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TORRE DEL LAGO (LU) – 66° FESTIVAL PUCCINI : “La natura la si può possedere senza conoscerla, ma non ci può essere amore senza conoscenza” – TRIONFA LA BUTTERFLY ECOLOGISTA DI MANU LALLI

Servizio di Stefano Mecenate

di Stefano Mecenate | 17 Agosto 2020

La capacità di creare situazioni emotivamente coinvolgenti non manca certo al nuovo direttore artistico del Festival Puccini, Giorgio Battistelli: dopo la conferenza stampa di presentazione di Tosca con l’inatteso e suggestivo evento  “Tosca al buio e in forma circolare”, per la presentazione di Madama Butterfly ha scelto il lago di Massaciuccoli ed una barca dove ha fatto incontrare i giornalisti con il cast, il direttore d’orchestra e la regista, Manu Lalli.

Questa “gita” tra i falaschi e il quieto ondeggiare del lago era dedicata a lei e alla sua originale lettura che, in epoca di COVID, ha voluto dedicare alla piccola fanciulla così amata dal suo compositore da fargli dire: “Non ascoltarono una nota quei cannibali. Che orrenda orgia di forsennati, briachi d’odio! Ma la mia Butterfly rimane qual’è: l’opera più sentita e suggestiva ch’io abbia mai concepito! E avrò la rivincita, vedrai, se la darò in un ambiente meno vasto e meno saturo d’odi e di passioni…“. E ancora: “Butterfly è un’opera di suggestione. Rotta questa suggestione, l’incanto cade. E i tumulti, gli strepiti, hanno infranto quell’atmosfera limpida e dolce, il piccolo sogno doloroso che poteva mostrar vive le figure e le passioni“.

La scelta scenica e registica della Lalli sottolinea due importanti realtà che interessano il pianeta: la violenza e la prevaricazione dell’uomo verso la donna e verso la natura. Due violenze che nascono dalla folle convinzione del diritto al possesso e quindi all'”uso” indiscriminato e arbitrario di entrambe. Un cinismo senza limiti guida i passi sconsiderati dell’uomo che abusa senza rispetto di entrambe; come aveva detto Scarpia nella Tosca: “Bramo. – La cosa bramata perseguo, me ne sazio e via la getto… volto a nuova esca“.

Il grido silenzioso ma potente della Manu Lalli, entra nell’opera pucciniana con pertinente coerenza e fa di quella piccola, meravigliosa storia, un’occasione per denunciare questa violenze e stigmatizzarle senza alibi.

La regista guarda alla natura con strazio e alla donna violata con rabbia e dolore: sulla scena questi sentimenti diventano un bosco verde e rigoglioso in quel primo atto fatto di speranze, di illusioni, di sogni (ahimè unicamente della piccola Ciò Ciò San, accecata dal suo desiderio di sfuggire al destino di ghesha cui la morte violenta del padre – voluta dal Mikado – e la conseguente riduzione in povertà della famiglia l’ha costretta: “Eppure senza millanteria conobbi la ricchezza. Ma il turbine rovescia le querce più robuste e abbiam fatto la ghesha per sostenerci. Non lo nascondo né m’adonto…“) e successivamente, dal secondo atto, un bosco di alberi secchi e inquietanti dopo che Pinkerton, l’arrogante e superficiale comandante della “…cannoniera Lincoln, marina degli Stati Uniti, America del Nord” (come scandisce il Commissario imperiale leggendo l’atto di matrimonio), ha fatto sue, con un contratto all’uso giapponese “…per novecentonovantanove anni, salvo proscioglierlo ogni mese” quel luogo e quella ragazza.

Pinkerton, il prototipo del “conquistatore impavido”, di colui che prende senza chiedere, sfruttando le opportunità incurante delle conseguenze: “Dovunque al mondo il yankee vagabondo si gode e traffica sprezzando i rischi… La vita ei non appaga se non fa suo tesor i fiori d’ogni plaga… d’ogni bella gli amor“.

Incurante dei suggerimenti del saggio Console Sharpless: ” È un facile vangelo… che fa la vita vaga ma che intristisce il cor” dice ascoltandolo e poi, a rafforzare il concetto: “Sarebbe gran peccato le lievi ali strappar e desolar forse un credulo cuor. (…)Badate! ella ci crede“,  Pinkerton sa bene come gestire la propria vita “… qual farfalletta  svolazza e posa con tal grazietta  silenzïosa che di rincorrerla  furor m’assale se pure infrangerne  dovessi l’ale“.

Quel Pinkerton da allora fino ai nostri giorni si è macchiato di inusitati crimini contro la natura e contro le donne: è diventato ecoterrorista, femminicida, pedofilo, inquinatore seriale, corruttore… Ha devasto ambiente e società, corpi e anime sempre incurante di ciò che stava provocando, stoltamente convinto che tutto ciò fosse un suo diritto.

