fallisce potrà dire ve lo avevo detto- Sappiano se avrà successo, si prenderà il merito”, ha osservato.
Un contributo di 1 miliardo di dollari garantisce l’adesione permanente al Board for Peace per Gaza guidato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Un’adesione di tre anni invece non prevede alcun requisito di contributo. È quanto rivela un funzionario statunitense che ha parlato in forma anonima dello statuto, che non è stato reso pubblico. Il funzionario ha affermato che il denaro raccolto sarà destinato alla ricostruzione di Gaza. In una rara rottura pubblica con l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump, l’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu pubblica una dichiarazione in cui sottolinea che “l’annuncio riguardante la composizione del Consiglio esecutivo di Gaza, che è subordinato al Consiglio per la pace, non è stato coordinato con Israele e contraddice la sua politica”. La Casa Bianca ha nominato sia un “Consiglio esecutivo” sia un “Consiglio esecutivo di Gaza”. Quest’ultimo include personalità come il ministro degli Esteri turco, una nomina che è probabilmente una delle cause della decisione di Netanyahu di procedere con tale dichiarazione.
Una nave portacontainer che trasporta 383 tonnellate di aiuti alimentari è partita dal porto di Le Havre, in Francia, diretta a Gaza. Lo ha annunciato il ministero degli Affari esteri di Parigi. Questo aiuto dovrebbe consentire di “migliorare lo stato di salute di oltre 42mila bambini di Gaza di età compresa tra sei mesi e due anni in situazione di malnutrizione”, ha precisato il ministero in un comunicato. Si tratta di dosi alimentari prodotte dall’azienda normanna Nutriset, che saranno distribuite con la modalità di “una dose al giorno per sei mesi (…) per prevenire la malnutrizione grave”. Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha annunciato di aver accettato l’invito del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a diventare co-fondatore del Board of Peace per la Striscia di Gaza.”Con il presidente Donald Trump arriva la pace (…) Il presidente Trump ha invitato l’Ungheria a unirsi ai lavori della Giunta per la Pace come membro fondatore. Naturalmente, abbiamo accettato questo onorevole invito”, ha scritto Orban sul social network X. Fonti siriane hanno riferito di scontri tra le forze del regime e le Forze Democratiche Siriane (Sdf), legate alla minoranza curda, nell’area di al-Bakman, al confine amministrativo tra Deir ez-Zor e Hasaka. Le notizie sono emerse poco dopo la firma da parte del presidente al-Sharaa di un accordo di cessate il fuoco tra le parti e l’integrazione delle Sdf nel Ministero della Difesa. Un rapporto afferma che le Sdf hanno effettuato un attacco con droni e razzi, sottolineando che si tratta di una “violazione dell’accordo firmato con il governo siriano”. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato una riunione ristretta sulla sicurezza incentrata sull’Iran e Gaza, con la partecipazione di membri del gabinetto di sicurezza e dei vertici dell’apparato di difesa, tra cui il capo di stato maggiore delle Idf, il tenente generale Herzi Halevi, il direttore del Mossad Dedi Barnea e il capo dello Shin Bet Ronen Bar. Almeno altri quattro Paesi hanno reso noto oggi di essere stati invitati a partecipare al Consiglio di pace per Gaza del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ieri Giordania, Grecia, Cipro e Pakistan hanno detto di aver ricevuto l’invito a partecipare al board. Canada, Turchia, Egitto, Paraguay, Argentina e Albania avevano già confermato di essere stati invitati. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invitato l’India a far parte del consiglio di pace per Gaza. Lo riporta l’agenzia di stampa indiana Ani. I media statali siriani hanno riferito ieri che le forze curde hanno distrutto due ponti principali sul fiume Eufrate nella regione di Raqqa, mentre le truppe governative si spingono nel territorio controllato dai curdi per la prima volta in oltre un decennio. E sono, almeno nella prima lista ufficiale, le uniche due donne chiamate a sedere a un tavolo destinato – nelle intenzioni – a incidere sulle scelte operative e sulla “fase due” della governance di Gaza.
Giuseppe Basilico

Lascia un commento