
E’ la vicenda ricostruita con meticolosità certosina e poi narrata con abbondanza di immagini fotografiche nel libro ‘Dalla Versilia alla Garfagnana – storia di Ebrei e di Giusti’ (Edizioni il Campano 2016) di Marco Piccolino, neurofisiologo che ha dato importanti contributi nell’ambito della fisiologia visiva e si è in seguito occupato di storia della scienza producendo libri editi da Bollati-Boringhieri e Oxford University Press, per poi negli ultimi anni dedicarsi allo scavo e documentazione di uno degli episodi più tragici di “guerra contro civili” dell’epoca nazifascista: la strage di Sant’Anna di Stazzema. Indagini da cui sono già nati due libri pubblicati da Edizioni il Campano nel 2014 e 2015.
Questa storia e le sue due testimoni ancora viventi saranno presentate lunedì 23 gennaio alle 16 nella Sala Comparetti della Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze in occasione di un incontro organizzato dalla Fondazione il Fiore nell’ambito delle iniziative regionali per il Giorno della Memoria 2017 (piazza Brunelleschi 3/4, ingresso libero). Le testimoni, entrambe ancora bambine quando accaddero i fatti, sono, fra gli ebrei salvati, Franca Sraffa, vera protagonista della vicenda e della sua ricostruzione, e, fra i salvatori, Vittoria Pieroni, figlia dei Giannecchini, il cui ricordo emerse in ritardo perdendo il treno della domanda di riconoscimento fra i giusti alla Yad Vashem. A questo appuntamento, oltre alle due testimoni, interverranno l’autore del libro Marco Piccolino e lo storico Paolo Buchignani, a cui spetterà la presentazione, dopo il saluto di Floriana Tagliabue, direttore della Biblioteca Umanistica, e di Laura Forti, assessore alla cultura della Comunità ebraica di Firenze. Maria Giuseppina Caramella, presidente della Fondazione il Fiore, coordinerà l’incontro.
Come sottolinea Adriano Prosperi nella sua Prefazione al libro, si tratta di «un frammento di storia», una sorta di «minuscolo relitto» nel gigantesco naufragio della Shoah, che «si affaccia qui dalla memoria dei sopravvissuti e viene verificato sul terreno e arricchito di immagini e testimonianze dalla paziente, appassionata ricerca di Marco Piccolino»: una vicenda «maturata in un contesto sociale che si dimostrò capace di gesti fraterni e protettivi e di veri e propri eroismi», anche se non mancarono i delatori al servizio dei nazisti. «Con la ricostruzione delle reti di vicinato e di memoria – scrive Prosperi – il racconto riporta davanti a noi un volto del paesaggio e della storia italiana oggi cancellato: il bosco, la fatica di un popolo che viveva di magre risorse ma si mostrava capace nell’infuriare della guerra di spregiare il peculio promesso a chi tradiva la presenza di ebrei e di mantenere vivi i valori della convivenza civile e della solidarietà umana».
Per ulteriori informazioni, Fondazione Il Fiore. Tel.: 055-225074
Marco Piccolino è uno studioso di neuroscienze che ha insegnato per molti anni nell’Università di Ferrara e ha pubblicato, oltre a importanti contributi scientifici nell’ambito della fisiologia visiva, anche diversi volumi di storia e cultura della scienza con alcune delle più prestigiose case editrici italiane e straniere (tra cui Bollati-Boringhieri e Oxford University Press). Da alcuni anni i suoi interessi si sono diretti verso una ricostruzione puntuale e documentata di uno degli episodi più tragici di “guerra contro civili” dell’epoca nazifascista: la strage di Sant’Anna di Stazzema. Con le Edizioni il Campano ha pubblicato su questo argomento, nel 2014, ‘A Sant’Anna di Stazzema – Storia di Pietro, testimone per caso della strage nazifascista’, e, nel 2015, ‘Voci di donne a Sant’Anna di Stazzema – La Cantata di Maddalena e le storie di Anna e Anita’.

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