Il Pinkerton di Butterfly forse si ravvede: ” Sì, tutto in un istante, vedo il mio fallo e sento che di questo tormento tregua mai non avrò! Fuggo, fuggo son vil!“, ma per la giovane Cio Cio San non resta che una via per riprendersi la propria dignità, quella segnata sul pugnale lasciatole da padre “Con onor muore chi non può serbar vita con onore“.

L’Occidente, rappresentato da Pinkerton l’ha tradita, l’Oriente al quale ingenuamente ha voltato le spalle per il suo “sogno americano”, l’ha rinnegata: ” Come, hai tu gli occhi asciutti? Son questi dunque i frutti? Ci ha rinnegato tutti! Rinnegato, vi dico, degli avi il culto antico. Kami Sarundasico! All’anima tua guasta qual supplizio sovrasta! Venite tutti. Andiamo! Ci hai rinnegato e noi… Ti rinneghiamo!” dice lo zio Bonzo ai parenti all’inizio dell’opera.

Cosa le resta, dal momento che anche suo figlio le viene tolto? “Voglion prendermi tutto! il figlio mio!” grida disperata di fronte a Sharpless e alla “vera” moglie di Pinkerton, l’americana Kate (che, insolitamente, la regista sottrae alla passiva acquiescenza dandole l’opportunità di schierarsi contro il marito, donna tra le donne, in una sorellanza che, purtroppo, non può che limitarsi alla condanna).

«Tutte le donne in palcoscenico – sottolinea Manu Lalli – saranno come Butterfly: all’inizio indosseranno abiti rossi, come la passione, la femminilità travolgente, ma alla fine si denuderanno dell’eros e vestiranno il bianco, colore del lutto in Giappone». 

Manu Lalli ha, a nostro avviso, anche il pregio di aver “disegnato” con grande attenzione e rispetto gli altri personaggi che ruotano attorno alla vicenda: finalmente Goro non è quel personaggio-macchietta che spesso appare nelle produzioni come pure il Principe Yamadori assurge ad un ruolo rispettabile. Per Suzuki, non era difficile porla come cardine della tradizione giapponese, solido pilastro di una fede incontaminata e fortemente dubbiosa delle intenzioni di quel “baldo giovane” piombato nella vita della sua Butterfly. Ma accanto a questa certezze, la dedizione, l’affetto, la preoccupazione per quella quindicenne che aveva deciso di volare lontano dal mondo che le era appartenuto da sempre, ne fanno una tutrice attenta e amorevole: non ne condivide l’anelito ma l’asseconda e la segue pazientemente fino all’estremo limite del baratro, quando nulla per lei potrà essere più fatto: “Anime sante degli avi!… Alla piccina è spento il sol! (…) Vi credo. Ma bisogna ch’io le sia sola accanto… Nella grande ora ~ sola! ~ Piangerà tanto tanto! (…) Come una mosca prigioniera l’ali batte il piccolo cuor!“

Una bella produzione quella che il Festival Puccini ci ha proposto, ricca di spunti e di belle voci, a partire dalla giapponese Shoko Okada che ha sostenuto con passione e professionalità il ruolo di Butterfly mostrando una pregevole vocalità che solo sul finire ha mostrato qualche segno di stanchezza senza tuttavia penalizzarne la performance come gli applausi del pubblico, nuovamente presente in un incoraggiante sold out, hanno confermato. Non meno positiva la prova di Raffaele Abete, un gagliardo Pinkerton, e di Alessandro Luongo, un veterano del ruolo di Sharpless che ha interpretato con autorevolezza sottolineandone la personalità ed il ruolo nel contesto della storia.

Struggente la Suzuki di Annunziata Vestri, essenziale ed efficace; vocalmente e scenicamente più che buone le prove di Francesco Napoleoni, Goro, e Luca Bruno, il Principe Yamadori (che ha interpretato anche il Commissario imperiale).

Citiamo con piacere anche gli altri protagonisti di questa serata che hanno, con le loro voci, dato “omogenità” al cast a vantaggio di una migliore godibilità dello spettacolo: Davide Mura, lo zio Bonzo, Anna Russo, Kate, Alberto Petricca, l’ufficiale del Registro.

Ha impressionato positivamente la direzione del giovane M° Enrico Calesso che, con l’Orchestra del Festival ha esaltato la partitura pucciniana regalandoci tutte le variazioni delle emozioni che il compositore lucchese ha affidato a quelle note, nate peraltro, proprio sulle rive del lago in un momento complesso della sua vita.

«E’ davvero sorprendente – ha sottolineato Calesso nella conferenza stampa di presentazione – come Puccini riesca attraverso le note  ad esprimere  certi sentimenti: vediamo ad esempio che per rendere il confronto tra le due culture quella orientale e quella occidentale, la prima fatta di stabilità, di convenzioni,  e  percepita dall’occidente come estremamente manipolabile usi la  forma musicale della “fuga” la forma principe della razionalità musicale».

