“Al contadino- recita il proverbio- non far sapere quanto è buono il cacio con le pere”.
Il presidente del consiglio Prodi – non a caso raffigurato sempre nelle vesti di un parroco di campagna- tiene di sicuro in grandissimo conto le massime espresse dalla saggezza popolare.
Di più: la sua massima cura è quella di apparire astuto, capace di disinnescare ogni trappola sul suo cammino e di confezionarne di micidiali lungo il percorso di avversari e “amici” alleati.
Questa sua caratteristica abbiamo spesso criticato perché lo rende prigioniero della mediocrità, per niente aurea quando si tratta di politica. Nella quale le figure dei furbi tutti intenti a costruirsi carriere e posizioni di potere ammiccando, affumicando, vanadicendo, abbondano a tal punto che non c’è affatto bisogno di andarle a far crescere.
Prodi, che avrebbe la stoffa per non appartenere a questa categoria, ci è ricaduto.
Ha messo in piedi un esecutivo che è un’autentica torre di Babele pur di non ammettere che l’esito del voto non era tale da consentire il governo di una sola parte. Dopo che le improvvide esternazioni a raffica dei suoi ministri avevano confermato questa semplice verità e provocato danni non indifferenti come il calo in borsa di qualche titolo, ha pensato bene di fare ricorso alla sua collaudata furbizia, richiamando tutti al silenzio. E, per dare l’esempio si è negato a Porta a Porta.
Tutto ciò, tradotto, significa due cose. Primo, Prodi parlerà “per atti di governo”, cioè non accetterà sedi nelle quali siano ammessi contraddittorio o domande imbarazzanti dei giornalisti. La posizione di presidente del consiglio gli darà occasioni mediatiche a piacimento, e sarebbe da sciocchi correre rischi.
Secondo: i contrasti e le posizioni divergenti all’interno della maggioranza ci sono ma – secondo Prodi- devono essere occultate.
Un vero statista avrebbe imboccato un’altra strada: Avrebbe cercato di imporre una sintesi con scelte chiare nell’interesse del Paese. E invece il professore preferisce ancora una volta volare basso: vivacchiare per durare. Ed avrà bisogno per il successo di questa sua scelta, che la stampa amica si adegui.
Cioè, che sulle vicende della politica nazionale sia messa la sordina. Scommettiamo?
All’elettore non far sapere…
Prodi parlerà “per atti di governo”, cioè non accetterà sedi nelle quali siano ammessi contraddittorio o domande imbarazzanti dei giornalisti. Ed avrà bisogno per il successo di questa sua scelta, che la stampa amica si adegui. Cioè, che sulle vicende della politica nazionale sia messa la sordina. Scommettiamo?

Scommettiamo che se il risultato della tornata elettorale amministrativa dovesse dare un buon risultato per il centro destra(sia in termini numerici che di amministrazioni vinte), Prodi, che è uomo provata serietà, fatto qualche ritocco alla legge finanziaria, si dimetterà e si andrà alle lelzioni nel prossimo autunno?
Possibile l’intenzione. Impossibile la sua realizzazione. Per fortuna.