
La pesantissima manovra sui Trasporti del “Governo Berlusconi”, con tagli di quasi il 75%, rischia di compromettere definitivamente un settore importantissimo della nostra realtà economica e sociale.
In effetti, da anni si discute della necessità di migliorare la qualità della vita delle nostre città, compromesse da un inquinamento ambientale sempre più inquietante, con una riduzione delle “polveri sottili” attraverso una riduzione del traffico leggero privato.
La risposta che ci si aspetterebbe a tale esigenza dovrebbe essere un rafforzamento del “sistema dei trasporti pubblici”, con un maggior impegno anche di risorse. Del resto le statistiche dicono che in Italia, ad oggi, circa il 15% del traffico avviene con mezzi pubblici contro una media del 30% degli altri Paesi UE.
Peraltro, in un momento di crisi economica e sociale come quella che stiamo vivendo avrebbe voluto, a fortori, un maggior impegno in questo senso. Invece, la miopia di un governo populista ed incapace ha portato, se non ci dovesse essere un auspicabile cambio di marcia, allo smantellamento del sistema dei trasporti pubblici. In effetti, tagli di risorse così consistenti si traducono in tagli dei servizi (corse) altrettanto consistenti.
Tuttavia, compito della Politica e dei partiti è quello di difendere gli interessi pubblici e, quindi, della qualità della vita dei suoi cittadini.
Di questo si è parlato al Forum Nazionale sui Trasporti dei Consiglieri Regionali del PSI, che si è tenuto ad Ancona mercoledì 16 novembre.
Su tre punti in particolare si è accentrata l’attenzione del dibattito: 1) la crisi presente è pesantissima, ma può essere l’occasione vera per predisporre una politica dei trasporti reale, praticabile e che risponda alle esigenze dei cittadini per lo spostamento delle persone e delle merci; 2) non si può finanziare tutto e il contrario di tutto ma occorre selezionare e, quindi, scegliere; 3) definire politiche diverse, separando, le grandi aree metropolitane dal resto del territorio.
Nelle città oltre ai problemi di spostamento vi sono problemi ambientali per cui occorre incentivare l’uso di mezzi pubblici , o alternativi. A tal proposito, è palese che qualcosa non funziona, ed il sistema è malato, se le multe in città o la sosta a pagamento sono un modo di fare cassa e non uno strumento di politica della mobilità. Peraltro, nelle aree extra metropolitane servono progetti e politiche che selezionino e privilegino il miglior sistema di trasporto integrando realmente auto private, autobus, treno, aereo, nave.
Inoltre, sono necessari, affinché il sistema funzioni, importanti investimenti in infrastrutture e significative innovazioni nei mezzi di trasporto, da effettuare tempestivamente, perché abbiano efficacia.
Peraltro, la stessa tempestività è richiesta anche nella predisposizione del Piano Nazionale dei Trasporti e nei Piani Regionali di Trasporto. Infine, ma invero preliminarmente, occorrerebbe definire il peso che deve avere la questione ambientale, poiché tutte le decisioni sono determinate da questa scelta strategica.

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