Renzi, tutt’altro che sciocco, ha giocato il tutto per tutto. Si stava logorando con il governo Letta. E ha seguito gli schemi e la logica della vecchia politica, di cui (è venuto il momento di riconoscerlo) è il rappresentante più giovane e uno dei più capaci.

Piuttosto sforziamoci di capire, e non è detto che ci si riesca in toto, le conseguenze della ennesima piroetta nella politica nazionale. Perché la staffetta negata e poi realizzata, l’ascesa a Palazzo Chigi per trame interne e tortuose invece che per il propellente delle urne, le “larghe intese” anziché la chiara delimitazione politica e programmatica della maggioranza, cioè i vizi d’origine dell’ascesa di Renzi al governo, illuminati dalla stampa e dagli opinionisti, sono quisquiglie rispetto alla bugia ancora più grossa. Quella che fa temere che tutta l’impalcatura possa poi crollare con conseguenze nefaste.
Il fatto è che mentre ci si gonfiava il petto nel presentare una nuova legge elettorale in grado di porre termine al “ricatto” dei piccoli partiti, si preparava, nel silenzio, un governo le cui speranze sono fondate sui piccoli partiti. In particolare sulla loro paura di nuove elezioni che li spazzerebbero via. A meno che la comunanza di interessi tra Berlusconi e Renzi si trasformi in reale alleanza, il rottamatore si insedierà e resterà a Palazzo Chigi perché Alfano e i vari derivati della “fu Scelta Civica” di Monti sanno che andare alle urne ora sarebbe come andare a morte prematura. E la conseguenza, quella che potrebbe ridurre in briciole tutta la costruzione renziana quale è? Che una volta insediato il nuovo governo con i loro voti determinanti, Nuovo Centro Destra di Alfano e gli altri “piccoli” saranno in grado di fare naufragare la nuova legge elettorale così come disegnata da Renzi e Berlusconi. “Caro Matteo – ricorderanno Alfano e gli altri – tu e Berlusconi avete i voti per fare passare il vostro “italicum porcellum”, ma noi siamo in grado di mandare a ramengo il tuo governo. E piuttosto che aspettare di andare al macello, metteremo in crisi il tuo governo in modo da votare con il sistema proporzionale risultante dopo la sentenza della Corte Costituzionale”.
Insomma, Renzi, tutt’altro che sciocco, ha giocato il tutto per tutto. Ma non aveva alternative. Si stava logorando con il governo Letta e rischiava un bagno di sangue alle prossime elezioni europee. Ha fatto il contrario di tutto ciò che aveva promesso. E ha seguito gli schemi e la logica della vecchia politica, di cui (è venuto il momento di riconoscerlo) è il rappresentante più giovane e uno dei più capaci. Ora c’è chi si dispera per la delusione, chi continua a vedere in lui l’icona della palingenesi prossima ventura e tutto giustifica, e chi ha già prenotato il posto sulla riva del fiume, dove già è ressa in attesa del cadavere politico di Matteo. Ma, come sempre, dipenderà dai risultati. Chi ha investito su di lui (ci riferiamo agli ambienti economici, finanziari e imprenditoriali) si aspetta di essere ricompensato nell’imminente abbuffata di nomine e, magari, anche una scossa che alimenti speranze di ripresa. La fortuna potrebbe assisterlo facendolo diventare pedina importante di una partita più vasta che vede gli Stati Uniti alla ricerca di sponde europee per ridimensionare volontà egemonica e rigidità della signora Merkel e dei suoi compatrioti. Magari fosse così. Ma le anime belle e credulone si scordino per un po’ speranze di investitura popolare, vocazione maggioritaria, governi che governano senza le estenuanti trattative nelle coalizioni, e, soprattutto, la mitica discontinuità. E già che ci sono, si scordino anche la retorica salvifica delle “primarie” con cui ci hanno scassato le balle per anni. A Firenze, il neo presidente del consiglio aveva già ottenuto la seconda candidatura senza il disturbo delle primarie. Ora ci ha, giocoforza, rinunciato. Ma il successore lo ha designato lui. Senza organi di partito e, soprattutto, senza primarie. Restare perplessi significa voler male a Renzi?

