Dopo una vita tutta intera da socialdemocratico capisco bene lo spettro che potrebbe turbare la quiete di Eugenio Giani, candidato favorito alla presidenza della regione Toscana. Di tanto in tanto escono dei “sondaggi” che, come un elastico allungano e accorciano il suo vantaggio sulla rivale leghista Susanna Ceccardi, provocando esultanza nello schieramento di centrodestra e preoccupazione in quello del centrosinistra.
Il fatto è che il nemico di Giani non è a destra ma a sinistra, a perpetuazione del paradosso e della maledizione della situazione italiana. Contro Giani, in Toscana, ci sono gli irriducibili della sinistra pura e moralmente superiore. Quella che la storia ci insegna essere stata sempre decisiva per le sconfitte e mai per le vittorie. Chi che ha alle spalle esperienze maturate nel mondo laico e riformista, ne ha incontrati tanti e se li ricorda bene. Gli parlavi di case, scuole, ospedali, diritti sul lavoro, avanzamenti salariali, libertà civili e non celavano il fastidio per le “banalità” che dovevano ascoltare. Vuoi mettere la visione rivoluzionaria? Quella “nuova” società che non arrivava mai, e quei lager che puntualmente si creavano per rieducare le masse nei mitici paradisi del socialismo reale?
Tommaso Fattori, il candidato di Toscana a sinistra e Sinistra Italiana, proprio in questi giorni ha dato nuovo impulso a questo inguaribile masochismo della sinistra “sinistra”, scandalizzando persino Adriano Sofri che gli ha ricordato i tanti comuni toscani finiti nelle mani della destra, grazie a queste frammentazioni. Il repertorio delle accuse resta immutabile: per Fattori non ci sarebbe alcuna differenza tra Eugenio Giani (lunga e coerente storia di socialista da quando portava i calzoni corti) e Susanna Ceccardi, la candidata del centrodestra: a tutto concedere si tratterebbe di “sfumature diverse del medesimo modello economico-sociale” Come di prammatica, nell’armamentario da guerra fredda di Fattori non poteva mancare il riferimento al “blocco di potere rappresentato da Eugenio Giani e dal centrosinistra” con il quale, naturalmente, da bravo uomo di “sinistra sinistra” egli non vuole avere a che fare.
Personalmente non credo ai sondaggi più di quanto un uomo intelligente come Tommaso Fattori possa credere ai contenuti della sua legittima propaganda. Ma un paio di riflessioni i sondaggi e la propaganda dello schieramento a sinistra del PD dovrebbero indurre a farle. La prima è che la conseguenza di una eventuale sconfitta di Giani sarebbe lo sfarinamento di qualsiasi ipotesi alternativa alla destra di Salvini e Meloni sul piano nazionale. La seconda è che evocare, in Toscana, la presenza di un blocco di potere capace di determinare i presidenti di Regione, addirittura pescandoli a piacimento a destra o a sinistra, significa non conoscere minimamente conoscere la realtà dove si vive e si occupano posti di rilievo nelle istituzioni. A tutto può assomigliare la Toscana, ma non a questo. La Toscana è una regione viva, nella quale i blocchi non funzionano. Non in politica, dove la lotta e la competizione sono la regola. Non in economia, per la presenza di una realtà diffusissima di piccole e medie imprese, riottose, anche troppo, a coordinarsi. E nemmeno, se Dio vuole, per mentalità e cultura. Spesso tutto ciò è molto faticoso. Ma, alla fine, è bene così.
Nicola Cariglia

Giani è alto, occhio azzurro e candore della canizie lo fanno aperto all’infinito, sembra nato sotto la siepe di Recanati, ha il carattere di chi non si stancherà mai di insistere. La Ceccardi è piccola e popolana, le sopracciglia grintose e tanta voglia di rifarsi. Giani un finto sinistro truccato da destrone, la Ceccardi una finta destrona truccata da sinistra. Mentre però la Ceccardi si ritroverà davvero sinistra, Giani etereo e sereno, destrone senza trucco sarà il presidente ideale della regione che ha fatto del trucco il suo segreto.
