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Stil novo: il sindaco di Firenze si annette Ferrucci e Maramaldo

di Tuttocchiali | 15 Aprile 2012

Come ben sanno i nostri lettori, non pochi dei quali ce lo hanno pure rimproverato, noi siamo laici sì, ma devotissimi al sindaco di Firenze Matteo Renzi. Lo abbiamo sostenuto con entusiasmo nella sua trionfale corsa che ne ha fatto il primo cittadino di Firenze. Abbiamo esultato quando ha sbaraccato in quattro e quattr’otto il vecchio potere della città che fu del magnifico Lorenzo e dei Lorena ma anche di Savonarola e La Pira. E, non ci va di stare a misurare col bilancino la competenza ed i curricula dei subentranti. Matteo c’è e non sta mai fermo: rimette a posto tombini e marciapiedi, vigila sulla nostra amata Fiorenza di cui percorre instancabilmente strade, piazze e vicoli senza calpestarli, perché, ognuno lo sa, è perennemente in procinto di spiccare il volo verso le mete che il Fato gli ha assegnato.  Lo aiutano le letture: quelle degli ottimi libri che legge lui e quelle dei libri che lui scrive per diffondere entusiasmo e che tocca leggere a noi. Da poco ha presentato in un teatro affollatissimo e in un clima da stadio (curve e tribuna di onore) la sua ultima fatica  “Matteo Renzi Stil Novo”.   E’ un libro che infonde ottimismo e ricorda perché Firenze fu quella che non è ora: perché allora i Fiorentini rischiavano, affidavano incarichi e lavori per competenza e non per amicizia, investivano sui talenti  e restituivano ricchezza alla città sotto forma di bellezza, iniziative caritatevoli, scuole, borse di studio. E poi, alla fine del libro, il sindaco ci fa partecipi in maniera toccante di tutta la bellezza che incombe smisurata nei saloni di Palazzo Vecchio, teatro quotidiano delle sue fatiche di amministratore. “Il mio ufficio –si legge a pagina 184- è a Palazzo Vecchio, nella sala di Clemente VII. Ogni giorno mi accolgono pile di documenti, un numero infinito di mail da leggere e gli affreschi del Cinquecento. Alla mia destra c’è la Battaglia di Gavinana, il quartiere che nel 1530, durante l’assedio di cui abbiamo già parlato, diventa teatro dello scontro tra le forze della Repubblica e quelle di Carlo V che tenta di riportare i Medici in città. E’ la battaglia in cui perde la vita il grande condottiero Francesco Ferrucci”.                                                                                                                E’ a questo punto che abbiamo avuto conferma che santa rottamazione non solo non si è interrotta ma è divenuta più ambiziosa. Sotto i colpi di maglio ora c’è la storia, almeno quella che vide il mortale duello tra Ferrucci e Maramaldo, a Gavinana, sulla Montagna pistoiese, ad una settantina di chilometri da Gavinana, popoloso quartiere della Città del Giglio.

Pubblicato in : Primo piano

Info Tuttocchiali

Tuttocchiali: uno scriba errante e discontinuo che appare e scompare da oltre quaranta anni su giornali e testate della Toscana. qualcuno dubita che realmente esista, altri pensano addirittura che i suoi scritti siano frutto dell’opera collettiva di una molteplicità di altri scrivani. Ma non è lecito rivolgersi ad esempi del passato che porterebbero a confondere l’ironia con il ridicolo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Maria Rita Monaco

    19 Aprile 2012 alle 09:58

    Renzi sta rottamando anche il suo nome…da oggi si chiama Maramaldo, colui che vigliaccamente uccide la storia

    Rispondi
    • Marzio Siracusa

      20 Aprile 2012 alle 13:42

      La ciliegina del nostro Matteo mi era sfuggita ed è davvero ghiotta. Avrei preferito scoprirlo con le mani nella marmellata d’un tesoretto comunale, ma i tempi sono comprensivi e una risata si porta via tutto. Quando gli uomini erano uomini e le donne donne, quando in tempi di politica ripugnante scattavano comitati e governi di saluta pubblica per decisioni seduta stante, un sindaco di Firenze che avesse parlato della battaglia nel quartiere di Gavinana avrebbe avuto il pudore di dare le dimissioni e sparire dalla scena politica, e ritornare all’attività che gli compete, il magazziniere, senza se e senza ma. Ma i tempi sono comprensivi, e che diamine, tutti si può sbagliare, no? Esigere le dimissioni per un refuso scolastico? Quando mai? Carissima Rita, un sindaco ciuco non darà mai le dimissioni perché Firenze non trabocca di cultura ma di consumismo culturale. La cultura era un’altra cosa e non c’è più da nessuna parte. Consiglio la redazione di Pensalibero di conservare questa pagina.

