
Trascurabili effetti secondari
Pagine 502
Prezzo di copertina Euro 14
Valentina Benedetti, giovane scrittrice torinese propone un suggestivo medical thriller che terrà incollati alle pagine i lettori che amano questo genere.
Trascurabili effetti secondari, novità editoriale della collana CALEIDOSCOPIO della Felici editore diretta da Stefano Mecenate, ci porta nello spietato mondo dei nuovi farmaci oggetto di sperimentazione attraverso gli occhi di Laura, medico urgentista trasferita da poco più di un anno in una piccola cittadina per sfuggire ad un passato doloroso, di Alex brillante chirurgo con la quale ha una relazione e dell’ispettore Parola chiamato ad indagare su una serie di orribili delitti apparentemente senza connessione tra loro.
La capacità dell’Autrice di accompagnare il lettore entro vicende di grande drammaticità senza mai scivolare nel trash è pari alla sua grande sensibilità nel tratteggiare le relazioni affettive che intercorrono tra i personaggi verso i quali dimostra una grande capacità di scavare nelle rispettive personalità alla ricerca delle motivazioni ultime che determinano scelte e conseguenze.
Nulla è prevedibile in questa articolata vicenda che si snoda in location diverse ed il lettore sembra perdersi nei meandri delle false piste messe in gioco dalla mano implacabile del burattinaio.
Un uomo senza scrupoli determinerà i destini di innocenti protagonisti della vita sociale del piccolo centro mentre alle loro spalle interessi miliardari attendono con cinico distacco l’epilogo della vicenda.
Incontriamo l’autrice per conoscere meglio i segreti di questo romanzo:
Quali motivazioni l’hanno condotta verso questo romanzo?
La storia è un pretesto per raccontare da un lato le aberrazioni che il mondo sta vivendo nella cieca rincorsa al potere economico, dall’altro come certi oscuri meccanismi riescono a sconvolgere la vita di persone inconsapevoli di diventare, da un momento all’altro, pedine di un gioco che ignorano e che subiscono.
E’ terribile pensare come ci si possa trovare, nostro malgrado, ad essere protagonisti di vicende che non ci appartengono e delle quali non comprendiamo il significato né il ruolo che ci troviamo ad assumervi. In fondo questo thriller è il paradosso di una quotidianità sicuramente, o per meglio dire, forse, meno drammatica ma certamente non meno shoccante per certi eventi ai quali assistiamo o per situazioni che ci coinvolgono direttamente.
Come giudica il burattinaio di questa sua storia?
Stigmatizzarlo è fin troppo facile. In fondo si muove secondo logiche che la società condanna ma che, in misura diversa, tollera o incentiva a secondo degli interessi che vanno a privilegiare.
Le righe conclusive del romanzo “…Si guardò attorno soddisfatto. I quattro poggiarono le penne e chiusero le buste. La vita è una cosa meravigliosa. Perché ha sempre un prezzo” sono, ahimè, tragicamente vere e rispondono perfettamente a quelli che sono i canoni reali di una società che ha progressivamente eliso valori e principi piegandoli alla logica del profitto e del più forte.
Per fortuna non tutti i personaggi sono come lui….
Esattamente come nella vita! Ho inteso rappresentare la realtà che ci circonda per quello che è senza edulcorare nulla e, principalmente, evitando stupidi manicheismi. Il buono e il cattivo convivono in noi e l’ago della bilancia si sposta di volta in volta secondo le esperienze che viviamo, Per qualcuno va a “fondo corsa” nel lato del cattivo, per altri si altalena gravitando maggiormente nel lato del buono.
Inoltre ho inteso affidare ai mie personaggi un ulteriore elemento di testimonianza, quello del dubbio, dell’incertezza, della fragilità. In una società che ha come modelli virtuali i “perfetti”, gli “invincibili” quelli che “non devono chiedere mai”, mettendo così in crisi gran parte della popolazione che non si riesce a identificare in quei modelli, i miei personaggi vincono nonostante la loro fragilità, i loro dubbi, le loro incertezze. E’ stato un piacere dipingere cose reali per offrire ai lettori modelli di riferimento più vicini a loro e, alla fine, con la possibilità di epiloghi positivi nonostante la situazione terribile che devono affrontare.
In conclusione, perché leggere questo suo romanzo?
Perché è bello? Avvincente? Mozzafiato? Anche, ma non solo. Lo consiglio perché, oltre che una storia interessante e complessa, piena di colpi si scena, è un viaggio dentro noi stessi attraverso i suoi protagonisti. Una sfida alle nostre logiche, una opportunità per metterci piacevolmente in discussione e condividere con i personaggi un’avventura dentro l’umanità, quella più bella e solare e quella più oscura e diabolica, proprio come avviene dentro di noi…

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