E, allora, ci risiamo con le candidature del Centro-destra per i massimi livelli istituzionali della Toscana: Regione e Comuni. La danza, in questi giorni febbrili, riguarda la candidatura alla presidenza della Regione. Il centro-sinistra, come è noto ha da tempo designato Eugenio Giani, attuale presidente del Consiglio regionale, che già sta girando per la seconda o terza volta il territorio, fino agli angoli più sperduti.
Il centrodestra? Non pervenuto, anzi no. Corre voce che Salvini abbia sciolto la riserva e sia orientato nuovamente verso Susanna Ceccardi, pisana, ex sindaco di Cascina, e attualmente eurodeputata. La sua candidatura, assicurano fonti qualificate della Lega, è “sempre più probabile”. Forse la decisione sarà presa sabato prossimo ad un “vertice” nazionale del centrodestra.
Ma quale che sia, alla fine il candidato vero, per gli elettori toscani, la notizia, vera e importante, è proprio questa. Ancora una volta, come è sempre successo dal 1995 ad oggi, la decisione viene presa a Roma, sulla base del bilancino degli equilibri interni al centrodestra e non misurando il profilo del candidato sulla base degli umori, dei progetti e delle speranze dei militanti toscani del centrodestra. Unica differenza è che fino a ieri l’elemosiniere era Silvio Berlusconi che poteva concedere di lasciare la designazione a qualcuno dei partiti alleati; ora, invece, il ruolo dell’uomo forte spetta al leader della Lega, quindi Salvini.
Non è certo il modo migliore per spronare i militanti verso la imminente battaglia: oltretutto, Giani rappresenta una candidatura forte e parte favorito. Personalmente, già non avevo dubbi: ho grande stima di Giani e lo conosco da una vita. Ma se così non fosse, penso che non avrei mai accettato questo metodo. E che non avrei mai votato una donna o un uomo designato a Roma, sulla base di equilibri interni, ma nazionali, ad una coalizione. E mi dispiace il metodo, soprattutto per un altro motivo: che ci sarà una campagna elettorale sbilenca, non un vero confronto fra programmi diversi. In campo ci sarà il progetto per la Toscana di Giani contrapposto al nulla, al massimo qualche propostina raccogliticcia e calata dall’alto. E questo vale quale che sia il candidato del centrodestra, non solo per la stimabile Ceccardi.
Nicola Cariglia

Direttore mi metterei a piangere….
Io non credo alla storia degli accordi segreti per fare vincere il centrosinistra, ieri di Verdini, oggi fra i due Matteo. Il centrodestra, ovvero i suoi leaders nazionali, pensa di non avere possibilità. Amen.