E’ passato quasi un anno dalle elezioni regionali e dalla formazione della Giunta regionale: ci eravamo permessi allora di mettere in evidenza come nella giunta non fosse rappresentata quella vasta area – il motore della Toscana – che va dall’Osmannoro a Carrara.
Risposte di routine hanno negato che questo fosse un problema e che anzi una Giunta con un uomo solo al comando fosse la soluzione migliore per garantire tutti.
Ma quando il gioco si fa duro (e con l’attuale situazione finanziaria che impone scelte drastiche il gioco è durissimo) si debbono fare scelte importanti ed allora l’assenza di giocatori al tavolo dove si decide penalizza i territori non rappresentati.
Se mettiamo insieme atti di governo, affermazioni e silenzi (che pesano più delle parole) emergono i reali rapporti di forza che assicurano il governo della regione, gli accordi e gli scambi che questi sottendono: scontata ma calzante la citazione del Senatore a vita Giulio Andreotti che a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca.
Emerge in tutta chiarezza in questi giorni la diarchia Rossi – Renzi, coperta dal potere finanziario di Siena e dalla residua forza del vecchio PCI di Livorno, un triangolo che dice di operare per gli interessi regionali ma di fatto si preoccupa del proprio bacino elettorale.
Esempi? Il potenziamento dell’Aeroporto di Firenze, dovuta per sostenere il ruolo internazionale del capoluogo, si accompagna all’ingresso nella compagine azionaria della Regione e della consegna della gestione del sistema aeroportuale toscano a Pisa (anche se Renzi sta studiando il contropacco, come non pagare pegno una volta incassato l’ampliamento). Cornuti e mazziati i sindaci della Piana che devono solo dare, la nuova pista dopo l’impianto di smaltimento dei rifiuti: giusto, l’attuale pista penalizzava gli abitanti di Quaracchi che vanno tutelati e allora addosso ai sestesi ed ai campigiani, è colpa loro, se avessero chiesto a suo tempo di essere assorbiti da Firenze (come il Galluzzo ) sarebbero più tutelati oggi.
Vien da ridere a pensare a tutto il dibattito sulla città metropolitana: solo una bandiera da agitare in sede elettorale per poi rinchiudersi nei viali di circonvallazione o fuggire verso la superprovincia proposta dal presidente Barducci.
Altro esempio? L’accordo per il sottoattraversamento di Firenze per la TAV: bravo Matteo Renzi a promettere sfracassi – impraticabili – per poi passare all’incasso ed ottenere opere compensative, ma se in questa situazione finanziaria i soldi sono quelli e non di più, allora quello che si vuol dare a Firenze deve essere tolto da qualche altra parte, ma da dove?
Vediamo chi pagherà il conto: questa è solo una ricostruzione fondata su indizi – una sorta di FANTAFERROVIE – che i fatti dei prossimi mesi, non bisognerà attendere troppo, ci diranno se è esatta o solo un parto della fantasia.
Questa la storia: dopo tanti anni di tira e molla, tra Regione ed FS si decide di metter mano alla linea tra Pistoia e Lucca, un solo binario che provoca continui ritardi con gravi disagi per i pendolari. L’opera è di quelle che segnano un territorio e che vengono una volta ogni secolo: si comincerà a raddoppiare il tratto tra Pistoia e Montecatini, spesa 110 milioni, di cui 70 a carico della regione con fondi comunitari e 40 a carico di ferrovie, che devono preparare il progetto, tutto è negli atti di governo e nella messe di comunicati che in Italia sono più importanti della realizzazione dell’opera, compreso quello dell’ineffabile Ministro Matteoli che nel marzo 2010 (mese faticosissimo, ogni giorno una promessa…) afferma che la Pistoia Lucca marcia, non si sa verso dove né a quale velocità.
Si arriva al progetto preliminare, rapido, il solito specchietto per le allodole, i lavori devono cominciare nel 2011 ma nell’estate 2010 si apprende che Ferrovie sono in ritardo col progetto, e poi non è chiaro se hanno i 40 milioni a loro carico per l’opera. Si comincia a sussurrare : è un peccato lasciare soldi su un’opera che non si sa quando si potrà realizzare, con il rischio che la Regione perda i 70 milioni di fondi comunitari – come avverrà se entro qualche mese non si iniziano i lavori – e allora non sarà il caso di destinarli ad altre opere (i bisogni e gli appetiti sono sempre tanti)?
Nessuno si preoccupa del fatto che se salta questa occasione chissà quando si riparlerà di questa ferrovia: anzi non è un male, perché questi soldi servono, potrebbero essere destinati alle opere compensative per Firenze, i campagnoli di Pistoia e Lucca possono aspettare.
Una cosa è certa: Ferrovie è bravissima ad intendere le vere priorità che i politici hanno, sanno bene che spesso la priorità enunciata non è quella che realmente si vuole (il Cardinal Mazzarino insegna. dissimulare sempre..) . E’ sicuro è che Ferrovie hanno capito che il raddoppio della Pistoia Lucca non è in cima ai pensieri della Regione ed allora per toglierla d’imbarazzo (assumendosene la responsabilità in cambio di qualche concessione compensativa all’azienda) fanno il lavoro sporco ritardando il progetto, così la Regione potrà – con enunciato rammarico ma in cuor suo brindando – destinare altrove i 70 milioni così risparmiati.
Ma così è un po’ brutale, serve della vasellina ed allora esce un criptico comunicato: con lo scavalco dell’Osmannoro ci saranno più treni fino a Pistoia con benefici anche per Montecatini, Lucca e Viareggio (ma visti i tagli al trasporto pubblico, chi pagherà i nuovi servizi?): allora si potrà dire, bene non abbiamo fatto il raddoppio (che avrebbe rimediato alla attuale pessima qualità del servizio) ma vi promettiamo qualche treno in più che sarà -come sempre – in ritardo su questa antiquata linea.
Nel frattempo l’alta velocità regionale per Pisa è stata attivata e la linea Firenze Siena è stata la prima urgenza dell’assessore alle infrastrutture.
Routinarie interpellanze e interrogazioni sono state fatte dai consiglieri regionali e da un parlamentare, ma manca quella sollecitazione costante e quotidiana, quell’assillo (Presidente Napolitano, che bella parola ha rimesso in circolo!) che dovrebbe rodere gli amministratori di Pistoia e Lucca –dormono invece come bambini innocenti! – ma anche sindacati, associazioni di categoria e degli utenti.
Non parliamo poi delle opposizioni per trovare le quali serve una seduta spiritica con un medium: anime dei defunti, se ci siete, battete un colpo!
Ma avete visto che lungo viaggio che abbiamo fatto partendo dalle critiche ad una giunta fatta a prescindere dai territori, privilegiando supposte competenze tecniche. Al problema non si sfugge: chi governa e sceglie deve rispondere al territorio.
L’origine di tutti i mali è nella legge elettorale regionale che ha affidato nei fatti alle segreterie dei partiti ed al candidato presidente la nomina dei consiglieri regionali: la promessa di cambiarla è stata scritta evidentemente sulla sabbia, non sulla pergamena come WE THE PEOPLE.
Noi siamo il popolo che non conta nulla. Amen.

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