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Tagli da un miliardo per Province e Città metropolitane. La rivolta dei presidenti e dei sindaci contro la legge “ad minchiam”.

di Cesare Mannucci | 1 Febbraio 2015

Ora si fanno i conti con i numeri di bilancio che non tornano e che fanno infuriare sindaci metropolitani e
presidenti neo-eletti.

abolizioneprovinceRivedere e differenziare il taglio per un miliardo tra  Città metropolitane e Province di secondo grado; fare chiarezza su funzioni e risorse che saranno delegate dalle Regioni alle Città; definire nel più breve tempo possibile il percorso di riallocazione del personale eccedente previsto dalla Legge Delrio (50% in meno per le Province e 30% in meno per le Città metropolitane);  risolvere la questione legata alle sanzioni per quegli enti che hanno sforato il Patto di stabilità. Fatta la legge “ad minchiam” come avrebbe detto il compianto professor Franco Scoglio, l’indimenticato mister del Genoa, del Bologna, del Torino e del Napoli si cerca dunque di correre ai ripari.  Per anni inascoltati su queste colonne circa la frettolosità e la raffazonatura della scellerata proposta di legge diventata poi inesorabilmente attuativa ora si fanno i conti con i numeri di bilancio che non tornano e che fanno infuriare sindaci metropolitani e presidenti neo-eletti dai consiglieri comunali e non dai cittadini.  Quelli elencati in apertura sono infatti i temi principali discussi in settimana dal coordinamento dei sindaci delle Città metropolitane dell’Associazione nazionale comuni italiani riunitosi a Roma.
Quattro punti che l’Anci, guidata dal presidente Piero Fassino e dal coordinatore Città metropolitane e sindaco di Firenze Dario Nardella, ha portato poi all’attenzione del governo durante la riunione dell’Osservatorio governo-enti locali-sindacati sull’attuazione della Delrio.
“Sul taglio da un miliardo – ha detto Nardella nel corso della riunione del Coordinamento – non è prevista una differenziazione tra Città metropolitane e Province. Come Anci abbiamo proposto una rimodulazione che riteniamo debba andare verso un 20% a carico delle Città metropolitane e il restante 80% sulle Province e questo per un motivo molto semplice: la Delrio prevede da un lato un’espansione delle funzioni per le Città, dall’altro una contrazione delle stesse per le Province. E’ chiaro che a maggiori funzioni debbano corrispondere più risorse e quindi anche minori tagli”.
Sulle funzioni, il coordinatore Anci ha dapprima sottolineato come le Regioni stiano procedendo “autonomamente e questo anche per via dell’accordo quadro, troppo generico, sancito in sede di Conferenza Unificata. In questi anni – ha perciò aggiunto -, molte Regioni hanno trasferito risorse non sufficienti ad assolvere specifiche funzioni delegate, contando sull’intervento delle Province laddove c’era un ammanco di risorse. Le Città metropolitane non possono accettare questo stato di cose perché, ad oggi, non possiedono risorse da aggiungere”.
E se sul personale l’auspicio è che “si proceda in fretta alla mappatura per riallocare il personale eccedente”, sulle sanzioni a carico degli enti che hanno sforato il Patto di stabilità la richiesta è perentoria: “C’è tutta una serie di Province – ha rimarcato Nardella – che in base ai dettami della spending review ha sforato patto. E’ un problema che si va ad inserire in una situazione di bilanci già fortemente in difficoltà. Per questo chiediamo al governo di discutere al più presto il tema delle sanzioni, che noi riteniamo debba risolversi in un azzeramento delle stesse”.
Alla riunione poi  ha partecipato anche il presidente del Consiglio Nazionale Anci Enzo Bianco, in qualità di sindaco di Catania, città ancora “nel limbo” per via della mancata attuazione della Delrio da parte della Regione Sicilia. “Questa inadempienza è francamente inaccettabile – ha detto Bianco – e come Anci dobbiamo chiedere con forza al governo di sollecitare tutti quei casi in cui persiste una mancata attuazione delle legge. Inoltre – ha aggiunto e concluso il presidente del Consiglio Nazionale – il governo deve essere meno timido sulle Città metropolitane, dicendo con chiarezza che sono altra cosa rispetto alle Province e su di esse si punta per il rilancio e lo sviluppo futuro del Paese”.

Pubblicato in : Editoriale, La parola al Sindaco

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

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