
La Commissione europea ha invitato l’Italia a rivedere e integrare il piano strategico nazionale di programmazione della politica agricola comunitaria (Pac) 2023-2027 alla luce dei nuovi scenari posti dal conflitto russo-ucraino e rafforzando l’allineamento con gli obiettivi del Green deal europeo volti a contrastare la crisi climatica e della biodiversità.
Il 19 Aprile i rappresentanti delle associazioni di categoria e sindacali, di regioni ed enti locali e lo staff del Mipaaf sono stati convocati al Ministro dell’Agricoltura. All’ordine del giorno c’è la risposta da dare alle 244 osservazioni critiche fatte dalla commissione europea al documento presentato dall’Italia.
Sul tema è intervenuto Francesco Tagliente, già questore di Firenze e Roma e prefetto di Pisa, promotore di un nuovo diverso rapporto di intesa con la società civile e politiche gestionali, precursore della politica del contenimento dei consumi energetici e in prima linea contro gli sprechi di risorse energetiche.
Da Questore di Firenze ha avviato un vasto e diversificato piano di razionalizzazione e riqualificazione degli spazi in uso alle strutture della Polizia di Stato, quali la riqualificazione architettonica e strutturale degli immobili, compreso l’adeguamento degli impianti di illuminazione mediante la realizzazione di un sistema che ha consentito un risparmio energetico calcolato intorno a 30.000 euro annui.
Nella successiva esperienza come Questore di Roma, nel 2010, ha replicato le iniziative promosse a Firenze e, grazie al supporto gratuito di una nota società nazionale di telecomunicazioni, è stato attuato, presso l’immobile sede della Questura un sistema c.d. di Smart Building, che consiste nell’installazione di meccanismi di regolazione e controllo delle fonti luminose (quali sensori di presenza, temporizzatori ecc). Il risultato è stato stimato in un abbattimento del 40% dei costi per l’energia elettrica, con picchi del 50% rispetto ai consumi ordinari.
A Pisa, culla del sapere accademico e della ricerca scientifica, nel 2012 ha proseguito nella concreta attuazione di quella politica gestionale avviata a Firenze e a Roma, promuovendo l’incontro tra il mondo del fare, rappresentato dalla Prefettura, e il mondo della ricerca e del sapere, rappresentato dall’Università. La proficua collaborazione instaurata con la Facoltà di Ingegneria, si è concretizzata in una prima attività di rilevazione dei consumi energetici del palazzo storico che ospita la Prefettura di Pisa e nel successivo approfondimento tecnico-scientifico delle informazioni acquisite, il cui risultato è rappresentato dal complesso studio di diagnosi energetica e dalla valutazione tecnico-economica degli interventi di contenimento dei consumi oggetto anche di una Tesi di Laurea che ha visto lo stesso Tagliente come Relatore
Premettendo che “qualsiasi atteggiamento orientato all’applicazione rigida dei principi derivati da una dottrina ideologica può rappresentare un problema”.
Inutile girarci intorno sostiene il Prefetto.
“I drammatici scenari di guerra in corso ai confini dell’Europa, impongono una rivisitazione dei vincoli paesaggistici e ambientali superando le prese di posizione ideologiche di alcuni “integralisti” che fanno male al sistema paese e allo stesso ambiente.
La crisi energetica e la guerra in Ucraina hanno fatto saltare ogni previsione. Gli scenari sono cambiati completamente tanto da rendere urgente cercare ogni possibile percorso che porti verso l’autosufficienza energetica e alimentare.
Bisogna rinviare i progetti di trasformare alcuni terreni produttivi del nostro territorio in un’area boschiva improduttiva. Penso – dice Tagliente -al progetto per una forte riduzione dei campi coltivati.
Con la recente riformulazione degli artt. 9 e 41 della costituzionale, approvati prima della guerra disumana in corso, la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi ha acquisito un valore primario costituzionalmente protetto, ma – viene precisato – “nell’interesse delle future generazioni.” Ma è proprio alle future generazioni che Tagliente pensa quando si parla di emergenza energetica e alimentare.
Occorre “ridurre i vincoli per il fotovoltaico e le rinnovabili soprattutto se gli impianti sono realizzati nelle zone industriali delle città dove oggettivamente non si vedono i motivi di una tutela paesaggistica stringente”.
Infine, per far fronte alla mancanza di cereali causata dal conflitto in Ucraina – dice ancora Tagliente- “servono deroghe ad alcuni vincoli forestali non necessari. Lì dove non ci sono foreste o boschi e i terreni sono coltivabili i vincoli andrebbero sostituiti con incentivi per produzione di cereali”. “C’è bisogno di un ambientalismo pragmatico, non burocratico.” Ha concluso Tagliente.
La riflessione del Prefetto postata su FB ha suscitato migliaia di visualizzazioni,condivisioni e commenti.
“ I vincoli salvano l’ambiente se sono appropriati ed intelligenti” scrive Martino Giacovelli. “ Se sono indiscriminati e non giustificati fanno tanto danno e, purtroppo, se ne prende atto solo quando é troppo tardi ed hanno fatto danni irreparabili.
E’ quanto si é già verificato e ancora si sta continuando a verificare con i vincoli disseminati a macchia di leopardo dalla Regione Puglia.
Detti vincoli sono stati criticati sin dal 2006 per il Parco Terra delle Gravine ( rimasto privo delle dovute norme d’attuazione) e sin dal 2013 per quelli del caotico Piano Paesaggistico, come di recente sta avvenendo per il quelli del Parco Mar Piccolo e che hanno bloccato tutte le bonifiche in atto.
Se non intervengono la Unione Europea e lo Stato Italiano con norme sovraordinate a quelle regionali, non ci sarà alcun rimedio in tempi utili, perdendosi definitivamente l’occasione dei contributi del PNRR per lo sviluppo di Taranto..
Carla Ceretelli

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