Prendo spunto da un appassionato commento di Gabriele Ariola, all’articolo con il quale ho cercato di avviare un dibattito in vista dell’assemblea di Firenze, per precisare meglio un punto. Riguarda il tema delle eventuali alleanze che una forza laica, liberale e socialista deve stringere.
Al riguardo, avevo espresso l’opinione – detta in parole povere- che dobbiamo prima pensare a noi stessi, cioè alla nostra identità, alle nostre proposte. E solo dopo decidere sulle alleanze, scegliendo quella “che ci darà maggiori garanzie di non dover snaturare la nostra identità”.
Secondo Ariola, questa posizione coincide con “la vecchia teoria,alquanto qualunquistica,andreottiana dei due forni”. “Il socialismo – dice Ariola- è la sinistra.Ne ha la primogenitura. Un polo nuovo per una sinistra diversa,laica,liberale,autenticamente riformista,alternativa al cattocomunismo imperante nell’Unione,questa è la vera sfida da vincere.”
Poiché io, invece, mi trovo d’accordo con queste affermazioni, è probabile che non mi sia ben spiegato.
Infatti sul dover stare “a sinistra” dei socialisti non ho il minimo dubbio, ragionando secondo categorie da aggiornare ma tuttora non prive di fondamento.
Ma nessuno riuscirà mai a convincermi che la sinistra coincide sempre e comunque con il luogo ove si trovano, ieri i comunisti, oggi i post comunisti: magari alleati con post democristiani, poteri economici, editori ispirati dai propri interessi e non dal sacro principio di indipendenza della stampa.
Poichè sono convinto che la vera sinistra non può separarsi mai dai principi della democrazia e del liberalesimo coltivo un sogno: che laici, liberali e socialisti si sentano così forti o orgogliosi da convincersi che sinistra (intesa come progresso nel campo sociale e dei diritti civili) è esattamente là dove si trovano loro.
Viste le cose così, potremo smettere di dilaniarci sull’eterno tema delle alleanze e ricondurre la discussione sui binari dell’attualità delle nostre proposte.
Del resto, siamo certi che andremo a votare con questa stessa legge elettorale e che gli schieramenti saranno identici a quelli attuali?
All’assemblea di Firenze ci sarà modo di approfondire questi ed altri temi. Ma mi premeva precisare meglio il mio pensiero, come contributo ulteriore alla discussione: interessante e necessaria.
Nicola Cariglia
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Amati socialisti, per favore definite prima di ogni altra cosa un punto di partenza: la storia: fasci siciliani, congresso di genova, Livorno 1921,Rosselli e, attraverso Nenni, giungete a craxi. Lì il meglio socialismo s’è fermato. Il resto e squallore, egoismo,apparanza e volgarità…
Il PSI è la storia d’Italia. Non buttatela nel fango. Riacquistare i valori cominciando dalla dignità del soggetto, dalla sua libertà di pensiero, da tutto ciò che l’ideale socialista racchiude nelle sue battaglie.
A volte esigenze di brevità mi costringono a non essere sufficientemente chiaro.
Se la strategia è quella di scomporre le attuali aggregazioni elettorali,concordo pienamente.
Questo,però,mi sembra rafforzare il mio precedente ragionamento.
Innanzitutto, grazie per l’attenzione e la cortese risposta.
Nel merito:difatti io,come da te correttamente riportato,ritengo che la sfida da vincere sia quella di un polo laico,liberale e socialista fortemente competitivo,ed anche antagonista,a questa sinistra.
Ma chiaramente alternativo alla Casa delle Libertà.
Questo è il punto essenziale.