
Taiwan è accerchiata dalla Cina con una manovra di navi e aerei. Sono 27 gli aerei e 13 le navi da guerra cinesi rilevati intorno a Taiwan fino alle 6 locali (24 in Italia).
Lo ha riferito il ministero della Difesa dell’isola, all’indomani del record di 20 navi segnalate, parte delle più grandi manovre di sempre della Marina di Pechino nel Pacifico occidentale. Dal 2022 la pressione militare della Cina su Taiwan è sempre più frequente innalzando preoccupanti tensioni.
Il l. Le attività militari della Cina sono state registrate dopo che un cacciatorpediniere statunitense e una fregata canadese sono transitati nello stretto di Taiwan, nel fine settimana.
Il ministro della Difesa di Taiwan, in un comunicato ha dichiarato: “L’esercito sta monitorando attentamente la situazione e ha dato in carico ad aerei, navi della marina e sistemi missilistici terrestri di rispondere”. In un comunicato si precisa che 13 velivoli (dei 39 identificati) sono stati avvistati nelle prime ore di oggi mentre ben 22 aerei hanno già attraversato la linea mediana sullo stretto che divide Taiwan dalla Cina. La portaerei cinese Shandong, ha reso noto il ministero, si trova a circa 60 miglia a sudest di Eluanbi, la punta estrema meridionale dell’isola. Pechino aveva dichiarato sabato che le sue truppe erano “in costante stato di allerta” dopo che le due navi, quella americana e canadese, avevano attraversato lo stretto di Taiwan.
Finora questo mese, ricorda il Taiwan News, Pechino ha inviato 55 aerei militari e 42 navi da guerra intorno all’isola. Da settembre 2020, la Cina ha aumentato l’uso delle tattiche della zona grigia e il numero di aerei e navi militari che operano intorno a Taiwan.
Le manovre sono iniziate immediatamente dopo il G20 che ha visto la Cina messa all’angolino,
Nel frattempo, il cardinale Zuppi, inviato speciale del Papa per l’Ucraina, incontrerà in Cina Li Hui, rappresentante speciale del governo cinese per gli affari eurasiatici. Lo ha affermato durante il briefing quotidiano Mao Ning, portavoce del ministero degli Esteri di Pechino. Mao Ning ha detto: “Sulla questione ucraina, la Cina è sempre impegnata a promuovere la pace e i colloqui, e siamo disposti a collaborare con tutte le parti per continuare a svolgere un ruolo costruttivo nel promuovere la de-escalation”.
Ma questo non vuol dire che non sono interessati a Taiwan, anzi, sembrerebbe, come già sostenuto in passato dalle pagine di questo giornale, che la Cina per mediare sulla pacificazione della guerra in Ucraina vorrebbe in contropartita il via libera per annettere Taiwan.
Salvatore Rondello
(da “Avanti Online”)

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