• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Teatro Verdi, stagione lirica 2015/16: debutta con uno straordinario trionfo la nuova stagione lirica pisana

di Stefano Mecenate | 14 Ottobre 2015

Avevamo appena fatto gli “in bocca al lupo” al direttore artistico per il coraggio di presentare in un momento di spending review “coatta” (90.000 euro in meno decurtati d’emblée non sono certo uno scherzo) una stagione lirica così ricca e variegata con una “appendice” di lirica da Camera se vogliamo ancora più ricca di quella classica, che Marcello Lippi ci ha mostrato di cosa è capace l’esperienza, l’entusiasmo e la determinazione con un Simon Boccanegra che dall’inizio alla fine ha straripato di applausi.

Un’opera “ostica” e decisamente meno conosciuta nella vasta produzione verdiana di cui ricorreva nella serata inaugurale della stagione pisana l’anniversario della nascita; un’opera che risulta davvero complessa nella trama sia nella versione originale del 1857 che nella successiva rivisitazione del 1881 e la cui messa in scena non è certamente agevole.

Eppure, la produzione presentata al Teatro Verdi, frutto della collaborazione tra il teatro pisano con quello di Lucca, Livorno e Rovigo, nella sua essenzialità ha saputo trasfondere quelle emozioni che sia il compositore di Busseto che il librettista, Francesco Maria Piave (nella revisione sarà sostituito da Arrigo Boito) hanno voluto dare a questa storia ambientata nella Genova del XIV secolo.

Una scenografia sobria ma efficace, opera di Emanuele Sinisi, una regia attenta e minuziosa firmata da Lorenzo Maria Mucci, da anni nell’organico del teatro Verdi e all’interno di esso formatosi accanto ai grandi nomi della regia nazionale e internazionale, costumi sobri ma pertinenti realizzati da Massimo Poli, dal 2005 titolare della storia Sartoria Teatrale Fiorentina fondata nel 1860, hanno fatto da cornice ai protagonisti vocali di questa opera che, come scrisse Verdi all’amico Opprandino Arrivabene “è opera triste perché dev’essere triste, ma interessa”.

Incentrato su un tema ricorrente nel teatro verdiano, la crisi di un sistema di potere e di affetti familiari, Simon Boccanegra finisce infatti per capovolgere i convenzionali rapporti di forza tra i personaggi: non solo il protagonista, il corsaro plebeo Simone Bocanegra, è il baritono, ma il suo vero antagonista, l’inesorabile patrizio Jacopo Fieschi, figura di padre-padrone ricorrente nel teatro verdiano, non è il tenore (Gabriele Adorno, giovane patrizio dall’animo ardente ma leale) bensì il basso, mentre la donna contesa, Amelia, non è l’amante bensì la figlia di Simone e la nipote di Fiesco.

Dato forfait per una caduta in prova che gli ha impedito di andare in scena, Stefano Antonucci ha lasciato il posto a Elia Fabbian che ha sostenuto entrambe le recite mostrando, nel ruolo del protagonista Simon Boccanegra, grinta e mestiere sufficiente a farlo trionfare senza discussioni. Una prestazione generosa e matura, una lettura musicale e scenica più che convincente, una padronanza del personaggio che eccelle nei momenti in cui funge da Doge e ha qualche incertezza nel ruolo paterno per la sua “ruvidità” ma sempre convince e conquista, lo hanno gratificato degli applausi incondizionati di un pubblico davvero appassionato.

Altrettanto bella la prova di Roberto Scandiuzzi, a giudizio unanime una delle più belle voci di basso degli ultimi decenni; la sua interpretazione di Jacopo Fiesco è stata decisamente emozionante e autorevole anche nei momenti nei quali la voce ha avuto qualche piccolo problema di intonazione e il pubblico lo ha ripagato, come meritava, con una pioggia di applausi finali, epilogo di quelli già tributategli in scena.

Potente e dal colore molto bello la voce di Leonardo Caimi, Gabriele Adorno, con qualche problema nelle mezze voci che gli è stato più che perdonato dal pubblico che ha avuto per lui durante tutta l’opera un apprezzamento continuo iniziato già nelle frasi fuori scena “cielo di stelle orbato”.

Altrettanto dicasi per la soprano Valeria Sepe, finora prevalentemente apprezzata in ruoli secondari (se si esclude in Napoli Milionaria) ed ora finalmente protagonista. Voce bella, forse non vellutata come magari il personaggio potrebbe richiedere, ma la sua interpretazione più decisa ed essenziale ne ha fatto una personalizzazione più che convincente oltre che piacevolissima. Inutile dire come il pubblico l’abbia accolta e premiata durante e al termine della rappresentazione.

Più debole è apparso Gabriele Ribis, Paolo Albiani: il confronto con gli altri protagonisti, pur in una performance decorosa, non gli è stato favorevole e un personaggio come quello da lui interpretato aveva bisogno forse di una voce più autorevole.

Chiudono il cast il basso Sinan Yan, Pietro, e il tenore Vladimir Reutov, il capitano dei Balestrieri che hanno dato una prova tutto sommato soddisfacente.

La bacchetta del Maestro croato Ivo Lipanovic ha guidato con precisione l’Orchestra della Toscana con una essenzialità che nulla ha tolto alla partitura verdiana se non, forse, qualche nostalgia per direzioni più accorate. Lipanovic ha cercato l’essenza di questa opera valorizzando ogni voce dell’orchestra e seguendo con attenzione ciò che accadeva sul palco così da non lasciare mai soli cantanti e coro; un’operazione utile ed intelligente che ha garantito una omogeneità ed una pastosità dell’assieme certamente apprezzato dal pubblico anche meno esperto.

Prossimo appuntamento al teatro Verdi, Venerdì 16 ottobre con la prima delle Opere da Camera, IL TRIONFO DELL’ONORE di Alessandro Scarlatti, una vera rarità che vedrà la regia di Mario Setti e la direzione del M° Federico Bardazzi a cui farà seguito, Venerdì 6 novembre DON GIOVANNI o sia IL CONVITATO DI PIETRA di Giuseppe Cazzaniga per la prima volta rappresentata a Pisa.

Pubblicato in : MusicaTag: anni, anniversario, crisi, epilogo, euro, fiorentina, genova, livorno, lucca, napoli, personaggi, pisa, toscana

Info Stefano Mecenate

giornalista, critico musicale, editore, regista di opere liriche: ama conoscere e mettersi in gioco, ama le sfide e il lavoro di squadra.
Si occupa di comunicazione e marketing ma preferisce la cultura in tutte le sue espressioni e ad essa dedica tempo ed energie con entusiasmo e convinzione. Ha lavorato per quotidiani nazionali, emittenti radio televisive locali, riviste culturali; ha collaborato e collabora con Istituzioni pubbliche per la progettazione e l’organizzazione di eventi. Legge e ascolta musica non appena ha tempo, si riposa ogni tanto e non fuma.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti