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Trasporto pubblico locale: dalla criticità fiorentina… come il mercato aiuterebbe

E’ di questi giorni la decisione della Regione Toscana di aumentare il costo del biglietto del trasporto pubblico locale (tpl) di Firenze. Aumento con ricaduta su tutti i servizi di Autolinee Toscane (AT), che non opera solo a Firenze. Da 1,70 il biglietto verrà portato a 2 euro. Prima di tutto abbiamo evidenziato le discutibili motivazioni di “giustificazione”. Parlano di un aumento del 15%, ma in realtà è del 17,6%; dicono che l’aumento è dovuto all’inflazione, ma quest’ultima è al 3,2% nello scorso maggio, per cui, se inflazione dovesse essere, l’aumento (arrotondando in eccesso) avrebbe portato il biglietto a 1,80.

di Vincenzo Donvito | 21 Giugno 2026

E’ di questi giorni la decisione della Regione Toscana di aumentare il costo del biglietto del trasporto pubblico locale (tpl) di Firenze. Aumento con ricaduta su tutti i servizi di Autolinee Toscane (AT), che non opera solo a Firenze.

Da 1,70 il biglietto verrà portato a 2 euro. Prima di tutto abbiamo evidenziato le discutibili motivazioni di “giustificazione”. Parlano di un aumento del 15%, ma in realtà è del 17,6%; dicono che l’aumento è dovuto all’inflazione, ma quest’ultima è al 3,2% nello scorso maggio, per cui, se inflazione dovesse essere, l’aumento (arrotondando in eccesso) avrebbe portato il biglietto a 1,80.

Ma la Regione quanto AT, ritengono di dover trattare gli aumenti di prezzi come un “qualunque” bottegaio che specula sui sommovimenti del mercato… anche se in Regione dovrebbero essere nostri rappresentanti… ricordiamocelo….

Le  “proteste” sono state di ogni tipo. A partire dalla Regione Toscana stessa, che dice di essere stata costretta perché i Comuni mettono pochi soldi in merito. “Proteste”, incluse quelle di chi, da  ogni parte politica, si lamenta perché ciò accadrebbe in quanto il tpl è stato affidato a privati e non ad aziende pubbliche. Senza entrare in fantapolitica e fantaeconomia, non crediamo di azzardare se crediamo che, se At (del Gruppo Ratp, ente autonomo dei trasporti parigini, terzo operatore di mobilità al mondo) fosse stata di proprietà pubblica, si sarebbe comportata diversamente… anzi. Si pensi all’Atac di Roma, società di capitale pubblico, e al disastro del loro servizio nella capitale.

Il problema crediamo, invece, sia proprio perché At/Ratp non agisce, per come è concepito e organizzato il mercato del tpl, in regime di concorrenza, ma di monopolio. Le gare per l’assegnazione dei servizi sono mediamente aperte a chiunque, ma poi gli utenti o prendono quel servizio o usano i propri mezzi privati.

Non crediamo di azzardare se crediamo che, se sul territorio ci fosse concorrenza sul servizio e non solo all’assegnazione dello stesso, ci sarebbe una competizione economica e di qualità tra chi offre il servizio e chi ne fruisce. 

Una sorta di rivoluzione? Mica tanto, considerato che è quanto già accade per i treni e alcuni tpl su gomma in ambito extra-urbano. 

Contesto in cui le aziende, dovendo far  fronte ad aumenti di costi, non abuserebbero della loro posizione privilegiata.

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : Editoriale

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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