Egregio, Direttore
dopo aver percorso inutilmente i livelli Istituzionali a noi accessibili siamo costretti a denunciare pubblicamente la gravità del nostro problema.
Gli scriventi sono operatori del settore sanitario dipendenti della ASF Fiorentina ex dipendenti INRCA, Istituto Nazionale di Ricovero e Cura a carattere scientifico, che per scelta di vita non avendo rubato, ammazzato, evaso le imposte, costruito abusivamente ecc, non possono beneficiare di nessun indulto, concordato o altra forma di sconto e/o perdono.
La situazione che viviamo da circa cinque anni è assurda, insostenibile e, a nostro parere, anche in contrasto con l’articolo 3 della costituzione.
Si tratta un applicato contrattuale del 1983, parole incomprensibili come maturato in itinere dedotto dall’art 54 del DPR 348, un testo tanto confuso ed ambiguo da consentire diverse interpretazioni. Una di queste attribuiva al personale sanitario del comparto e della dirigenza, allora uniti in un unico destino, poche migliaia di lire di beneficio.
Nel 1990 circa la Regione Marche rivendica una interpretazione diversa dell’applicato contrattuale e inizia a produrre disposizioni per riappropriarsi delle somme erogate nella sua Regione. L’INRCA istituto con sedi nella Regione Marche, Toscana, Lazio, Lombardia e Calabria, pur non dipendendo dalla Regione in forza della sua autonomia, dopo ricorsi infruttuosi nell’anno 2000 decide di ottemperare agli ordini della Regione Marche, e dà luogo al recupero.
Perché a nostro parere tutto questo non è giusto:
Si è iniziato a dar luogo al recupero di tali somme solo dopo che la dirigenza contrattualmente è riuscita a chiamarsi fuori da tale controversia. Infatti il loro contratto ha sanato tutte le situazioni pregresse. La stessa cosa non è avvenuta col contratto del comparto, che ha usato una formula ambigua non ritenuta sufficiente dalla Dirigenza dell’Istituto.
Tale provvedimento colpisce solo i dipendenti del comparto sanitario che appartengono o, come nel nostro caso, dipendono da Enti accreditati dalla Regione Marche.
Dal 1983 all’anno 2004 molti dipendenti della sede di Firenze dell’INRCA, per mobilità verso altre Aziende e pensione, non essendo più immediatamente reperibili non sono costretti al recupero (gli unici dipendenti colpiti dal provvedimento sono, per la regione Toscana, i circa 30 operatori sanitari transitati alla Azienda Fiorentina per dismissione della sede INRCA di Firenze)
La ASL di Firenze si è fatta esattoria per conto dell’Inrca per il recupero delle somme senza consultare i lavoratori interessati che per altro sono creditori nei confronti dell’INRCA di maturati contrattuali non indifferenti.
Crediamo che sussistano molti dubbi sulla regolarità, sulla giustezza e sulla coerenza col dettato costituzionale di un provvedimento che colpisce così selettivamente solo alcuni e pochi, dei tanti beneficiati da quell’articolo citato, a distanza di venti anni. Sul piano dell’opportunità politica, dopo aver trovato tante porte chiuse e aver esaurito inutilmente tante strade, indigna che in un periodo di concordati fiscali estremamente favorevoli ai grandi evasori, si vada a frugare nelle tasche dei dipendenti più fedeli per racimolare qualche spicciolo.
Cordialmente fiduciosi di un interessamento
Per gli operatori del settore sanitario ex INRCA Firenze
Giuseppe Valerio Olivieri

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