” La fortuna potrebbe assisterlo facendolo diventare pedina importante di una partita più vasta che vede gli Stati Uniti alla ricerca di sponde europee per ridimensionare volontà egemonica e rigidità della signora Merkel e dei suoi compatrioti. Magari fosse così. ” Caro Nicola, ti cito perché tu bagni le polveri dell’unica attesa che potrebbe fare di Renzi l’uomo nuovo. E invece lo incolli a un atlantismo che è la corda al collo d’Europa, perché è interesse degli USA che l’Europa sia ridotta a un mucchio di nazioni amorfe e prive di identità. Sottrai a Renzi l’unico spazio in cui potrebbe esercitare il suo istrionismo, la politica estera, per il resto politica economica, riforme costituzionali e varie, sono dettate dalle Banche e da Bruxelles. Anche se ad esempio è prevedibile che per dimostrare il suo spessore Germania e USA decideranno di fargli un regalo, facendo presto liberare i nostri marò. Ma nel complesso non concordo col tuo articolo. Che senso ha rispolverare la “realpolitik”, che oltretutto niente ha a che vedere con la furbizia renziana, e straziando per l’annesimo volta un Machiavelli solo anglosassone, “realpolitik” dicevo, i cui protagonisti nella storia moderna hanno sempre fatto una brutta fine se in tempo non presero le distanze dal farabutto che stava nascosto in loro? Che senso ha in mancanza di verità surrogarla col cinismo del realismo anteponendo il politico alla persona? Alla fine non c’è politica e politico che non renda conto di ciò che la sua persona è. E che senso ha restringere il discorso alla vecchia endiadi interpretativa. cinismo o illusione beota, quando sappiamo bene che cinici e illusi sono talmente affini e entrambi beoti che varcano i rispettivi confini senza avvedersene? Non occorre restare perplessi per voler male al politico Renzi.
Pur condividendo tutto quello che esprimi non riesco a capire il motivo per cui Renzi si sia lanciato in una corsa che potrebbe veramente distruggerlo. Conoscendo gli Italiani, se in 3/4 mesi non riesce a dare una mossa veramente importante alle cose, il malessere Italiano avrà soltanto un nome ” RENZI “, come già successo con Monti……Tutto il male dei governi Berlusconi , per la maggior parte degli Italiani la colpa è di Monti ed ora si apprestano a cambiare responsabile……………..Io auguro a Matteo di farcela ma la strada la vedo un po’ più che in salita e deve stare attento che i suoi gregari invece di portargli l’acqua cercheranno di berla loro e magari se proprio dovranno dargliela sicuramente ci sarà un po di sale………………………
Nicola sei fortissimo.Lucidità di analisi ,chiarezza e sintesi.In poche righe hai messo in fila tutto.Sarò ripetitivo fino alla nausea,ma ad oggi il vincitore è Berlusconi.Ripeto ad oggi.E’ entrato in pista a testa bassa per demolire i Komunisti che gli hanno opposto la Magistratura militante.E domandiamoci con onestà:”Dove sono i Komunisti?Da zero virgola,Vendola e compagnia di giro.
E Matteo col suo PDR?La vedo molto dura per lui.Sono molti di più i nemici degli amici.Checchè se ne dica la sua è una partita di poker dove ci sta la “scala bucata” come un full.Ed è bene che il giovane prenda coscienza che quando si è Presidenti del Consiglio si è SOLI.Il resto conta quanto un due di briscola.La storua politica ce lo insegna.Condivido con Adalberto il tuo giudizio su Grasso e la Boldrini.Se la tirano con le cazzate quotidiane, ,sembrano gli indiani con i marò.
Aspettare le risposte del tempo lo può dire, giustamente ,chi trova perplessità rispetto alle aspettative ; quando lo biascica chi ha sempre detto peste e corna ,denuncia solo la propria delusione e mancanza di idee. Il mondo è bello perché+ è vario…
Bravo direttore: non solo per l’articolo, condivisibile dall’inizio alla fine; ma anche per l’opportuno, delizioso PS dedicato al duo Boldrini-Grasso..
Certo, Renzi ha varie doti, ma , intanto, non ha restituito al cittadino elettore il diritto al voto di preferenza , mentre ha cancellato le primarie, nel senso che, “democraticamente” , ha dimostrato che si faranno solo se, dove e quando vorrà lui ( dovrei scrivere LUI ? ).
Tra le tante superbischerate delle ultime ore, segnalo quella della coppia Sandro Bondi-Manuela Repetti , dal 2008 – leggo – conviventi , entrambi senatori ( congratulazioni alla famiglia ): “…a noi piace molto il Renzi che dimostra di essere un liberale, un liberale che, come dice Berlusconi, è inserito a sinistra…” ( sic ).
Che coppia, quella che piace alla coppia! Renzi – Berlusconi: il primo al di fuori, il secondo all’opposto, del liberalismo. Seconda repubblica, avanti!
No Nicola , restare perplessi significa non gettare il prorpio sentire all’ammasso, condivido in toto questo tuo pezzo, aspettiamo, solo il tempo come sempre ci darà le risposte.