Il verde Marco Boato non ha perso tempo. I risultati del referendum costituzionale non erano ancora completi che già aveva presentato due proposte di legge per modificare l’art. 138 della Costituzione, quello che fissa le procedure per la revisione della Carta. Attualmente “le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione”. Con le proposte Boato vengono elevati i due quorum, quello della prima votazione passa dalla maggioranza semplice a quella assoluta e il quorum della seconda passa dalla maggioranza assoluta ai due quinti dell’assemblea. Inutile dire che le proposte vanno nella direzione esattamente opposta a quella annunciata da frange non secondarie del centro sinistra, Ds e Margherita, sulla volontà e necessità di procedere, dopo la bocciatura della riforma del centro destra, a modifiche condivise della Carta. Insomma nell’Unione sta prevalendo la tesi della sinistra alternativa di Verdi, Comunisti italiani e Rifondazione, “Il popolo ce l’ha data e guai a chi la tocca”. La tesi, ad onor del vero, ha una sua logica. Si confrontano infatti due ipotesi di lavoro. Quella del centro destra, che punta a modifiche profonde, sia pure della sola seconda parte della Costituzione, e quella del centro sinistra che, con qualche differenza, punta a cambiamenti parziali o addirittura a semplici razionalizzazioni, come rimediare al pessimo titolo V da loro stessi voluto al termine della precedente legislatura. Il fatto è che la nostra Carta è talmente datata, e non solo nella seconda parte, che a metterci le mani si corre il rischio di doverla riscrivere. Retro pensieri a parte i fautori dei cambiamenti possibili devono mettersi ad un tavolo e discutere. Chi non vuole cambiare niente deve almeno uscire completamente allo scoperto.
Sulla costituzione si deve giocare a carte scoperte. Le riforme sono necessarie. I tentativi della sinistra per lasciare tutto come è.
Marco Boato non ha perso tempo e a risultati referendari non ancora acquisiti ha già presentato due proposte di legge per la modifica dell’articolo 138. Modifiche che confermano la volontà della sinistra di non cambiare alcunché.

Intanto cominciamo dall’art. 1:
L’italia è una “repubblica” popolare a disposizione dei furbi (che più furbi non si può!)
Il 2 giugno 1946 ce l’ha data, guai a chi la tocca!!!!