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Terremoto a Bruxelles: fermata dai magistrati l’ex ministra Mogherini e l’ex ambasciatore Sannino

Un’alba di perquisizioni scuote le istituzioni europee. Al centro dell’inchiesta, sospetti di frode su fondi comunitari per milioni di euro L’Europa si sveglia con un caso che rischia di scuotere le fondamenta della sua credibilità istituzionale. Martedì mattina, mentre Bruxelles si preparava all’ordinaria routine diplomatica, una decina di agenti in borghese ha fatto irruzione negli uffici del Servizio per l’azione esterna dell’Unione europea (SEAE) e nella prestigiosa sede del Collegio d’Europa a Bruges. Tra le persone fermate per interrogatorio figurano nomi di primo piano della diplomazia italiana ed europea: Federica Mogherini, già Alto rappresentante per la politica estera dell’UE e oggi rettrice del Collegio d’Europa, e Stefano Sannino, ex segretario generale del SEAE e attuale direttore generale per il Medio Oriente e Nord Africa della Commissione europea.

di Daniela Piesco | 3 Dicembre 2025

Un’alba di perquisizioni scuote le istituzioni europee. Al centro dell’inchiesta, sospetti di frode su fondi comunitari per milioni di euro

L’Europa si sveglia con un caso che rischia di scuotere le fondamenta della sua credibilità istituzionale. Martedì mattina, mentre Bruxelles si preparava all’ordinaria routine diplomatica, una decina di agenti in borghese ha fatto irruzione negli uffici del Servizio per l’azione esterna dell’Unione europea (SEAE) e nella prestigiosa sede del Collegio d’Europa a Bruges.

Tra le persone fermate per interrogatorio figurano nomi di primo piano della diplomazia italiana ed europea: Federica Mogherini, già Alto rappresentante per la politica estera dell’UE e oggi rettrice del Collegio d’Europa, e Stefano Sannino, ex segretario generale del SEAE e attuale direttore generale per il Medio Oriente e Nord Africa della Commissione europea.

Il nocciolo dell’inchiesta: cronologia di una gara sospetta

Al centro dell’indagine coordinata dalla Procura europea (EPPO) e dall’Ufficio antifrode (OLAF) c’è un presunto meccanismo che avrebbe permesso un uso improprio di fondi comunitari tra il 2021 e il 2022. Gli investigatori stanno verificando irregolarità nell’assegnazione di appalti legati all’Accademia diplomatica europea, un programma di formazione per diplomatici finanziato dal SEAE e ospitato proprio a Bruges.

I numeri che non tornano

La ricostruzione degli inquirenti si concentra su una sequenza temporale che solleva interrogativi pesanti:

2022: Il Collegio d’Europa acquista un edificio a Bruges per 3,2 milioni di euro, destinato a ospitare i partecipanti dell’Accademia diplomatica europea.

Poco dopo: Il SEAE bandisce una gara pubblica per finanziare il programma formativo che si svolgerà proprio in quella struttura.

Esito: La gara viene aggiudicata al Collegio d’Europa per 654.000 euro.

Il sospetto investigativo è chiaro: come poteva il Collegio investire oltre 3 milioni di euro in un immobile specificamente destinato a un programma che non era ancora stato formalmente assegnato? Gli inquirenti ipotizzano che l’istituzione possa aver avuto accesso anticipato a informazioni riservate sulla gara, un vantaggio competitivo illegale che configura potenziali ipotesi di frode negli appalti pubblici, corruzione e conflitto di interessi.

Le posizioni dei protagonisti

Federica Mogherini è diventata rettrice del Collegio d’Europa proprio nel 2020, assumendo quindi la guida dell’istituzione nel periodo cruciale in cui si sono svolti i fatti contestati. La sua precedente posizione di Alto rappresentante dell’UE per la politica estera (2014-2019) le aveva garantito una conoscenza approfondita dei meccanismi decisionali europei e rapporti consolidati con le istituzioni comunitarie.

Stefano Sannino, dal canto suo, era segretario generale del SEAE proprio quando il servizio diplomatico europeo avrebbe dovuto garantire la totale trasparenza della procedura di gara. La sua presenza sia nel ruolo di supervisore istituzionale sia tra i fermati suggerisce che gli investigatori stiano esaminando possibili collegamenti diretti tra chi bandiva la gara e chi l’ha vinta.

