Mentre in tutta Europa si cerca di tagliare le spese, a partire dal basso, cioè prima di tutto riducendo quello che viene erogato ai cittadini, poi tagliando le spese degli enti locali o eliminandone qualche livello, nessuno si pone il problema più grosso, quello di partire dall’alto. Quanto costano i 27 stati nazionali che stiamo scoprendo ora non hanno dei poteri reali, se non quello di obbedire ai burocrati finanziari europei, i quali a loro volta non sono sottoposti a un controllo democratico ma solo alla cooptazione e agli ordini di 3 stati su 27?
I costi delle strutture statali, spesso inutili se chi comanda sta in Europa e chi esegue negli enti locali, e comunque sempre ritardatrici, servono di fatto a mantenere bene una enorme casta politica , burocratica, militare e giudiziaria. Quante delle funzioni degli stati nazionali potrebbero essere gestite con spese enormemente minori a livello europeo? O. meglio, quali delle funzioni degli stati non possono essere trasferite a livello europeo?
Cominciamo dai 27 eserciti, coi loro comandi ipertrofici, ma anche con le politiche degli armamenti non coordinate, che hanno portato Francia e Inghilterra a coprirsi di ridicolo in Libia, esaurendo le scorte di munizioni in 3 settimane e scoprendo che non erano intercambiabili tra di loro. Quanti generali e ammiragli han lavorato per 50 anni per arrivare a questo splendido risultato? Quanti ministri e parlamentari non han fatto domande o non si sono accorti di niente?
Facendo un esame accurato credo che si scoprirà che sono molto poche le funzioni statali che non funzionerebbero meglio e a un minor costo se centralizzate a livello europeo. Anche quella più delicata, la giustizia, che all’Italia procura frequenti condanne europee per il cattivo e lento funzionamento, ma che in Italia non è riformabile per le resistenze corporative che in sede europea avrebbero minor peso.
Anche la politica estera, o si fa nell’interesse globale dell’Europa o si fa nell’interesse dei singoli stati: la struttura di cui si è dotata giustamente l’Europa o è inutile o deve essere l’unica, e controllata dal parlamento europeo, pena il ridicolo per gli stati europei nel resto del mondo.
Invece, le centinaia di direttori generali delle burocrazie degli staterelli europei stanno proponendo di tagliare i contributi al funzionamento dell’Europa, che di suo non ha il coraggio politico di istituire la tassa sulle transazioni finanziarie.
E’ vero, ci sono resistenze nazionali che hanno portato diversi stati a non approvare la costituzione europea. Ma ci sono anche forti tendenze al decentramento regionale, dalla Scozia alla Catalogna. Un ‘Europa delle regioni senza gli stati a fare da inutile filtro sarebbe più efficace? certo, costerebbe molto di meno. E, ovviamente, non potrebbe essere fatta di microregioni, ma in compenso potrebbero esserci macro regioni plurinazionali.E vuoi mettere la soddisfazione popolare per gli arroganti direttori generali dei ministeri messi a cassa integrazione?….Insieme ai nostri politici provinciali e furbastri, abilissimi a difendere il loro spazio, potere e privilegi nello stato italiano, ma incapaci a manovrare, anche per ragioni linguistiche, a livello europeo. Dove, tanto per restare alla nostra cronaca, non sarebbe tanto facile usare gli aerei di stato per portare a spasso le prostitute di un primo ministro o i branzini di un generale…
Può sembrare un discorso di fantascienza, ma siamo nel secolo veloce, per tutto il mondo fuorchè per la lentissima e sempre impacciata Europa. Che non si è ancora accorta che la Turchia, che i tedeschi han voluto tener fuori sta diventando una potenza dei BRICS, e se fosse nella UE il suo tasso di crescita basterebbe a portare su quello generale…
Claudio Bellavita

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