
An Essay on Man, composto tra il 1730 e il 1732, rappresenta il poema più ambizioso di Pope e occupa una posizione singolare nella cultura settecentesca. Calorosamente accolta in Francia, imitata da Voltaire e citata da Kant quest’opera, che unisce all’intenzione poetica l’espressione di una filosofia nel segno dell’eclettismo, fece di Pope una celebrità europea. Le quattro epistole in versi (in rima) che la compongono furono pubblicate dall’autore separatamente e poi riunite in un unico volume, e racchiudono lo spirito filosofico del secolo, il “senso comune” di un’epoca: la consapevole accettazione di un ordine universale in cui odio e benevolenza, ferocia e mansuetudine, piacere e dolore trovano un loro senso imperscrutabile e in cui l’uomo – elemento intermedio ma non centrale della Grande Catena dell’Essere – deve deporre la velleitaria pretesa di comprendere il tutto. Questi i quattro temi indagati: Della natura e condizione dell’uomo rispetto all’universo; rispetto a se stesso come individuo; rispetto alla società; rispetto alla felicità.
“Qual è la natura dell’uomo, la sua condizione e relazione nell’universo? È questa la prima domanda che Pope pone affrontando lo studio dell’uomo in astratto, ossia del posto occupato dal genere umano nell’universo” scrive Zanini nel saggio introduttivo.
L’uomo è solo una parte del creato, di un ordine universale che lo trascende, senza privilegi particolari, partecipa del suo meraviglioso insieme, lo può contemplare ma non indagare, in quanto incapace di comprenderne tutte le connessioni. Nell’uomo convivono due principî, la ragione e l’amor proprio, ma la catena dell’essere, di cui egli è solo un anello intermedio, è retta da Dio.
Alexander Pope (1688-1744), raffinato quanto prolifico poeta, intimo amico di lord Bolingbroke, fondatore con Jonathan Swift del celebre Scriblerus Club, è una delle figure letterarie più illustri e contestate del panorama augusteo. Traduttore di Omero, editore di Shakespeare, noto soprattutto quale autore de Il Riccio rapito e della Dunciad.
Adelino Zanini (Legnago, 1954), insegna Filosofia politica presso l’Università Politecnica delle Marche. Tra i suoi numerosi studi: Filosofia economica. Fondamenti economici e categorie politiche (2005; trad. ingl. 2008); L’ordine del discorso economico. Linguaggio delle ricchezze e pratiche di governo in Michel Foucault (2010); Principi e forme delle scienze sociali. Cinque studi su Schumpeter (2013). Per Liberilibri, ha pubblicato Adam Smith. Morale, jurisprudence, economia politica (2014) e ha curato le edizioni di opere di Dugald Stewart (Resoconto della vita e delle opere di Adam Smith, 2001) e Joseph A. Schumpeter (Passato e futuro delle scienze sociali, 2011).
Alexander Pope, Saggio sull’Uomo, Liberilibri 2020 (1994/1997), a cura di Adelino Zanini, collana Oche del Campidoglio, serie “inesauribili”, pagg. XXXVI-130, euro 9.00, ISBN 978-88-98094-66-0
Ufficio stampa Liberilibri
Maria Stefania Gelsomini

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