L’operazione all’alba e il materiale sequestrato

I testimoni raccontano di un blitz condotto con discrezione ma determinazione. Intorno alle 7:30 del mattino, gli agenti hanno fatto ingresso nella sede del SEAE, sequestrando documenti e materiale informatico. Tre persone sono state fermate per essere interrogate.

Il sequestro di documenti presso due sedi così sensibili – il servizio diplomatico europeo e un’istituzione accademica di prestigio – suggerisce che gli investigatori stiano cercando di ricostruire l’intera catena di comunicazioni e decisioni che ha preceduto l’assegnazione dei fondi. Email, verbali di riunioni, documenti amministrativi: tutto materiale che potrebbe rivelare se esisteva un canale preferenziale di informazioni.

La reazione di Mosca: strumentalizzazione o punto debole?

Non si è fatta attendere la reazione della Russia, che attraverso la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova ha colto l’occasione per attaccare l’Unione europea. Le dichiarazioni all’agenzia Tass sono state taglienti: Bruxelles preferirebbe ignorare i propri problemi di corruzione mentre fa costantemente la predica agli altri.

Zakharova ha inoltre sostenuto che milioni di euro fluirebbero attraverso canali corrotti verso Kiev, un’affermazione che, al di là della strumentalizzazione propagandistica, colpisce nel segno proprio perché l’UE ha costruito parte della sua narrazione sul sostegno all’Ucraina anche sulla superiorità morale rispetto alla corruzione sistemica russa.

Le implicazioni per le istituzioni europee.

Questo scandalo arriva in un momento particolarmente delicato. L’Unione europea si trova a gestire simultaneamente il sostegno all’Ucraina, le tensioni con la Russia, e la necessità di mantenere la credibilità dei propri meccanismi di governance. La scoperta che proprio ai vertici della diplomazia europea potrebbero essersi consumate violazioni dei principi di trasparenza rischia di:

Indebolire la posizione morale dell’UE nelle sue critiche ad altri Paesi

Alimentare il discredito verso le istituzioni comunitarie già presente in diversi Stati membri

Fornire argomenti alla propaganda anti-europea

Le domande ancora aperte

L’inchiesta è nelle sue fasi iniziali ma alcune questioni emergono con forza:

Sul piano procedurale: Chi aveva accesso alle informazioni riservate sulla gara? Esistevano protocolli di sicurezza violati?

Sul piano finanziario: Da dove provengono i 3,2 milioni investiti dal Collegio nell’edificio? L’istituzione aveva certezze informali sull’esito della gara?

Sul piano personale: Quali erano i rapporti professionali tra Mogherini, Sannino e gli altri soggetti coinvolti nella gestione della gara?

La Procura europea mantiene il massimo riserbo, ma fonti vicine all’inchiesta confermano che gli investigatori stanno analizzando migliaia di documenti per ricostruire l’intera filiera decisionale.

Un test di credibilità per l’Europa

Per l’Unione europea, questo scandalo rappresenta un banco di prova fondamentale. Le istituzioni comunitarie hanno costruito la loro legittimità sulla capacità di applicare standard elevati di integrità. Il paradosso è evidente: l’UE dispone di meccanismi sofisticati di controllo antifrode (OLAF) e di una Procura europea indipendente (EPPO), ma questi strumenti stanno ora indagando i vertici delle sue stesse istituzioni diplomatiche.

Nelle prossime settimane, mentre proseguono gli interrogatori e l’analisi del materiale sequestrato, l’Europa dovrà dimostrare che nessuno, indipendentemente dal ruolo ricoperto, può sottrarsi alla giustizia. Solo così potrà trasformare questo momento di crisi in un’occasione per rafforzare i meccanismi di controllo.

Il caso Mogherini-Sannino è appena iniziato, ma ha già la forma di uno spartiacque: o l’Europa dimostra di saper fare giustizia al proprio interno, o la sua credibilità internazionale ne uscirà gravemente compromessa.

Daniela Piesco 

Pubblicato in : Apertura

Info Daniela Piesco

Avvocato, giornalista pubblicista, direttore responsabile del quotidiano online “L’Eco del Sannio” di Benevento, condirettore del giornale internazionale on line “Radici”. Appassionata di cultura, politica e attualità scrive su “L’Eco di Milano e Provincia”, sul “Corriere Nazionale”, sul “Corriere di Puglia e Lucania” e su “Stampa Parlamento”.
“Sono fermamente convinta, prendendo a prestito le parole di Moravia, che quando le informazioni mancano, le voci crescono.”

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