Credevo che la massima aspirazione dei politici fosse “amministrare” o “governare” i comuni, le regioni, lo Stato. E anche per questo mi piaceva tanto la democrazia. Chissenefrega se al potere ci vanno geni o sprovveduti, fulmini di guerra o signori tentenna. Ci sarà sempre qualcuno a mettere loro il fuoco al fondoschiena. E, comunque, al prossimo giro si cambia. Ma ecco che, dal fortilizio della Padania, il capitano di ventura Matteo Salvini lancia il suo proclama da brividi: l’ordine di muovere le truppe per “conquistare” la Toscana. Non “amministrare” o “governare”. Esagerazione? Esuberanza giovanile? Sovrappiù di mojto? Piacerebbe crederlo. Spunta, invece l’investitura del comandante in capo dell’operazione. E’ Susanna Ceccardi, eroina delle truppe leghiste, sorta di Pulzella d’Orleans all’incontrario. Alle spalle una discreta notorietà, qualche anno passato tra le beghe di Cascina e i banchi dorati di Strasburgo. Ma spuntata dal nulla. Qualcuno sa in quale assemblea del glorioso Granducato di Toscana sia stata investita dell’arduo compito di contendere lembo dopo lembo il territorio etrusco agli altri contendenti? Gli alleati della Lega, forzisti e fratelli italiani, ne sapevano qualcosa? Avevano inviato messaggeri a Salvini per designare colei che il Capitano predilige perché tanto assomiglia a lui per il parlare elegante e misurato? Niente affatto. Del resto, ogni conquista ha un suo inizio. E, intanto, Salvini ha fatto prigionieri i suoi e pure gli alleati. Soprattutto li ha resi silenziosi, dato che nessuno ha avuto la ventura di ascoltare un motto, un lamento o grida di gioia sulla nomina della “conquistadora” da qualsivoglia esponente del centrodestra toscano. E tanto meno sul come e il perchè questa terra diventerà felice dopo la conquista. Guerra lampo o guerra di posizione? Per ora sembra piuttosto una guerra silenziosa.
Tuttocchiali

“Conquistare” non vuol dire sopraffare o costringere. L’Italia è una repubblica democratica, quindi chi siede in parlamento, sia a destra che a sinistra, è un democratico: cioè un individuo capace di ascoltare e rispettare chi non la pensa come lui e siede su l’altro lato.