
Già 59 da inizio anno, uno ogni tre/quattro giorni. È Allarme senza precedenti.
In Italia oltre ad una condizione di sovraffollamento, che si stima intorno al 130%, il 2024 sta registrando anche un record di suicidi tra le mura del carcere. Delle 59 persone che si sono tolte la vita da inizio anno, 22 suicidi sono avvenuti negli ultimi due mesi.
Il supporto psicologico per i detenuti è inesistente. ai gesti autolesionistici e soprattutto i suicidi: si aggiungono 17 decessi per cause da accertare.
A questa situazione critica si aggiunge il problema della mancanza di operatori, i quali faticano a farsi carico dei bisogni dei detenuti per carenza di organico e formazione a volte inadeguata.
“Gli autori di tali definitivi gesti sono un monito – disse l’anno scorso il Garante dei detenuti- una doverosa riflessione su cosa apprendere per il futuro da queste imperscrutabili decisioni soggettive, cosa imparare per diminuire il rischio del loro ripetersi. Come leggere l’intrinseca fragilità che ci comunicano”.
Ma questo enorme problema andrebbe decisamente affrontato.
Intanto, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha riferito di “escludere l’indulto” contro il sovraffollamento carcerario. “È una resa dello Stato: penso invece a pene alternative, a forme di esecuzione penale diverse”, ha dichiarato. Il ministro, ricordando poi il lavoro portato avanti per siglare accordi affinché i detenuti stranieri, che sono la metà della popolazione carceraria, possano scontare la pena nei loro paesi d’origine, così avremmo risolto il problema del sovraffollamento.
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato di nuovo l’Italia, lo stato dovrebbe garantire dignità, benessere e salute ai detenuti, invece solo carceri fatiscenti e condizioni degradanti, a cui si aggiunge una mentalità collettiva che dà più importanza alla punizione che al reinserimento, è questa una delle ragioni per la quale non importa a nessuno ciò che succede nelle Carceri.

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