Ormai tutti, purtroppo, lo conoscono. Ma non da tutti viene interpretato alla stessa stregua.
Sembra di essere ritornati alle diatribe sivax novax.
“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni”.
Perfino la chiesa si è divisa. Il Papa predica la pace, ripudiando le armi. Mentre altri alti prelati, come il Segretario di stato vaticano esordisce: “II diritto a difendersi prevede il ricorso alle armi”. Se lo dice lui. Anche se in seguito Francesco lo avrebbe smentito.
Ma il nostro Paese che cosa deve fare.
E su questo quesito mi sono incagliata. Nella mia incompetenza di strategia bellica. Ho chiesto, ho letto, ho scritto per cercare una risposta. Mantenendo la mia opinione. No alla guerra no alle armi. Uso e abuso. Ma ovviamente mi rendo conto che è troppo facile e utopistico pensarlo e affermarlo. Non sta certo a noi decidere. Infatti il Parlamento e il Governo hanno già deciso.
Ci viene richiesto esplicitamente aiuto e protezione , o addirittura di combattere al fianco di chi è stato aggredito che, addirittura, ci bacchetta perché abbiamo qualche attimo di riflessione. “Agite in fretta!” Grida angosciato mentre stiamo cercando di capire qual è la soluzione più giusta efficace e conveniente. Per tutti ma specie per chi sta scappando dalla guerra. Davvero è meglio armare questo popolo perché si possa difendere o questa azione, come sostiene qualcuno, serve solo a buttare benzina sul fuoco e inasprire arrogante dittatore? Il popolo chiede la pace e non e le armi. Vorrebbe ovviamente la fine di questo incubo.
Ormai il conflitto è avanti e non è finito in un pugno di giorni come, forse, l’aggressore, sperava.
Proprio leggendo ascoltando e crcando di comprendere vari pareri, mi è venuta l’idea di mettere semplicemente un post su FB, consapevole che è un social sul quale chiunque può dire la sua. Così è stato.
Tanti commenti , alcuni strampalati altri razionali ma nessuno con una risposta ben strutturata. E soprattutto con una interpretazione oggettiva della costituzione.
Ma, in merito al post in cui chiedo, citando l’art 11 della costituzione, a chi ne sa più di me, come può/deve comportarsi l’Italia in questo tragico conflitto nel quale senza alcun dubbio esiste un aggressore e un aggredito, un utile e autorevole chiarimento mi viene proposto dall’on. Carlo Giovanardi. Precisazione equilibrata e organica al suddetto articolo 11.
“Cara Carla,
non c’ e ‘ dubbio che la norma costituzionale fissa un principio fondamentale : le controversie internazionali non possono essere risolte con la guerra.
Ma la Costituzione aggiunge che la difesa della Patria e’ sacro dovere del cittadino.
Difesa anche armata naturalmente, e con gli alleati della Nato se l’ Italia venisse aggredita e viceversa.
L’ Ucraina non fa parte della Nato e non possiamo intervenire: ma fornire armi agli aggrediti per difendersi e’ proprio il minimo sindacale per difendere anche in futuro la nostra Patria da avventure come quella che stanno subendo gli Ucraini”.
“Carlo carissimo, finalmente, dopo tante dissertazioni pro o contro, senza alcuna risposta alla mia domanda, sottesa e presupposta dal post, una conferma. l’Italia può, anzi deve, fornire armi di difesa. Senza intervenire dato che Ucraina non fa parte della Nato.
Lasciami esporre un semplice pensiero del tutto personale.
Menomale.
Con tutto l’affetto e, per quanto ne abbiamo facoltà, propria o convenzionale, sostegno e conforto al popolo ucraino.
Grazie mille per il tuo utile, autorevole e gradito intervento”.
Carla Ceretelli

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