      Rispondi
  2. Maria Rita Monaco

    19 Aprile 2012 alle 09:56

    Non chiamatela enfasi, per favore, definitela con il suo vero nome: Ignoranza crassa mista ad una certa di arruffata presunzione (se vuole scrivere o copiare deve essere in grado di farlo e, con un tantino di umiltà farsi correggere le bozze,anche perché rappresenta una città che trasuda cultura e per sovrapprezzo detiene la delega alla cultura). RENZI A FORZA DI ROTTAMARE (A PAROLE)

    Rispondi
  3. Maria Rita Monaco

    19 Aprile 2012 alle 09:51

    NON

    Rispondi
  4. Pellica

    18 Aprile 2012 alle 08:32

    Mah, a me sorge il dubbio ceh ci sia un refuso anche sul titolo del libro, sarà mica stato “Vin novo” ??

    Rispondi
  5. Giovanni.Caciolli

    17 Aprile 2012 alle 20:42

    E’ vero me lo raccontava sempre il mio nonno, Francesco Ferrucci fu ammazzato in via Datini angolo via Traversari, per capirsi dove c’è la cartoleria, da un Maramaldo molto arrabbiato mentre usciva dalla coop.
    Per concludere gli spagnoli venivano dalle Case di S.Romolo, dove avevano il loro quartier generale, i fiorentini da Marignolle, si incrociarono nella rotonda dove c’era prima la concessionaria Scotti, e giù botte da orbi.
    In poche parole la storia è questa, poi che i comunisti arrivavano dall’Antella e da Grassina questo è un dettaglio.
    Meno male che qualcun altro non era pedagogico!

    Rispondi
    • C. Romagnoli

      18 Aprile 2012 alle 08:11

      E’ vero! Fu il Sindaco di Firenze ad affermare che parlare di Bettino Craxi non aveva valore pedagico. E’ molto più pedagogico comparire nelle carte di Lusi o forare un affresco del Vasari per andare a cercare una fantomatica battaglia…o inventarsene una di sana pianta. Mi sorge il dubbio che sotto la vasariana Battaglia di Scannagallo ci siano i resti della battaglia di Gavinana, quella fiorentina s’intende. Nel libro precedente esiste un accenno alla battaglia in questione… si vede che moriva dalla voglia di parlarne più diffusamente… Lui ed ilsuo ex assessore alla cultura (sigh!) Da Empoli che non conosceva la data di costruzione di Palazzo Vecchio (per non parlare di altri strafalcioni) sarebbero i rappresentanti cittadini della cultura fiorentina. Come ripete una macchietta di Panariello: va’ ia, va’ia va’ia.

      Rispondi
  6. luciano

    17 Aprile 2012 alle 11:39

    IGNORANZA FIORENTINA
    ieri scandalo in rete per Francesco Ferrucci e la Battaglia di Piazza Gavinana nel libro Stil novo del sindaco Renzi…..aprite oggi il Corriere fiorentino prima pagina nell’articolo di Marco Bernardini “Se la morte incrocia lo sport” nella quale si dice che fu Patroclo a scagliare la freccia che uccise Achille….Omero, interpellato telefonicamente, conferma la sua versione riportata nell’Iliade secondo la quale fu invece Paride a scagliare quella fatale freccia…Si aspetta in proposito l’intervento di Giulietto Chiesa che sa tutti i retroscena di tutti i misteri del mondo.

    Rispondi
  7. Silla Cellino

    16 Aprile 2012 alle 11:32

    Solo per precisare – a tutto beneficio del sindaco, fiorentino solo di periferia – che a Firenze Gavinana non è un quartiere, ma una piazza, che ricorda appunto la famosa battaglia. Il quartiere è così chiamato solo per estensione, fatto abbastanza consueto in altre città, meno solito invece, anzi forse unico, a Firenze.

    Rispondi
  8. Milena Sama'

    16 Aprile 2012 alle 01:27

    Ma che il ragazzo fosse ambizioso, l’avevamo capito.E’ un modo anche questo di far parlare di se’ e della sua citta’. Cosa che non ci dispiace per niente purche’ si faccia ammenda e restituisca a Gavinana quel che e’ di Gavinana senza ulteriori indebite campanilistiche appropriazioni storiche!!

    Rispondi
  9. Ciccio

    15 Aprile 2012 alle 21:13

    Mandatelo a lezione dal Giani!!

    Rispondi
  10. puccio cartoni

    15 Aprile 2012 alle 19:52

    Certo ,confondere una località montana di altra Provincia con un quartiere di Firenze mi sembra un po’ pesante da mandar giù…prendiamola c ome una licenza poetica! Del resto ,l’ enfasi della rottamazione può portare a qualche scivolone…

    Rispondi

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