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La qualità della vita

di Punto e a Capo | 3 Dicembre 2018

Grande clamore sulla classifica di Firenze nelle qualità della vita in città italiane. Prima grandi urla sulla perdita di 17 posizioni, soddisfazione delle destre e ultradestre fiorentine. Poi viene appurato che c’è un errore, cioè in realtà Firenze è migliorata e non peggiorata.

I soliti sbraitatori seriali non hanno preso bene la rettifica da parte dell’ Università di Roma – La Sapienza, imbarazzante ma esatta.
Passerà alla storia come uno dei pochissimi casi in cui il brillante Nardella, noto gaffeur,  ha fatto fare  una colossale figuraccia ai bufalari, che dovrebbero invece concentrarsi sulle magagne vere, anche per il loro stesso bene. E ce ne sono tante.

Ma la faccenda era davvero “qualche posto più su o più giù” per Firenze? O forse ci dovremmo interessare alla posizione in classifiche mondiali, invece che del piccolo mondo? O su come sta Firenze davvero?
Nelle (autorevoli) classifiche internazionali l’Italia sta piuttosto in basso, e Firenze non brilla.
In sostanza godiamo di un enorme patrimonio culturale, ereditato da secoli passati, con poco merito dei tempi d’oggi, che ci tira su nelle classifiche. Tutta l’Italia, e Firenze ovviamente al top. Senza di esso staremmo ancora più giù, molto.

Tutti gli altri indicatori (che variano in parte a seconda delle rilevazioni) ci vedono arrancare: situazione economica e benessere, sanità, istruzione, vivibilità urbana, criminalità, diritti civili, cultura, habitat, spazi verdi. E traffico, e inquinamento atmosferico. Nelle diverse classifiche, in cui si da peso maggiore o minore a certi fattori, compaiono ai vertici, a volte scambiandosi le prime posizioni di anno in anno, sempre città come Vienna, Zurigo, Copenhagen, Amsterdam, Vancouver, Berlino ecc. Fra le città italiane fa capolino intorno al 50° posto Milano.
Potremmo trarne alcune conclusioni per Firenze, e metterle a frutto per salire di grado: il patrimonio culturale ci avvantaggia molto, ma senza tutto il resto (o di basso livello) risulta poco fruibile soprattutto dalla popolazione residente, diventa un fattore meramente turistico, e se non gestito, addirittura oggetto di consumo per incursioni da saccheggio: la Firenze Disneyland, lo svuotamento abitativo del centro, ne sono sintomi chiarissimi.
Le consuete frasi fatte su “Firenze è unica” o “la città più bella del mondo” suonano vuote e provinciali non solo guardando le classifiche internazionali, ma per l’inerzia di fronte a tutti gli altri parametri, sia quella della politica istituzionale, sia da una parte dell’opinione pubblica.
Le prime, le istituzioni, sono prone, quasi sottomesse, di fronte a corporazioni bottegaie, di osti, albergatori, scarrozzatori di berline, parcheggiatori a partecipazione pubblica ecc. Ad esse, le corporazioni, lo status quo va benissimo, anzi lo vorrebbero un po’ peggiorare, senza turbamenti o progettualità complesse, che potrebbero portare cambiamenti sgraditi per l’unico fattore per essi importante: lo sfruttamento a loro vantaggio dell’enorme afflusso turistico, qui e ora. Svantaggi e oneri possono restare a carico dei fiorentini e delle casse pubbliche.
La seconda, pezzi di opinione pubblica, quando non fa parte delle corporazioni che profittano dello status quo cancrenoso, è rassegnata o silente, o è dedita ad urlare al degrado di cui spesso è parte attiva (es. sosta abusiva, rifiuti abbandonati, invasione della ZTL ecc)

C’è poi un retroterra culturale più vasto, già esaminato, sul rapporto patologico che Firenze, o almeno una sua parte, ha con storia e contemporaneità (vedi).

Siamo senza speranza? Le corporazioni bottegaie sono troppo forti, e lo status quo provinciale inattaccabile, con vasti strati di popolazione aggrappati ad esso per timore che ogni cambiamento non possa che essere che in peggio? Certo la profonda sfiducia verso ogni trasformazione ha solide radici e in un certo senso motivazioni valide. Per anni, decenni, da parte delle istituzioni e dei poteri forti (o anche solo prepotenti) si è blaterato di nuovo, sviluppo, opportunità ecc ammantando parole roboanti con la sempre maggiore commercializzazione della città a vantaggio di pochi e con danno della collettività. Spopolamento del centro, fuga di attività non da spennamento turistico, di residenti dalla città stessa, che in alcuni decenni è passata da quasi mezzo milione di abitanti a 370.000. Restando peraltro destinazione di un pendolarismo motorizzato, con paralisi del traffico in entrata e uscita e assalto notturno delle movide selvagge.

Eppure esiste una consistente parte di opinione pubblica che da questa morsa vuole uscire. Ma ampiamente non rappresentata sul piano politico. Non certo dalle destre dedite al terrore e interessate a non risolvere nessun problema, in modo da mantenere un comodo ruolo di urlatori. Non dalle forze che da decenni governano Firenze, teoricamente di “centro-sinistra”, ma sempre più legate e rappresentative di realtà consociative che negoziano tutto in stanze chiuse. Nonostante alcuni tentativi neanche dalle opposizioni di sinistra, che non sono riuscite a qualificarsi come alternativa credibile, restando vincolate ad una miriade di proteste sparse, talvolta anche divergenti o contraddittorie fra loro.

Chiunque voglia candidarsi a governare Firenze dovrà in primis guadagnarsi la fiducia di quella fetta di opinione pubblica illuminata e non del tutto rassegnata, da cercare, mobilitare, dotare di strumenti di pressione. E mettere al centro dei programmi e dell’agire la qualità della vita, in tutti suoi aspetti e a vasto raggio: cultura, istruzione, sociale e sanità, mobilità, inquinamento e vivibilità urbana, criminalità e convivenza, diritti civili.

E’ ora di mettersi in marcia.

 

Alcune fonti e classifiche internazionali:

Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Indagini_sulla_qualit%C3%A0_di_vita_nelle_citt%C3%A0_mondiali
https://it.wikipedia.org/wiki/Mercer_Quality_of_Living_Survey
World Economic Forum Davos
https://www.money.it/classifica-paesi-qualita-vita-dove-vive-meglio
https://www.investireoggi.it/economia/paesi-migliori-del-mondo-cui-vivere-la-classifica-2018-sulla-qualita-della-vita/

Altre
https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/qualita_della_vita_ecco_le_50_citta_dove_si_vive_meglio1

 

Pubblicato in : Punto e a capoTag: anni, cambiamenti, convivenza, fiorentini, firenze, italia, merito, milano, mondo, nardella, opinione pubblica, persone, qualità della vita, rifiuti, roma, sanità, speranza

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