Polemica al calor bianco dentro la Rosa Nel Pugno della Toscana per il caso D’Elia. Dopo che lo SDI provinciale di Firenze aveva chiesto al parlamentare oggetto di polemica per il suo passato di terrorista di sottoporsi ad una sorta di giudizio da parte dell’elettorato fiorentino ( a Firenze, infatti, venne ucciso nel 1978 l’agente Fausto Dionisi da un commando di Prima Linea, organizzazione di cui D’Elia faceva parte), Guido Bedarida, dirigente radicale della Toscana attacca i vertici regionali dello SDI. “Stupisce- afferma Bedarida- constatare il silenzio
del segretario toscano dello Sdi, Pieraldo Ciucchi che ancora
tace sul comunicato della segreteria provinciale del suo
partito”.
“Ci rammarica –afferma ancora l’esponente radicale- constatare che
Ciucchi, gia’ protagonista nel 2002 di uno sciopero della fame
attuato proprio per denunciare il giustizialismo tutt’ora
dilagante, non sia oggi capace di levare la propria voce in
dissenso da tali sconcertanti richieste ed accuse”.
Nel comunicato della segreteria dello Sdi di Firenze, del 9
giugno scorso si chiedeva a D’ Elia di cercare ”la sua
legittimazione politica presentandosi a Firenze per chiedere
sostegno e fiducia politica ai militanti”, altrimenti ”il
direttivo provinciale dello Sdi apprezzerebbe le sue dimissioni
ed il riconoscimento di un errore politico nella formulazione
delle liste elettorali”.
Sono queste affermazioni che hanno rinfocolato la polemica da parte di Bedarida che già, un paio di settimane fa, aveva espresso tutta la sua delusione nei confronti dello SDI nazionale e regionale con una lettera al sito di radicali italiani.
Sui trascorsi in Prima Linea di D’Elia è lotta continua tra SDI e Radicali in Toscana
Scambio di accuse dopo che lo SDI fiorentino aveva sollecitato il parlamentare a sottoporsi al giudizio dei militanti o a dimettersi.

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