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Taxi (e non solo) e nuovi mercati. Bisogno chiama illegalita’? Agire in tempo

di Vincenzo Donvito | 12 Marzo 2017

La vicenda taxi e’ al tramonto dopo che il governo ha ceduto alla violenza della piazza dei taxisti, promettendo di confermare il loro monopolio del trasporto pubblico privato? (1) Tutt’altro, tranne che nell’illusione della corporazione dei taxisti e dei nostri governanti. Il bello e’ che lo sanno tutti, ma quelli che hanno potere decisionale fra questi tutti, fanno finta di non accorgersene. La domanda di taxi e’ alta, l’offerta non risponde a questa esigenza (essenzialmente per costi e quantita’), ma il servizio ncc (noleggio con conducente a cui si riferiscono normativamente le nuove economie, Uber in primis), continua ad essere relegato nell’angolo del cugino povero di questo tipo di trasporto. In tutto il mondo (in modo spesso controverso e con altrettante problematiche) la questione e’ in ebollizione e nel nostro Paese, invece, di affrontarla, si e’ preferito emarginarla. La vicenda esplodera’, ma al momento si sta verificando un fenomeno atteso e scontato: spazio alla illegalita’ e, soprattutto, beffa ad autorita’ e forze dell’ordine.
E’ di alcuni giorni fa un articolo del quotidiano The New York Times, in cui si rivelava che Uber ha sviluppato -per ora, da quanto si sa, solo in alcuni Stati Usa- una applicazione informatica (app) per individuare i poliziotti che cercano di cogliere in flagrante illecito i loro autisti, e cosi’ scansarli e continuare nell’illegalita’ a fornire il servizio… i clienti non mancano (2). Viene in mente qualcosa a piu’ di qualcuno? A noi viene in mente il mercato delle droghe illegali, ancora largamente non normato e ovunque presente e gestito dalle piccole e grandi malavite, con dispiego di energie e soldi da parte delle autorita’ per cercare di combatterlo, ma con insuccessi dichiarati e tragici ovunque nel mondo. Certo, Uber non ne viene fuori bene, e paragonarlo alle varie malavite delle droghe puo’ essere semplice e conseguenziale, anche se stiamo parlando di prodotti diversi (taxi e droghe illegali), ma ne prendiamo atto. Questo e’ quanto accade quando il mercato domanda (con esigenze percepibili e dimostrabili) e la societa’ legale non e’ in grado di farvi fronte. Non solo -peggio- a questa domanda si oppone il divieto, la sanzione e -cosa ancor di piu’ grave- il privilegio monopolista di alcune categorie di taxisti che riescono ad affermare con la violenza la loro rendita di posizione. Dobbiamo aspettare che Il programma anti poliziotto di Uber, chiamato “Greyball” (palla grigia), arrivi ovunque, Italia compresa? Cosa ci puo’ far pensare che non verra’ utilizzato anche da noi? I fautori del monopolo dei taxisti e legalitari a go-go (cedere alle violenze non e’ il massimo di rapporti legalitari) sicuramente sosterranno che non si puo’ cedere perche’ l’illegale si e’ meglio armato contro l’autorita’. E’ vero, ma i principi non sono roba astratta e avulsa dalla realta’, e ci sono due aspetti che i decisori dovono prendere in considerazione:
– prevenire e’ meglio che combattere. Nel nostro caso e’ prevedibile l’arrivo di questa app anche qui, e un largo uso -illegale- da parte di chi ha comunque un’alta domanda per il proprio servizio;
– le cosiddette nuove economie non sono un’astrazione di qualche fanatico dell’informatica, ma una realta’, a cui le autorita’, per evitare che l’economia vinca sulla politica (e sulla legalita’, come risvolto e ritorsione), il metodo e’ affrontare il problema e trovare una soluzione che armonizzi domanda e offerta di mercato (la convivenza dei taxisti di oggi con i vari Uber non e’ impossibile a parita’ di diritti e possibilita’ per tutti). Se questo non avviene, l’economia con le sue regole spesso scombinate (il profitto, i bisogni e le necessita’ fanno fare questo e anche peggio), avra’ il sopravvento: vincera’ il piu’ forte, a qualunque prezzo; e viste le premesse sembra che sia un prezzo molto caro per tutta la comunita’ democratica e civile.

1 – vedi i seguenti comunicati:
* http://www.aduc.it/comunicato/sciopero+taxi+caos+violenze+colpa+legislatore+che_25642.php
* http://www.aduc.it/comunicato/tassisti+ambulanti+spunti+lezione+educazione+civica_25649.php
2 – http://www.aduc.it/articolo/uber+ha+sviluppato+app+scansare+forze+dell+ordine_25702.php

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, convivenza, costi, governo, italia, mercati, mercato, mondo, new york times, sciopero, soldi, soluzione, usa

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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