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Trasporto pubblico locale. I sogni dell’Antitrust cozzano con il regime dei partiti

L’Autorita’ auspica migliore qualita’ con risvolti economici ed ambientali, migliore offerta rispetto alle esigenze dell’utenza, fine dei conflitti di interesse con le societa’ partecipate che gestiscono i servizi.

di Vincenzo Donvito | 15 Giugno 2016

L’Antitrust ha fatto una indagine sul trasporto pubblico locale, partendo dal presupposto che il settore sia arretrato e in perdita, con introiti che coprono appena il 30% dei costi ed un uso molto limitato da parte dell’utenza (14,6%). Ed ha indicato le “ricette” per venirne fuori: a fronte di un mercato per l’affidamento (gare) e mercato per la gestione (concorrenza) scarso o inesistente, l’Autorita’ auspica migliore qualita’ con risvolti economici ed ambientali, migliore offerta rispetto alle esigenze dell’utenza, fine dei conflitti di interesse con le societa’ partecipate che gestiscono i servizi (1).
Una sorta di libro dei sogni, quindi. Come, purtroppo spesso accade per gli interventi di questa Autorita’ che agisce a garanzia del mercato e della concorrenza.
Libro dei sogni perche’, pur se il lavoro dell’Agcm dovrebbe servire al legislatore ed all’amministratore per agire di conseguenza, quasi sempre rimane come una generica linea di indirizzo o -peggio- una litania che viene utilizzata per giustificare azioni e iniziative che sono il perfetto contrario. Motivo? Il regime dei partiti, che imperversa a livello locale, regionale e nazionale. Senza eccezioni per destra e sinistra, con l’aggiunta dei sindacati che, credendo di garantire in questo modo il lavoro dei loro iscritti, opponendosi spesso ad ogni innovazione che abbia a che fare col libero mercato, stracciano nell’immediato i diritti degli utenti e, a piu’ lungo respiro, il mercato del lavoro (il binomio concorrenza=lavoro viene considerato una sorta di mostro ammazza redditi e lavoratori). Regime dei partiti che non ha nessun interesse a modificare lo status quo, perche’ e’ su quest’ultimo che alimenta una propria sopravvivenza basata su clientelismo, sistemazione dei propri
accoliti nelle posizioni di potere e sottopotere, sia nella partecipate che gestiscono i servizi che negli organismi politici decisionali regionali, locali e nazionali.
Siamo eccessivi? Non crediamo. Ne abbiamo viste talmente tante in questi ultimi decenni e su tutto quello che in materia di mercato e concorrenza e’ stato ribadito dall’Antitrust (indagini multe, ordinanze, etc), e tutte disattese, che non abbiamo elementi per potere sperare nel contrario. Un esempio: il confronto tra i candidati a Sindaco di alcuni importanti Comuni come Roma. E’ di ieri la notizia che i due contendenti (M5S e Pd) hanno giurato che di privatizzazione del trasporto pubblico locale nella capitale non se ne parla neanche, ma riforma di qui e riforma di la’, efficienza di qua ed efficienza di la’, tagli di qua e tagli di la’… cioe’ niente che abbia a che fare con le analisi e le motivazioni che hanno portato l’Antitrust al documento diffuso oggi. I voti di quelli che campano intorno all’Atac sono tanti e sembra che sia faticoso (o difficile per ignoranza) far capire loro che il posto di lavoro si difende e si amplia rivoltando il marcio e non rammendando i buchi.
Lunga vita all’Antitrust, quindi. Ma solo per sognare. Che gli utenti e i cittadini ne facciano tesoro quando vanno a votare, quando si esprimono in ogni luogo pubblico o privato, attraverso i media o nei propri posti di lavoro. L’Antitrust auspica un opera di cambiamento per modificare le marci radici del sistema… ma per ora il regime vince sul sistema, controllandolo e drogandolo.

1)
http://www.aduc.it/notizia/trasporto+pubblico+locale+antitrust+piu+concorrenza_132603.php

Pubblicato in : Primo pianoTag: aduc, costi, lavoro, mercato, mercato del lavoro, multe, notizia, pd, posti di lavoro, regime, roma, sindacati, tagli, tesoro

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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