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“Torniamo alle elementari, visto che leggere un dispositivo e comprenderlo, evidentemente non è per tutti”

Poiché la gente non legge e, quando lo fa, spesso non capisce, oppure si limita a guardare le figure aggiungendo commenti tanto demenziali da costringermi a chiuderli, per non dover leggere tonnellate di corbellerie sesquipedali, propongo una cosa che si fa alle elementari: spiegare puerilmente, come si fa con i bambini, il senso del testo che ho scritto stamattina.

di Piero Terracina | 20 Luglio 2026

Poiché la gente non legge e, quando lo fa, spesso non capisce, oppure si limita a guardare le figure aggiungendo commenti tanto demenziali da costringermi a chiuderli, per non dover leggere tonnellate di corbellerie sesquipedali, propongo una cosa che si fa alle elementari: spiegare puerilmente, come si fa con i bambini, il senso del testo che ho scritto stamattina.

Tre rapinatori armati entrano in una gioielleria. Terrorizzano il proprietario e la sua famiglia. Poi escono dal negozio. Il gioielliere li insegue, spara, ne uccide due e ne ferisce un terzo.

La legge dice che, quando i rapinatori sono usciti e il pericolo immediato è cessato, non si tratta più di legittima difesa. Questo è chiaro. Nessuno sta sostenendo che sia lecito inseguire e uccidere chi fugge.

Il punto dell’articolo è un altro. Semplice semplice.

Senza la rapina, nessuno sarebbe morto. Roggero non era uscito quella mattina per ammazzare qualcuno. È stato trascinato in una situazione di paura, rabbia e adrenalina creata dai rapinatori, condizione per altro ampiamente trattata nell’ art. 55 comma 2 del C.D.P.P. Ha certamente reagito in modo sbagliato e deve risponderne, ma non può essere considerato moralmente uguale a un assassino che pianifica un omicidio.

Condannare un uomo di 72 anni a 14 anni e 9 mesi significa, nei fatti, lasciarlo morire in carcere. La domanda è quindi questa: la pena è proporzionata alla sua colpa e al contesto nel quale ha agito?

Il mio articolo sostiene di no.

Non chiede di trasformare le strade nel Far West. Non dice che i rapinatori possano essere abbattuti mentre fuggono. Dice soltanto che tra un delinquente che provoca volontariamente una tragedia e una vittima che perde il controllo durante quella tragedia dovrebbe esistere una distinzione chiara.

Per questo si parla di grazia presidenziale. Non per dichiarare Roggero innocente, ma per riconoscere che non è un assassino comune e che farlo morire in carcere non restituirà la vita a nessuno, non fermerà le rapine e non renderà la società più sicura.

Ora dovrebbe essere abbastanza semplice. Almeno lo spero; dopo questo passiamo ai disegnini sul quaderno a quadretti.

Piero Terracina

Pubblicato in : Editoriale, Non sanno quello che dicono

Info Piero Terracina

Mi chiamo Piero Terracina, ho 70 anni, lavoro nel campo delle chitarre dal 1979 e sono un punto di riferimento per molti musicisti.

Ma questa è solo una parte di ciò che sono.

Sono ebreo, panteista, visionario. Non appartengo a nessuna corrente politica, assolutamente apartitico.

Da cinquant’anni studio storia, politica ed economia. Non per mestiere, ma per necessità. Perché capire il mondo non è un passatempo: è un dovere. Scrivo per onestà intellettuale, per rimettere ordine dove il pensiero si è fatto confuso, omologato, pigro.

Non ho mai accettato verità impacchettate né morali a comando.
Credo nella responsabilità personale, nel dubbio, nella tradizione, nella libertà del pensiero critico.
Non appartengo a nessuno. E non scrivo per piacere: scrivo perché tacere, a volte, è peggio che sbagliare.

Da me troverai solo lavori fatti con le mani e idee scolpite con la testa.

Senza slogan. Senza bandiere. Solo ciò che penso. Solo ciò che faccio.

A settembre 2026 ho fondato il sito Volo Radente (www.voloradente.eu) dove pubblico i miei articoli riprodotti anche su Pensalibero.it

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