Riflettiamo su quel che scrivono e dicono i giornali e i politici occidentali sul problema dell’immigrazione, inducendo di fatto gli elettori a votare per i Le Pen e i Bossi di tutto il mondo: rispecchiano tutti il fastidio di doversi occupare di un problema sgradevole. Nessuno che ragioni in base alla storia del mondo, che ci insegna che, da sempre , quelli che hanno il coraggio di emigrare sono i più intraprendenti, coraggiosi, sani e intelligenti. E hanno risparmiato i soldi per tentare l’avventura incerta e pericolosa.
Di sicuro la loro partenza impoverisce i paesi di origine (basta guardare al ceto, politico e non solo, del nostro Mezzogiorno, da dove da 130 anni almeno non si fa che emigrare) e arricchisce i paesi dove arrivano: gli USA sono un paese di soli immigrati, l’ Australia che non li accetta passa da una crisi economica all’altra, incapace di sfruttare le immense risorse di cui è dotata. Ma anche in Europa abbiamo l’esempio della Spagna che cacciando ebrei e moriscos è rimasta senza risorse umane per gestire l’immenso impero; degli ugonotti francesi, che cacciati dall’ultra cattolico Luigi XIV, hanno arricchito Olanda, Inghilterra e Svizzera. E, attraverso l’Olanda, il Sudafrica, dove sono arrivati molti dei nostri valdesi. E oggi abbiamo l’esempio della locomotiva tedesca, spinta dagli immigrati turchi, italiani, portoghesi e dall’integrazione dei tedeschi dell’Est.
Possibile che dei nostri politici e giornalisti nessuno riesca a sollevarsi dalla pochezza accattona di Alfano? E che il nostro paese si distingua in questo campo solo per le piccole ruberie dei soliti furbetti sulla gestione dell’accoglienza?

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