Sul caso De Luca si è messa in moto la cosiddetta macchina del fango. Vincenzo De Luca non ha bisogno dei miei attestati, ma occorre dire che è stato un ottimo sindaco e sono certo che sarà un brillante presidente della Regione Campania, I poteri forti vogliono abbattere De Luca perché è diventato un simbolo del Sud. Perché ha dimostrato che il Sud ce la può fare e questo non sta bene a chi vorrebbe continuare a considerare il meridione una colonia. De Luca ha trasformato una città come tante, con mille problemi, in un luogo simbolo, preso a modello.
Carmelo Mastursi, capo della segreteria di Vincenzo De Luca, può aver sottoposto il curriculum di Guglielmo Manna a capo di una Asl, ma da qui a condizionare nelle nomine il presidente della Campania, ne corre…
La verità è che al giorno d’oggi, ricoprire la carica di amministratore comunale o regionale, onestamente, bisogna essere un po’ folli o grandi idealisti se si considerano i pericoli ai quali si è esposti.
Faccio questa affermazione da ex assessore con mandato per dieci anni. Al giorno d’oggi, con la caccia alle streghe in essere, mi guarderei bene dall’assumere una carica. Gli amministratori pubblici dovrebbero avere una legge protettiva, che dia loro la possibilità di difendersi (non come i deputati; non vorremmo essere fraintesi). La garanzia di non essere privati della libertà personale fino al terzo grado di giudizio e di rimanere in carica (salvo i casi di flagranza di reato). Certi reati, quale l’abuso d’atti d’ufficio (documenti quasi sempre preparati dai burocrati e non dai politici, che a volte hanno il solo torto di fidarsi e di firmare), sono opinabili e rientrano nella quotidianità degli amministratori comunali.
Il caso di Calogero Mannino, accusato dei peggiori crimini e perseguitato per oltre 20 anni, è emblematico.

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