Parlando a Torino il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, ha lanciato un sasso nello stagno della politica italiana. Un’analisi fredda della situazione economica del paese. Su tutte due indicazioni: rivedere il livello della tassazione, giudicato troppo alto, e avviare la fase delle riforme di struttura, in primis quella della previdenza. Questo nel merito. Non meno significativo il richiamo al metodo. Per Draghi bisogna avere il coraggio che ebbe Craxi quando negli anni ’80 tagliò la scala mobile. Centro destra e centro sinistra, come al solito, hanno letto nelle affermazioni del Governatore una sostanziale conferma delle proprie posizioni. Da questo punto di vista niente di nuovo, è quasi normale che le forze politiche cerchino, sempre e comunque, di tirare l’acqua al proprio mulino. In realtà Draghi si è mosso con grande abilità fra le tesi dei due poli. Si pronuncia contro le tasse, tesi cara al centro destra, ma poi dice che vanno ridotte in prospettiva e utilizzando i proventi della lotta all’evasione fiscale, come detto più volte dal governo, si richiama a Craxi per la riforma strutturale delle pensioni ma mitiga subito il concetto riferendosi al modello di concertazione instaurato da Ciampi nel 1992-93. Insomma un discorso che tiene conto della realtà delle cose e che punta a non offrire sponde a nessuno. Resta però il peso delle affermazioni fatte. Il minimo comune dell’intervento è in una visione laica dei problemi del Paese, un’impostazione molto attenta agli interessi generali che vengono privilegiati sulle posizioni, anche forti, di singole categorie o di parti, pure importanti, della società. Se, nell’intervento del governatore, vogliamo vedere una qualche impostazione ideologica è proprio qui. Nella sferzata alla classe politica, ai suoi tatticismi, alle sue incertezze, alla sua sostanziale mancanza di coraggio. Draghi guarda ad un ceto politico che non c’è più e che in passato, quando c’è stato, è stato in netta minoranza. E’ quel mondo laico, liberale e concretamente socialista riformista che esiste solo nominalmente, a livello politico ufficiale, ma che invece è vivo e presente a livello di opinione pubblica. Fatti i debiti paragoni Draghi guarda a quel mondo a cui guardiamo anche noi. Lo prendiamo come un auspicio e un incoraggiamento ad andare avanti.
Tasse e pensioni: le priorità di Draghi un appello alla ragione e alla concretezza
Bisogna avere il coraggio che ebbe Craxi quando negli anni ’80 tagliò la scala mobile. Il Governatore si ispira ai grandi laici e riformisti che furono sempre attenti all’interesse generale piuttosto che alle categorie e alle lobbies.

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