
C’era una volta nel mar del Nord un’isola politicamente e istituzionalmente felice con governi che si alternavano o confermavano con elezioni ogni cinque anni e, nel caso, in un singolo giorno si svolgeva la transizione rappresentata graficamente dalla partenza del camion del trasloco con effetti personali del vecchio inquilino e l’arrivo di quello del nuovo. Gli abitanti di questa isola erano talmente orgogliosi di questa eccezionalita’ rispetto al resto del mondo che, nel passato quando c’era una fitta nebbia nel canale della Manica si diceva che l’Europa era isolata.
Poi, improvvisamente e senza necessita’, si decise di indire un referendum di conferma di adesione all’UE.
Il risultato a favore della Brexit invece di chiudere definitivamente una disputa minore nel partito conservatore apri’ un Vaso di Pandora, cambiando il panorama politico, la stabilita’ istituzionale e l’identita’ dell’elettorato. Da allora la popolazione si e’ divisa in due categorie: leavers and remainers. Una distinzione quasi viscerale che non era soltanto una differenza di opinione ma di modo di essere come persona. Questa nuova divisione che passa attraveso la societa’, famiglie, amicizie e anche partiti ha fortemente contribuito alla fine del duopolio politico nel RU che resiste solo perche’ c’e’ il sistema elettorale maggioritario puro.
David Cameron, colpevole di avere indetto un referendum non obbligatorio, si dimise lasciando il posto a Teresa May che per due anni provo’ senza successo di trovare alla Camera una maggioranza sui termini di trattativa di uscita del RU dall’UE. Dopo questo fallimento May passo’ la mano a Johnson che furbescamente porto’ il Paese alle urne con la promessa di “Get Brexit done” ad un elettorato stanco ed esasperato dalla lunga trattativa di divorzio tra UK e UE vincendo le elezioni raccogliendo tutti i voti dei leavers mentre i remainers si divisero in piu’ partiti. Dopo tre anni condizionati dal COVID ed una serie di scandali interni al governo, Johnson fu sostituito dal partito da Liz Truss che a sua volta fu costretta a dimettersi dopo una manovra economica che aveva spaventato i mercati e svalutato la sterlina.
Il governo Truss duro’ 49 giorni ed e’ rimasto famoso perche’ il giornale Daily Star confronto’ in livestream una foglia di lattuga fresca e l’immagine della Truss per vedere chi durava di piu’. Vinse la foglia di lattuga anche se appassita.
Cosi’ si arriva al quarto primo ministro conservatore, Rishi Sunak che stabilizza il governo fino a fine legislatura.
Nel frattempo il partito laborista aveva sostituito il leader Jeremy Corbyn, sconfitto alle elezioni da Johnson con Keir Starmer. Questa scelta doveva essere un riposizionamento del partito verso una posizione piu’ centrista. Questa scelta, ma soprattutto 14 anni di malgoverno conservatore determinarono la vittoria del Labour Party alle elezioni del 2024 che ottenne una delle piu’ grandi maggioranze assoluta di eletti seppure con una percentuale di voti piu’ bassa mai registrata dal partito laborista, Il governo Starmer per due anni ha attuato le politiche del manifesto elettorale con le ristrettezze e difficolta’ economiche e politiche internazionali di due guerre, quindi perche’ questa sostituzione a meta’ corsa? Le ragioni o colpe sono da dividere a meta’ tra Starmer ed il suo partito.
Starmer e’ un capo di governo anomalo perche’ fino al 2014 ha svolto la sua attivita’ di avvocato e solo nel 2015 e’ stato eletto, poi nel 2020 e’ diventato leader del partito e nel 2024 primo ministro. Con questa breve esperienza era scontato che commettesse degli errori, esitazioni e quindi cambi di direzione, di affidarsi a persone sbagliate. La formazione mentale di avvocato anche non l’ha aiutato perche’ pragmatticamente valutava i pro e contro di ogni politica. Il politico tradizionale con 20/30 anni di esperienza ha una visione, indica un percorso e quindi riesce a dare una struttura ad una proposta politica. Per questo motivo Starmer anche se rispettato non era popolare e quando a maggio ci sono state le elezioni amministrative con risultati pessimi per il partito laborista, risultato quarto per numero di voti, gli analisti hanno interpretato il voto come una sfiducia personale del primo ministro. Per un paradosso il successo di Starmer alle elezioni politiche del 2024 che ha determinato l’elezione di 400 parlamentari laboristi su un totale di 650, potrebbe avere convinto quegli stessi eletti a cambiare leader per avere piu’ probabilita’ di rielezione.
Con Andy Burnham, politico di lungo corso, gia’ ministro nel governo Blair parlamentari e membri del partito laborista si sentono piu’ in sintonia. La sua popolarita’ e’ cresciuta dopo essere stato sindaco di Manchester negli ultimi dieci anni, un periodo in cui la citta’ ha avuto una grande crescita. Le sue proposte politiche principali sono quella di sviluppare crescita economica delegando potere decisionale alle comunita’ locali e di controllo di servizi pubblici gia’ privatizzati con nazionalizzazioni o regolamentazioni restrittive eliminando profitti a favore di costi minori per gli utenti.
Negli ultimi 10 anni nel Regno Unito si sono succeduti sette primi ministri politicamente e’diventata la nuova Italia.
Il sistema politico attuale non e’ piu’ sostenibile ci sono una dozzina di partiti rappresenti nella Camera dei Comuni ma con il maggioritario puro e’ sufficiente che un partito raccolga il 25/30% dei votanti per avere una maggioranza.
Anche nel RU come in Germania,Francia, Olanda, Italia ed altri Paesi europei il partito trumpiano Reform UK di estrema destra ha oltre il 30% di preferenze nei sondaggi d’opinione. La differenza e’ che in Europa esiste il proporzionale che permette le coalizioni e nel RU no.
Luigi Cariglia

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