Una direzione attenta, partecipata, sensibile come si addice a quest’opera che, come la sua protagonista, “Noi siamo gente avvezza alle piccole cose umili e silenziose, ad una tenerezza sfiorante e pur profonda come il ciel, come l’onda lieve e forte del mare“.

Bello il contributo del coro del Festival Puccini diretto dal Maestro Roberto Ardigò.

Seconda e ultima replica di Madama Butterfly, venerdì 21 agosto sempre alle 21.15.

  • Regia, Scene e Costumi Manu Lalli direttore d’orchestra Enrico Calesso Cio Cio San Shoko Okada Suzuki Annunziata Vestri F.B. Pinkerton Raffaele Abete Sharpless Alessandro Luongo Goro Francesco Napoleoni Il Principe Yamadori Luca Bruno, Lo Zio Bonzo Davide Mura Il Commissario Imperiale Luca Bruno , L’ufficiale Del Registro Alberto Petricca Kate Pinkerton Anna Russo, Disegno luci Valerio Alfieri
  • Regia, Scene e Costumi Manu Lalli direttore d’orchestra Enrico Calesso Cio Cio San Shoko Okada Suzuki Annunziata Vestri F.B. Pinkerton Raffaele Abete Sharpless Alessandro Luongo Goro Francesco Napoleoni Il Principe Yamadori Luca Bruno, Lo Zio Bonzo Davide Mura Il Commissario Imperiale Luca Bruno , L’ufficiale Del Registro Alberto Petricca Kate Pinkerton Anna Russo, Disegno luci Valerio Alfieri
  • Regia, Scene e Costumi Manu Lalli direttore d’orchestra Enrico Calesso Cio Cio San Shoko Okada Suzuki Annunziata Vestri F.B. Pinkerton Raffaele Abete Sharpless Alessandro Luongo Goro Francesco Napoleoni Il Principe Yamadori Luca Bruno, Lo Zio Bonzo Davide Mura Il Commissario Imperiale Luca Bruno , L’ufficiale Del Registro Alberto Petricca Kate Pinkerton Anna Russo, Disegno luci Valerio Alfieri
  • Regia, Scene e Costumi Manu Lalli direttore d’orchestra Enrico Calesso Cio Cio San Shoko Okada Suzuki Annunziata Vestri F.B. Pinkerton Raffaele Abete Sharpless Alessandro Luongo Goro Francesco Napoleoni Il Principe Yamadori Luca Bruno, Lo Zio Bonzo Davide Mura Il Commissario Imperiale Luca Bruno , L’ufficiale Del Registro Alberto Petricca Kate Pinkerton Anna Russo, Disegno luci Valerio Alfieri
  • Regia, Scene e Costumi Manu Lalli direttore d’orchestra Enrico Calesso Cio Cio San Shoko Okada Suzuki Annunziata Vestri F.B. Pinkerton Raffaele Abete Sharpless Alessandro Luongo Goro Francesco Napoleoni Il Principe Yamadori Luca Bruno, Lo Zio Bonzo Davide Mura Il Commissario Imperiale Luca Bruno , L’ufficiale Del Registro Alberto Petricca Kate Pinkerton Anna Russo, Disegno luci Valerio Alfieri
  • Regia, Scene e Costumi Manu Lalli direttore d’orchestra Enrico Calesso Cio Cio San Shoko Okada Suzuki Annunziata Vestri F.B. Pinkerton Raffaele Abete Sharpless Alessandro Luongo Goro Francesco Napoleoni Il Principe Yamadori Luca Bruno, Lo Zio Bonzo Davide Mura Il Commissario Imperiale Luca Bruno , L’ufficiale Del Registro Alberto Petricca Kate Pinkerton Anna Russo, Disegno luci Valerio Alfieri
Pubblicato in : 66° Festival Pucciniano, Cultura ed eventiTag: anni, comandante, conferenza stampa, festival puccini, figlio, madama butterfly, mare, mondo, natura, personaggi, puccini, stati uniti, usi

Info Stefano Mecenate

giornalista, critico musicale, editore, regista di opere liriche: ama conoscere e mettersi in gioco, ama le sfide e il lavoro di squadra.
Si occupa di comunicazione e marketing ma preferisce la cultura in tutte le sue espressioni e ad essa dedica tempo ed energie con entusiasmo e convinzione. Ha lavorato per quotidiani nazionali, emittenti radio televisive locali, riviste culturali; ha collaborato e collabora con Istituzioni pubbliche per la progettazione e l’organizzazione di eventi. Legge e ascolta musica non appena ha tempo, si riposa ogni tanto e non fuma.

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