Si diceva moriremo democristiani. Se questo significa incontrarsi sui punti di concordia e non quelli, orrendamente, divisivi, facciamo outing e professiamoci tali.
Teniamoci stretti i nostri ideali, repubblicani laici e liberali, da riesumare in tempi di vacche grasse, ma comportiamoci come la DC di antica memoria.
Quando si arriva a uno stallo come il contingente, bisogna fare un pianto e un lamento e prendersi per la manina anzichè a pugni in faccia. Anche senza abbracci fraterni.
In un turbillon di esternazioni da parte di politici operatori dei media e via discorrendo, nessuno escluso, che si parlano addosso, che si insultano che augurano di tutto e di più, in alternanza o i contemporanea, e certo nulla di buono, occorre prendere un po’ di bromuro, fare un bel respiro profondo e ricominciare da capo. Perchè nella divisione netta fifty fifty non ci guadagna nessuno. Forse quelli delle poltrone poltroncine sedie e strapuntini qualcosa si mantengono. Ma no di certo gli italiani. che poi siamo noi e che non abbiamo, in maggioranza qualificata, nessuna voglia di occuparci del quesito referendario, farraginoso a oltranza.
Mi capita di sentire una dichiarazione di Santoro, come persona, non ritengo di giudicare, né esaltare né criticare.
“Questo referendum non mi piace, per riformare la Costituzione avrei voluto una nuova assemblea costituente su base proporzionale. Non è sufficiente dire che, siccome Berlusconi si è sfilato a metà via, non era più necessario cercare il consenso”. Premesso questo, “conservo una posizione terza. Sicuramente andrò a votare, ma magari farò scheda bianca, anche l’astensione ha un suo profilo politico”.
Ecco, è la posizione che condivido. Dopo le zuffe che ci hanno spossato, bisogna per necessità, per sopravvivenza, raccogliere ciò che è sparso. Troppo stanchi e depressi per un atto rivoluzionario. I vecchi perchè vecchi, i giovani perchè frastornati dai nostri eterni battibecchi, che non offrono alcuna prospettiva di prosperità.
Sì, è vero è una banale scelta, così moderatina, così quieta che non fa scoppiare di adrenalina. Ma alla fine qualcuno ci vuole che esprima un po’ di saggezza, che lanci una cima di salvataggio prima di finire tutti quanti nell’orrido.
No, no, non alludo a Santoro ma alla maggioranza degli italiani che vorrebbe un paese normale di obsoleta memoria. Il vintage oggi la fa da padrone, per cui, riflettiamoci.
Prima di spaccarsi il cervello su titolo quinto, senatori sindaci, regioni a statuto speciale e spauracchi di nuova tirannide. Noi, il popolo, non ce la faremo mai a inserirsi in tali meandri e comprendere con lucidità.
Auspichiamo che qualche vecchio saggio prenda il toro per le corna e tiri fuori dal cilindro un bel coniglietto bianco.
Nota a margine
Anniversario delle truffe bancarie. E la rabbia dei risparmiatori per i titoli tossici. E la riforma costituzionale, se passa, porterà il nome Boschi. Siamo in un surreale paradosso.
Carla Ceretelli

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