L’alternanza delle forze politiche al governo è l’anima della democrazia. Nella nostra regione i rappresentanti della cosidetta sinistra sono al potere da quando occuparono la “terra di nessuno” dopo la partenza degli invasori tedeschi,prima dell’arrivo delle truppe angloamericane. La cosidetta sinistra (prima Il Pci e poi con i cattocomunisti) impossessandosi degli Enti Locali ha esercitato il potere in modo clientelare. Qualsiasi toscano libero pensatore è consapevole di questo stato di cose.
Non leggo quasi mai ciò che si scrive sulla Sinistra Radicale (o Sinistra&Sinistra o Sinistra ancora comunista o come la vogliamo chiamare) perché tra le righe di tante stupidaggini ne esce sempre un concetto di fastidio che è estraneo al mio modo di vivere la politica. È estraneo ad una concezione laica della politica. Ma leggere le analisi politiche di Nicola Cariglia è sempre un’altra cosa, è poesia politica.
Scriverò un mio articolo di risposta al nostro Direttore sugli “… irriducibili della sinistra pura e moralmente superiore. Quella che la storia ci insegna essere stata sempre decisiva per le sconfitte e mai per le vittorie…”.
la solita, straordinaria capacità di analisi e la felice sintesi efficace nello scrivere.
Caro Nicola,
come sempre leggo con attenzione e rifletto su quanto scrivi.
Con tutto il rispetto che ho per Eugenio Giani non desidero fare nessuna critica a lui ma qualche riflessione vorrei fare su quanto scrivi.
La Toscana è viva come tu dici?
Lo è politicamente una collettività che è governata da quasi 50!!! anni ( più del doppio del ventennio fascista!!!) dallo stesso gruppo di potere(PCI ed accoliti)?
Lo è economicamente? il PIL della toscana negli ultimi 20 anni è cresciuto meno della media nazionale
Lo è nelle libertà? In toscana se non sei con il potere costituito sei pericoloso ed emarginato ( remi contro, non fai squadra ecc)
Lo è nel governo dei soldi pubblici? come giustificare le centinaia di milioni di Euro nei falsi bilanci della sanità per non parlare delle scelte volte a favorire zone della Regione governate dagli “amici” senza un progetto di crescita economico sociale complessivo.
Potrei seguitare a lungo ma aggiungo solamente l’evidente complicità del cosiddetto centrodestra che in questi cinquanta anni mai e poi mai ha provato ad impedire questo decadimento della nostra regione preferendo il complice silenzio e qualche posto ben remunerato ( Monte dei Paschi, Verdini e soci ecc) ad una Politica degna di questo nome.
Purtroppo la Toscana è una Regione, come altre, dove esiste solo il “mercato delle vacche” e l’interesse personale
Scusami per il ” pistolotto” ma non ne posso più! con stima
Alberto Benincasa Viareggio
La tua analisi è perfetta. !!! E’ Cariglia che si muove nella logica della corrente per stare a galla.
E’ la prima volta che uso con un interlocutore una parola forte. Lei sig. Vincenzo, è un deficiente. Ma non si allarmi, intendo dire che è in debito di conoscenze; non sa chi sono e, soprattutto quanti anni ho. Purtroppo il mio problema non è restare a galla, ma restare e basta. Il suo è più grosso: sapere se vale la pena restare.
Caro Alberto,
mi conosci, e sai benissimo quante delle cose che scrivi io possa condividere. E sai anche che il poco di impegno politico che ho svolto è stato al di fuori del solco da te magistralmente descritto. Tutto ciò premesso, dai cinquanta anni di storia da te evocati, torno nell’anno domini 2020. Nel quale, vedi caso, è in corso la disputa tra Eugenio Giani e Susanna Ceccardi per la presidenza della nostra Regione. Secondo me, valutate le qualità dei due, la preferenza va al primo, ma se la vedranno loro. Nel mio articolo noto che Giani, ha avversari insidiosi proprio nel campo della ultrasinistra. La quale, usa toni e strumenti polemici che sono ferri vecchi, tesi a dipingere il riformismo come un cedimento, anzi tradimento nei confronti del “capitalismo”, gli “oscuri centri di potere” e via pazziando. Mi interesserebbe, dopo lo sfogo, anche una tua opinione su questo, che è il tema vero dell’articolo. Un caro e fraterno saluto, Nicola
la conseguenza di una eventuale sconfitta di Giani sarebbe lo sfarinamento di qualsiasi ipotesi alternativa alla destra di Salvini e Meloni sul piano nazionale.