Il 31 ottobre 2008 l’assessore Cioni ricordava che i residenti over 65 anni a Firenze erano già oltre 95.000 e che quasi un terzo viveva in solitudine. “Se a questo si aggiunge il numero elevato di grandi vecchi, ovvero persone over 85 anni, e la diffusione delle malattie invalidanti causate dall’età, come le demenze senili, appare chiaro che nonostante i nostri sforzi non riusciamo e soprattutto non riusciremo nel prossimo futuro a dare una risposta a tutti i bisogni” . E prevedeva un incremento di non autosufficienza conclamata.
Poi, in novembre, si sa come è andata. Ma i’ Cioni oggi ci riprova. A migliorare la qualità della vita dei vecchi fragili. E, in compagnia dell’inquilino inglese, si autodefinisce “Uno che, nonostante tutto, crede che la vita, unica e irripetibile, sia una cosa meravigliosa”.
Da Il Foglio di Annalisa Chirico 13 Maggio 2016.
“Un giorno entrai nella stanza di Domenici, stava facendo un solitario al computer, come al solito. Gli dissi: Leonardo, mi voglio candidare alle primarie per sindaco. Ti faranno a pezzi, tu fai paura, mi rispose lui senza alzare lo sguardo”. Il 18 novembre 2008, un avviso di garanzia gli viene recapitato nell’ambito dell’inchiesta sulla urbanizzazione della piana di Castello. “Il giorno prima avevo festeggiato il mio compleanno. Il giorno dopo fu l’inizio della fine”.
Ma l’epilogo è stata un’assoluzione con formula piena.
Telec@re a Firenze.
Da alcuni comunicati stampa d’epoca del Comune di Firenze si evince che:
“Gli apparecchi, costati oltre 2.400.000 euro, sono ancora accatastati in magazzino e da Montedomini chiedono nuovi fondi per mettere in funzione il servizio, dopo i 2.750.000 euro sprecati”. Nel 2010.
Dagli apparecchi abbandonati in pessime condizioni negli scantinati di Montedomini, ad eccezione di una quarantina realmente utilizzati, agli stessi considerati ormai obsoleti dunque inutilizzabili.
Da una denuncia del 2010 gli utenti dichiarati in 600 erano invece poco meno di 40.
“Uno spreco di denaro pubblico non indifferente di fronte al quale sia Palazzo Vecchio che Montedomini, naturalmente, addossarono le colpe ad una passata gestione evidentemente poco responsabile. L’Assessore alla Sanità istituì una commissione di indagine interna sulla vicenda e la nuova direzione di Montedomini, nel luglio del 2011, garantì che entro un anno le apparecchiature sarebbero state tutte riutilizzate, avendo in programma un nuovo e ben più moderno servizio che le avrebbe finalmente sfruttate e messe al servizio dei cittadini di Firenze”.”Dall’estate del 2011 le apparecchiature sono nel frattempo ‘divenute obsolete’ e che i tanto decantati programmi per il riutilizzo delle stesse, altro non sarebbero stati che ‘programmi di sviluppo del servizio per passare dalla fase di sperimentazione alla sua diffusione sul territorio’, i quali avrebbero comunque avuto ‘risultati non rilevanti”. Tutto questo nel 2013.
Tele@care
La gestione del servizio è iniziata il 1 maggio 2005 con monitoraggio a distanza basato su contatti telefonici a cadenza giornaliera, settimanale o mensile a seconda del grado di autonomia della persona e della richiesta/valutazione fatta dai caregivers.
“Lo strumento telefonico è la base per l’istallazione di un terminale domiciliare munito di un pulsante portatile con il quale l’utente può attivare una chiamata di soccorso in caso di bisogno, senza la necessità di avere a disposizione l’apparecchio telefonico”.
“L’utente di norma mette a disposizione della centrale Operativa una copia delle chiavi della propria abitazione per consentire un accesso rapido anche in caso di impossibilità ad aprire la porta da parte dell’utente stesso. Le chiavi sono custodite di norma da una Associazione di volontariato a scelta dell’utente (Misericordia, Humanitas, etc…) il più possibile vicina al domicilio dell’utente.
In caso di mancata disponibilità a consegnare copia delle chiavi, l’utente dovrà rilasciare apposita liberatoria in proposito; in caso negativo potrà essere rifiutata l’attivazione del servizio.
Oltre al supporto di natura sociale, il Telc@re consente di intervenire tempestivamente in caso di necessità, su richiesta di soccorso dell’utente. La risposta avviene attraverso l’attivazione del 118 che usa il proprio protocollo ordinario di intervento”.
I servizi di Telec@re:”TeleSoccorso”
Risposta immediata alle chiamate di soccorso 24 ore al giorno per 365 giorni anno
Attivazione dei soccorsi (118, VVFF, etc.) ed assistenza/conforto fino all’arrivo degli aiuti mediante conversazione in vivavoce e informazione a parenti/conoscenti
Gestione della cartella clinica per una corretta e completa informazione a chi soccorre l’assistito
Chiamate periodiche di prova di funzionamento del sistema, che consentono anche la contestuale verifica delle condizioni dell’utente
TeleAssistenza
Tutte le funzioni del Telesoccorso
Un contatto programmato con chiamate settimanali di conforto e controllo dello stato dell’assistito
Servizio di agenda per gli appuntamenti periodici.
E’ il livello più alto del servizio che comprende tutte le prestazioni del Telesoccorso e della Teleassistenza con la programmazione di chiamate giornaliere per la verifica delle condizioni dell’assistito”.
Carla Ceretelli

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